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LETTERA AI MILITANTI DEL MNS

Pubblicato il 01 febbraio 2018 da Gianni Alemanno.

Cari militanti del Movimento Nazionale per la Sovranità,
prendo atto delle dimissioni da Presidente di Francesco Storace, dopo aver tentato invano di fargliele ritirare o congelare fino alla fine delle elezioni.
Questa nostra ultima avventura insieme è cominciata nel 2014 in una fredda mattina di dicembre, quando, mentre molti scappavano spaventati dalle mie assurde vicende giudiziarie, Francesco ha trovato il coraggio di darmi una mano per superare quel momento terribile ed infamante. Proprio lui che, mentre io ero Sindaco di Roma, faceva l’opposizione da destra senza nessun posto di potere. Questo non lo dimenticherò mai.
Poi, dopo alterne vicende, abbiamo fondato insieme il Movimento Nazionale per la Sovranità con il bellissimo congresso del Marriott. Da allora è passato quasi un anno, caratterizzato da importanti battaglie, due cortei sorprendenti per la loro affluenza, la costruzione di una significativa struttura radicata in tutto il territorio nazionale. Infine, nei nostri organi politici e nella importante assemblea di Napoli del dicembre scorso, abbiamo deciso di sostenere le liste della “Lega per Salvini premier”, anche offrendo candidature di nostri dirigenti.
Purtroppo la fase di definizione delle liste è stata particolarmente convulsa e caotica, non solo per noi ma per tutta una struttura politica che si stava trasformando dalla vecchia “Lega Nord” di Bossi al nuovo progetto di Matteo Salvini aperto a tutto il territorio nazionale. Non era facile per il gruppo dirigente leghista gestire contemporaneamente una profonda trasformazione politica, durissime trattative politico-elettorali con gli alleati del centrodestra e la composizione delle liste con un metodo elettorale complicato e bloccato, inserendo tra l’altro nuovi venuti come noi e gli esponenti di molte altre organizzazioni. Per cui la definizioni delle liste è avvenuta in modo confuso e sicuramente insoddisfacente.
Sono molti i delusi e io li capisco tutti, perché spesso non c’è paragone in termini di qualità tra esclusi e premiati. Ma purtroppo questa vicenda delle candidature ha fatto tanti morti e feriti in tutte le liste elettorali, molto di più di quanto accade normalmente in ogni elezione. Sapete bene cosa è accaduto a quasi tutti gli ex An nelle liste di Forza Italia, in quelle centriste e persino in Fratelli d’Italia. Almeno, nel caso della Lega, c’è la giustificazione di aver dovuto gestire un difficile e complesso processo di trasformazione politica.
Ovviamente, come sempre accade, le responsabilità di esclusioni e squilibri viene scaricata su chi ha tenuto i contatti, nel caso del MNS il sottoscritto. Sono responsabilità che mi assumo tutte, perché sono convinto che era impossibile fare di meglio. Saranno gli organi del Movimento a giudicare sul mio operato, ma dopo le elezioni. Ora la nostra priorità è quella di far vincere il centrodestra e, al suo interno, la Lega di Salvini. Una priorità che anche Storace condivide e che perseguirà con tutta l’energia che gli è propria e con i mezzi che non gli mancano. In più, credo che tutti ci auguriamo che degli undici candidati che abbiamo messo nelle liste della Lega molti possano essere eletti, in modo da rappresentare un’importante esperienza politica all’interno delle future evoluzioni del Polo Sovranista. Sono tutte persone valide, espressione del territorio , che non ci faranno certo sfigurare se arriveranno in Parlamento.
Ma quello che a me interessa è il progetto politico. Riusciremo a strutturare il Polo Sovranista? Potrà nascere addirittura un unico partito di tutti coloro che credono veramente nella Sovranità nazionale e popolare? Lo sapremo, e in larga parte lo propizieremo, gestendo al meglio questa campagna elettorale, vincendo le elezioni e preparandoci a una successiva e intensa fase di confronto dopo il 4 marzo. Matteo Salvini ha fatto, fino ad ora, un mezzo miracolo. Candidature importantissime come quella dell’economista Alberto Bagnai, proveniente addirittura dalla sinistra, testimoniano la volontà di radicare veramente la Lega nel progetto sovranista. Il cartello elettorale guidato da Matteo Salvini rappresenta veramente la miglior offerta politica di queste elezioni e l’unica speranza di creare in prospettiva uno schieramento in grado di salvare l’Italia da un destino di semplice colonia.
Per completare questo mezzo miracolo, la classe dirigente leghista deve aggiungere alla proposta politica un’adeguata organizzazione di partito, senza la quale è impossibile costruire una struttura veramente radicata nel territorio e in grado di incidere positivamente nelle istituzioni. Questo è il nostro eterno problema: l’Organizzazione che diventa cifra politica imprescindibile per qualsiasi progetto di cambiamento rivoluzionario. Ecco perché credo sbagliato andare in ordine sparso al confronto politico del dopo elezioni: non scioglieremo il Movimento Nazionale per la Sovranità almeno fino a quando non avremo la certezza che la nuova Lega saprà strutturarsi con un partito ampio, partecipato, meritocratico e rispettoso di tutte le identità che compongono il Polo Sovranista. Abbiamo già commesso l’errore di sciogliere Alleanza Nazionale prima di essere sicuri che il Popolo della Libertà fosse una cosa seria. Anche se il progetto sovranista e quello del PdL non sono assolutamente paragonabili per riferimenti politici e per modalità di costruzione del percorso, non possiamo rischiare di ripetere lo stesso tipo di errore.
Mi auguro che Francesco avrà tempo e modo di rivedere le sue scelte dimissionarie e di tornare ad avere un rapporto strutturato con tutti noi. Motivo per cui la carica di Presidente rimarrà vacante, mentre il Movimento Nazionale per la Sovranità continuerà la sua azione in questa campagna elettorale così importante. Dopo, sarà un Congresso nazionale a decidere del destino del Movimento.
Buon lavoro a tutti.
Gianni Alemanno

