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IMMIGRATI, ALEMANNO-DIOP (MNS): CHI ATTACCA SALVINI PER MALTA TRADISCE I NOSTRI INTERESSI NAZIONALI

Pubblicato il 09 giugno 2018 da Gianni Alemanno.

“Salvini ha solo la colpa di aver detto ufficialmente quello che tutti sanno: le navi delle Ong sbarcano gli immigrati in Italia saltando i porti di Malta. È uno dei tanti esempi che dimostrano che il nostro Paese è stato lasciato solo nel Mediterraneo a fronteggiare l’emergenza immigrazione. Un altro esempio è la “disattenzione” con cui la Tunisia consente la fuga verso l’Italia di tanti soggetti pericolosi che si imbarcano insieme ai migranti. La stampa e i politici di opposizione che oggi attaccano Salvini per questa “operazione verità” fingono di non rendersi conto che in questo modo colpiscono gravemente gli interessi dell’Italia, contribuendo ad isolarla nel contesto internazionale. È un’antica malattia tutta italiana: mentre negli altri paesi l’opposizione non attacca il Governo quando sono in gioco gli interessi nazionali, la sinistra italiana non esita a tradire i nostri interessi nazionali pur di screditare i governanti avversari. Ma Salvini e il Governo devono andare avanti: il giudizio degli elettori non dipenderà dalle campagne di diffamazione ma solo dall’efficacia delle misure adottate per fermare una invasione di clandestini ormai divenuta insostenibile.”

Lo dichiarano in una nota congiunta il segreterio del Movimento Nazionale per la Sovranità Gianni Alemanno e il responsabile immigrazione MNS, Paolo Diop.

IL CENTRODESTRA NON DEVE OSTACOLARE CONTE

Pubblicato il 24 maggio 2018 da Gianni Alemanno.

Nel fare i migliori auguri a Giuseppe Conte per la formazione del nuovo Governo, l’unico consiglio che ci sentiamo di dargli in questa fase è di avere coraggio nel cambiamento. Il Presidente incaricato non deve farsi condizionare dai veti dell’establishment sui ministri, nè annacquare il contenuto del Contratto di Governo. Giusto rassicurare tutti sulla prudenza dell’azione di Governo e sul rifiuto di ogni “avventura”, ma l’unica speranza di far funzionare questo esperimento è quella di rappresentare veramente una rottura con tutte le forme di sudditanza che hanno fino ad ora condizionato l’Italia. Per questo il centrodestra non deve creare ostacoli artificiosi al Presidente incaricato, per questioni personalistiche e partitocratiche. Questo non solo per preservare l’unità del centrodestra a pochi giorni dal voto in tanti comuni dove i nostri candidati sono sostenuti da tutto lo schieramento. La realtà è che chi crede nel cambiamento e nella sovranità nazionale non fa l’interesse dell’Italia cercando di indebolire aprioristicamente un Presidente controcorrente rispetto ai poteri forti internazionali. I fatti e il rispetto degli impegni presi devono essere l’unico metro di giudizio dell’operato del nuovo Governo.

Se cambia qualcosa in Europa ne sarà valsa la pena

Pubblicato il 21 maggio 2018 da Gianni Alemanno.

Il risultato positivo delle consultazioni popolari organizzate, ognuno con i propri metodi, dalla Lega e dal M5S ha dato il via libera al nuovo governo giallo-verde, a prescindere dai nomi che comporranno il nuovo governo. Questo al netto delle tante perplessità sul contenuto del Contratto di Governo, che ha risentito inevitabilmente della “fusione a freddo” tra due programmi diversi e contrapposti che si erano scontrati in campagna elettorale. Per quanto riguarda il centrodestra – che speriamo sopravviva a questa durissima prova – le forze politiche che sono rimaste fuori da questo esperimento, si attaccano a queste insufficienze per costruire delle posizioni tanto irritate quanto sterili. Ma non è questo il vero punto politico.

