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Se cambia qualcosa in Europa ne sarà valsa la pena

Pubblicato il 21 maggio 2018 da Gianni Alemanno.

Il risultato positivo delle consultazioni popolari organizzate, ognuno con i propri metodi, dalla Lega e dal M5S ha dato il via libera al nuovo governo giallo-verde, a prescindere dai nomi che comporranno il nuovo governo. Questo al netto delle tante perplessità sul contenuto del Contratto di Governo, che ha risentito inevitabilmente della “fusione a freddo” tra due programmi diversi e contrapposti che si erano scontrati in campagna elettorale. Per quanto riguarda il centrodestra – che speriamo sopravviva a questa durissima prova – le forze politiche che sono rimaste fuori da questo esperimento, si attaccano a queste insufficienze per costruire delle posizioni tanto irritate quanto sterili. Ma non è questo il vero punto politico.

Il destino di questo Governo e la sua utilità per l’Italia non sono legati a questi dettagli, per quanto importanti, ma a quello che accadrà in Europa. Nulla o quasi nulla di quello che è scritto nel Contratto di Governo può essere realizzato senza un radicale cambiamento nel rapporto tra l’Italia e l’Unione Europea. Se i trattati UE rimarranno quelli che sono stati ratificati in passato e se non saranno recuperati ampi margini di sovranità politica ed economica per la nostra Nazione, non ci saranno margini per portare l’Italia fuori dalla crisi economica e sociale in cui viviamo ormai da un decennio. In questa prospettiva il futuro Governo deve stare attento ad evitare di fare la stessa fine di Tsipras e del tragico fallimento di quel tentativo di far rialzare la testa alla martoriata Grecia. Cosa è successo ai governanti greci? Che avevano promesso al loro popolo un sostanziale cambiamento delle condizioni economiche e sociali, ma poi gli è mancato il coraggio di andare fino in fondo nello scontro con Bruxelles e Berlino per riprendersi le chiavi di casa. E alla fine si sono dovuti sottomettere completamente ai diktat della Troika, rimangiandosi ogni promessa di riscatto sociale.

Oggi tutti i media dominati dai poteri forti, premono su Salvini e Di Maio affinché cancellino ogni contenuto sovranista dal loro programma. La critica diretta all’Euro è già scomparsa, rimane nel Contratto di Governo la revisione radicale dei trattati europei. Ma solo quando i nuovi ministri andranno a Bruxelles si capirà se questa volta si farà sul serio o se gli anatemi di Mattarella e di Draghi paralizzeranno ogni negoziato veramente incisivo. Il Governo giallo-verde ha un’importante arma in mano: quella di esercitare il diritto di veto sul nuovo Bilancio UE presentato dalla Commissione europea, che prevede forti tagli per i contributi agricoli e di sviluppo dell’Italia con una perdita di circa 2 miliardi per il nostro Paese. Esercitare questo potere di veto significa bloccare tutto il funzionamento dell’Unione e quindi costringere gli euroburocrati a venire a più miti consigli anche sul complesso dei trattati che gravano sull’Italia. Qualcosa di simile al “rebate” con cui Margaret Thatcher nel 1984 recuperò buona parte delle risorse economiche che l’Inghilterra versava all’Unione Europea.

I giallo-verdi italiani avranno il coraggio di farlo? Da questo dipende tutto. Se il nuovo Governo riuscirà a cambiare le cose in Europa, sarà valsa la pena fare la pericolosa rivoluzione dell’alleanza tra leghisti e grillini. Sarà anche una bella lezione per i patetici tentennamenti di tutte le altre forze politiche, compresi i vecchi alleati di centrodestra per i quali è più importante avere le benedizioni del PPE che fare gli interessi dell’Italia. E tutta l’Italia sarà entrata in una nuova epoca. In caso contrario i soliti poteri forti diranno che “il populismo ha fallito”, ma in realtà saranno stati solo i loro diktat a spegnere ancora una volta ogni speranza.

Roma, Alemanno contro Raggi sulle buche: “È immobile, io cercai di risolvere”

Pubblicato il 23 aprile 2018 da Gianni Alemanno.

A capo di una carovana di circa un centinaio di moto, scooter e biciclette elettriche, l’ex sindaco di Roma Gianni Alemanno ha guidato la protesta #bastabuche contro l’amministrazione comunale presieduta dalla sindaca Virginia Raggi attraversando la città, da Ponte Milvio al centro storico. “Le buche ci sono sempre state, anche durante il mio periodo, inutile negarlo – ha detto Alemanno -. Raggi però ha bloccato le gare: si sono autoparalizzati”. L’ex sindaco ha poi invocato il commissariamento del comune da parte dell’Anas per gestire la viabilità romana. “Autocritica? Sono passati cinque anni dalla mia giunta, scaricare su di me la responsabilità mi sembra troppo – ha aggiunto -. Tornassi indietro sicuramente sceglierei meglio la mia squadra”.

fonte: video.repubblica.it 

di Francesco Giovannetti

PERCHÉ IL M5S HA VINTO AL SUD

Pubblicato il 14 marzo 2018 da Gianni Alemanno.

I dati diffusi dall’Istat sul lavoro in Italia spiegano perché al Sud l’M5S ha vinto promettendo il reddito di cittadinanza. A differenza del resto del Paese, il Sud sta sprofondando nella disoccupazione, in particolare giovanile. Soprattutto in Sicilia, Calabria e Campania, la situazione è oltre i livelli di emergenza. Di fronte a questa situazione in campagna elettorale il centrodestra non ha saputo contrapporre al reddito di cittadinanza una proposta programmatica altrettanto diretta ed efficace dal punto di vista comunicativo. Nonostante il nostro programma parlasse di “piena occupazione” le proposte più forti – come la Flat Tax – erano dirette più alle aree sviluppate che a quelle del Mezzogiorno dove mancano redditto e imprese produttive. Noi del MNS avevamo infatti proposto un Piano straordinario per il lavoro al Sud, basato sugli investimenti infrastrutturali, sullo sviluppo di poli industriali e sull’ammodernamento della Pubblica amministrazione. Purtroppo queste idee sono state recepite solo in minima parte nel programma del centrodestra, con il risultato di scoprire il fianco alla demagogia assistenzialista dei pentastellati. Adesso, fuori dalla campagna elettorale ma in un momento in cui le forze politiche devono indicare le loro priorità programmatiche, bisogna rilanciare questi temi. Il centrodestra guidato da Matteo Salvini inserisca a fianco della lotta all’immigrazione, alla rinegoziazione dei trattati europei e alla Flat Tax, un Piano straordinario per il lavoro al Sud con misure chiare e dettagliate e con un impegno preciso sul numero di posti di lavoro che bisogna creare nell’arco dei prossimi mesi. Per contribuire a questo impegno, noi del MNS organizzeremo entro Aprile una Conferenza programmatica per il Lavoro al Sud.