ACCA LARENZIA: PER NON DIMENTICARE

Pubblicato il 07 gennaio 2018 da Gianni Alemanno.

Oggi ricorre il 40simo anniversario della Strage di Acca Larenzia e tutto il mondo della destra, con diverse manifestazioni, ha voluto ricordare i tre ragazzi che furono uccisi in quel lontano 7 gennaio 1978. Ma la morte di Franco Bigonzetti, Francesco Ciavatta e Stefano Recchioni è una tragedia che non riguarda solo il nostro mondo. Tutta la vita politica di Roma e dell’Italia fu cambiata da quell’assurdo ed efferato delitto, per il quale dopo quarant’anni nessuno ha ancora pagato. I cosiddetti anni di piombo a destra cominciarono da lì, da quel sangue versato e dal carico di odio e di risentimento che ne fu generato. Per questo ricordare quei tre ragazzi non è solo un doveroso atto di memoria umana e spirituale, è anche la denuncia per uno Stato che in quarant’anni non è riuscito a fare giustizia e un monito contro tutte le culture dell’odio che hanno offerto alibi ideologici agli assassini. Se ne ricordino tutti coloro che ancora oggi criminalizzano e demonizzano militanti di destra per distrarre l’opinione pubblica dai veri problemi della nostra Nazione. Gli anatemi lanciati come pietre dai giornali, i teoremi contro inesistenti “pericoli fascisti” possono alimentare un clima di odio e di contrapposizione ideologica già pagato col sangue negli anni ‘70.”

RASSEGNA CONFERENZA STAMPA CON GIORGETTI

Pubblicato il 30 novembre 2017 da Gianni Alemanno.