Il destino di questo Governo e la sua utilità per l’Italia non sono legati a questi dettagli, per quanto importanti, ma a quello che accadrà in Europa. Nulla o quasi nulla di quello che è scritto nel Contratto di Governo può essere realizzato senza un radicale cambiamento nel rapporto tra l’Italia e l’Unione Europea. Se i trattati UE rimarranno quelli che sono stati ratificati in passato e se non saranno recuperati ampi margini di sovranità politica ed economica per la nostra Nazione, non ci saranno margini per portare l’Italia fuori dalla crisi economica e sociale in cui viviamo ormai da un decennio. In questa prospettiva il futuro Governo deve stare attento ad evitare di fare la stessa fine di Tsipras e del tragico fallimento di quel tentativo di far rialzare la testa alla martoriata Grecia. Cosa è successo ai governanti greci? Che avevano promesso al loro popolo un sostanziale cambiamento delle condizioni economiche e sociali, ma poi gli è mancato il coraggio di andare fino in fondo nello scontro con Bruxelles e Berlino per riprendersi le chiavi di casa. E alla fine si sono dovuti sottomettere completamente ai diktat della Troika, rimangiandosi ogni promessa di riscatto sociale.

Oggi tutti i media dominati dai poteri forti, premono su Salvini e Di Maio affinché cancellino ogni contenuto sovranista dal loro programma. La critica diretta all’Euro è già scomparsa, rimane nel Contratto di Governo la revisione radicale dei trattati europei. Ma solo quando i nuovi ministri andranno a Bruxelles si capirà se questa volta si farà sul serio o se gli anatemi di Mattarella e di Draghi paralizzeranno ogni negoziato veramente incisivo. Il Governo giallo-verde ha un’importante arma in mano: quella di esercitare il diritto di veto sul nuovo Bilancio UE presentato dalla Commissione europea, che prevede forti tagli per i contributi agricoli e di sviluppo dell’Italia con una perdita di circa 2 miliardi per il nostro Paese. Esercitare questo potere di veto significa bloccare tutto il funzionamento dell’Unione e quindi costringere gli euroburocrati a venire a più miti consigli anche sul complesso dei trattati che gravano sull’Italia. Qualcosa di simile al “rebate” con cui Margaret Thatcher nel 1984 recuperò buona parte delle risorse economiche che l’Inghilterra versava all’Unione Europea.

I giallo-verdi italiani avranno il coraggio di farlo? Da questo dipende tutto. Se il nuovo Governo riuscirà a cambiare le cose in Europa, sarà valsa la pena fare la pericolosa rivoluzione dell’alleanza tra leghisti e grillini. Sarà anche una bella lezione per i patetici tentennamenti di tutte le altre forze politiche, compresi i vecchi alleati di centrodestra per i quali è più importante avere le benedizioni del PPE che fare gli interessi dell’Italia. E tutta l’Italia sarà entrata in una nuova epoca. In caso contrario i soliti poteri forti diranno che “il populismo ha fallito”, ma in realtà saranno stati solo i loro diktat a spegnere ancora una volta ogni speranza.

TUTTI A VOTARE AI GAZEBO PER BATTERE GLI ATTACCHI DEI POTERI FORTI

Pubblicato il 18 maggio 2018 da Gianni Alemanno.

Sabato e domenica il Movimento Nazionale per la Sovranità si mobiliterà in tutta italia per portare il maggior numero di persone a votare ai gazebo organizzati dalla Lega di Salvini. È l’unico modo per reagire alla campagna di demonizzazione giornalistica e mediatica organizzata dai poteri forti contro il Contratto di Governo finora elaborato da Lega e M5S. Tutti gli attacchi contro la mancanza di coperture finanziarie e sulle parti incomplete di questo Contratto, fingono di non capire la realtà di questa operazione. Il Contratto di Governo non può non essere la cornice programmatica necessaria per vincolare insieme due forze politiche che hanno fatto una campagna elettorale contrapposta basata su programmi diversi e divergenti. Una cornice programmatica che potrà essere sostanziata dalle coperture finanziarie solo dopo aver formato il nuovo Governo, perché è necessaria una puntuale due diligence al Ministero dell’Economia per conoscere il reale stato delle finanze pubbliche. Non solo: l’altra precondizione è quella di aprire la trattativa con l’Unione Europea per guadagnare spazi di investimento e di riduzione delle tasse fuori dai vincoli e dai diktat di Bruxelles. Senza queste due operazioni preliminari, realizzabili solo dopo aver formato il Governo, qualsiasi ragionamento sui conti pubblici sarebbe velleitario e pericoloso, perché impostato sui dati e sulle condizioni politiche costruite da governi deboli ed asserviti come quelli che ci hanno preceduti.