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PRIMA L’ITALIA: LA RESA DI TSIPRAS NASCE DA UNA MENZOGNA

Pubblicato il 13 luglio 2015 da Gianni Alemanno.

La sconcertante resa di Alexis Tsipras, dopo il lungo braccio di ferro con la Germania e con la Commissione Europea, viene utilizzato in Italia e in tutta Europa per attaccare ogni posizione eurocritica.

imageMa la verità è esattamente opposta a quella che viene propagandata dalla stampa e dalla cultura dominante. Tsipras ha mentito al popolo greco non perché ha promesso di liberarlo dalla morsa dell’austerità della Troika, ma perché lo ha illuso che questa liberazione potesse essere compatibile con la permanenza nell’Euro. Questa contraddizione demagogica si paga molto amaramente: l’unica possibilità di uscire dall’austerità è contrastare alla radice il sistema dell’euro, dimostrandosi disponibili ad uscire anche dalla Moneta Unica. Altrimenti ci si riduce, come ha tentato Tsipras per cinque lunghi mesi, a chiedere l’aiuto e la solidarietà degli altri paesi europei contro tutte le regole dell’Unione Europea. Questo è un atteggiamento tipico dell’estrema sinistra: prima contestare duramente il sistema e poi chiedergli l’elemosina in nome di una pelosa solidarietà sociale. Ma la Germania e l’Unione Europea non possono dimostrarsi indulgenti con la Grecia, perchè questo delegittimerebbe tutti i sacrifici che sono stati fino ad ora imposti agli altri paesi “deboli”: Portogallo, Italia, Irlanda e Spagna. Se Tsipras e l’estrema sinistra escono distrutti da questa vicenda, l’Europa germanocentrica dell’austerità ha poco da cantare vittoria: la Grecia non può, neanche volendo, sopportare la durezza delle misure che sono state imposte ed è destinata a cadere in un baratro di miseria, di instabilità e di insurrezione popolare. Inutile dire che l’Italia sarà la prima a pagarne le conseguenze. Yanis Varoufakis, fuggito prima del disastro, accusa chiaramente il governo italiano di Matteo Renzi: “i governi che avrebbero potuto mostrare maggiore simpatia verso Atene nella realtà si sono rivelati i suoi nemici più energici. Per i Paesi ad alto debito il peggiore incubo sarebbe stato il nostro successo. Se avessimo voluto negoziare un accordo migliore, avrebbero dovuto spiegare ai loro cittadini perché non sono stati in grado di fare altrettanto”. Se l’Italia non si libera di Matteo Renzi rischia di pagare non solo il conto di un’austerità più che mai riconfermata, ma anche degli aiuti finanziari che sono stati promessi alla Grecia. Oggi più che mai è necessario in Italia un governo che sappia porre, sia pure in forme diverse, la stessa scelta che David Cameron sta ponendo alla Gran Bretagna: il referendum proposto agli inglesi non è quello utopistico dei greci, non chiede se si vuole accettare o meno l’austerità, ma chiede se si vuole rimanere o meno nell’Unione Europea.

Lo dichiara in una nota il direttivo di PRIMA L’ITALIA.

 

Marò, situazione grave e inaccettabile per l’Italia. Anche l’Europa prenda una posizione netta

Pubblicato il 15 dicembre 2012 da duepuntozero.alemanno.

L’ennesimo rinvio di tre mesi da parte della Corte Suprema di Nuova Delhi sulla decisione relativa alla giurisdizione del caso dei due fucilieri del Battaglione San Marco è un atto grave e inaccettabile, soprattutto per quanto riguarda il rispetto delle regole del diritto internazionale.

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