Rassegna conferenza stampa per la presentazione dei comitati per Salvini Premier organizzata da MNS e Fronte Identitario, a cui hanno partecipato Gianni Alemanno (segretario nazionale MNS), Francesco Storace (presidente nazionale MNS), Giancarlo Giorgetti (vicesegretario federale Lega), Antonio Buonfiglio (Fronte Identitario) Gabriella Peluso (responsabile Dipartimento nazionale Centro-Sud MNS).

rassegna stampa

IL MOVIMENTO NAZIONALE LANCIA I COMITATI PER SALVINI PREMIER

Pubblicato il 29 novembre 2017 da Gianni Alemanno.

(ANSA) – ROMA, 29 NOV – “Il nostro obiettivo strategico è la costruzione di un polo sovranista che serva nel centrodestra unito. Noi vogliamo un centrodestra unito che è garanzia di vittoria ma per questo vanno fatte scelte chiare. Nel centrodestra c’è un bipolarismo tra il polo sovranista guidato da Salvini ed il polo liberale di Berlusconi, noi ci schieriamo con il polo sovranista e lanciamo i comitati per Salvini premier. Crediamo che un Salvini sopra il 20% sia la garanzia contro governi tecnici e inciuci. Crediamo che la vittoria delle forze che fanno riferimento a lui sia anche la garanzia di un ancoraggio a destra”. Lo afferma Gianni Alemanno del Movimento Nazionale per la sovranita’ nel corso di una conferenza stampa a Montecitorio insieme a Francesco Storace, Antonio Buonfiglio (Fronte identitario) e Giancarlo Giorgetti vice segretario della Lega per presentare la manifestazione in programma il 7 dicembre a Napoli identità e lavoro, il riscatto del Sud, l’unità dell’Italia” che rappresenta un ulteriore avvicinamento al Carroccio. Sia ALEMANNO che STORACE però ci tengono a precisare che la decisione di sostenere Salvini non è di oggi e non è assolutamente “una manovra elettorale” ma si tratta di un percorso “iniziato con il congresso di febbraio”. “C’è una scelta in campo da fare – spiega ancora ALEMANNO – c’è la possibilità di costruire anche in Italia un polo sovranista. La volontà è quella di tenere unito il centrodestra in una logica di sovranita’ nazionale”. Prima della manifestazione del 7 dicembre, spiega ancora l’ex presidente della regione Lazio: “Faremo partire una direttiva alle nostre strutture territoriali per partecipare all’iniziativa della Lega contro lo ius soli in programma questo fine settimana. Noi abbiamo bisogno di recuperare il rapporto con gli elettori, spiegare il programma e non fare l’elenco dei ministeri”. Dello stesso parere anche Buonfiglio che spiega la ragione per cui a inizio legislatura e’ nato il fronte identitario: “Con la scomparsa di molti uomini della destra nelle Istituzioni, sono nate sul territorio associazioni e movimenti che insieme hanno portato avanti delle iniziative e l’ultima delle quali è quella contro ius soli. La melassa neo centrista ci imponeva di non far scomparire l’identità della destra e L’avvicinamento alla Lega è per evitare che nello schieramento prevalga quella sensazione neo centrista o inciucista”. Plaude alla decisione il vice segretario della Lega Giorgetti “Noi – spiega – vogliamo un centrodestra inclusivo ma il perimetro di questo nuovo centrodestra deve essere chiaro e coerente e in questi giorni ci sembra che ci sia confusione. C’è’ chi per anni ha sostenuto la distruzione di alcuni capisaldi appoggiando i governi Renzi e Gentiloni e ora vuole migrare verso la coalizione che sembra vincente. Il perimetro non sono le candidature ma le idee chiare e noi riteniamo che all’interno di questa coalizione le esprima Matteo Salvini. Siamo felici che in tanti abbiano riconosciuto a Salvini il ruolo di trascinatore e potenziale leader della coalizione però affinché questa coalizione non sia solo una maggioranza elettorale è necessario che chi condivide il nostro motto “sovranità identità e comunità sia il più forte”.

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