Archivio Sindacati

ATAC: inaccettabile che i cittadini paghino il prezzo di tutele corporative

Pubblicato il 05 luglio 2012 da Gianni Alemanno.

Prendo atto delle precisazioni fatte dai vertici dell’Atac sulla sospensione del lavoratore che non era presente in servizio al momento del guasto della metro B1. Se tutto questo è vero, le responsabilità di questo lavoratore sono aggravate dal suo essere un rappresentate sindacale. Invito tutti coloro che hanno responsabilità all’interno dell’azienda a non coprire chi sbaglia per logica di parte. Non devono farlo i sindacati, se a sbagliare sono i loro rappresentanti; non devono farlo i vertici dell’Atac se a sbagliare sono i dirigenti.

È inaccettabile che i cittadini paghino il prezzo di tutele corporative nei confronti di chi è negligente o incapace. Per questo ho nominato una commissione di verifica esterna all’azienda perché tutto venga alla luce e chiunque abbia delle responsabilità le paghi fino in fondo. Sono convinto di trovare in questa azione il pieno appoggio di tutti coloro,  lavoratori e dirigenti, che vogliono tutelare la credibilità di Atac e soprattutto il diritto dei cittadini romani ad avere un trasporto pubblico efficiente.

CORTEI: CGIL poteva scegliere manifestazione statica

Pubblicato il 20 aprile 2012 da Gianni Alemanno.

Oggi la manifestazione della Cgil ha provocato limitati problemi di traffico, essenzialmente perché i manifestanti erano meno di mille. Ma francamente non si capisce perché un numero così limitato di lavoratori e rappresentanti sindacali non potessero esprimere la loro protesta attraverso una manifestazione statica, senza pretendere di attraversare il centro di Roma.

Al segretario della Cgil Susanna Camusso rispondo che non ho alcuna volontà di entrare in conflitto con una delle più importanti confederazioni sindacali del nostro Paese, ma come sindaco ho il dovere di difendere i cittadini romani dagli effetti di una esasperata e spesso pretestuosa conflittualità. L’idea che per rendere visibili le proprie ragioni si debbano creare difficoltà e ostacoli alla vita della città è un’idea arcaica e influenzata da pregiudizi ideologici, così come spesso arcaiche sono le posizioni ideologiche che la Cgil esprime nella conflittualità sociale. Vorrei ricordare al segretario Camusso che l’idea di tenere l’Italia inchiodata agli schemi ideologici del Novecento è uno dei fattori che impediscono lo sviluppo del nostro Paese.

LAVORO: i sindacati rendano costruttiva la conflittualità

Pubblicato il 19 aprile 2012 da Gianni Alemanno.

Il ruolo del sindacato deve riuscire a indirizzare la conflittualità verso approcci che siano di tipo costruttivo, senza arrivare ad uno scontro totale. Difendere una repubblica fondata sul lavoro significa difendere i diritti dei lavoratori, ma significa anche fare in modo che le nostre imprese e le nostra società producano di più e siano più competitive.

Questo ultimo anno di governo tecnico non deve essere sprecato come un’attesa delle elezioni: questo è il momento delle riforme condivise, della modernizzazione del Paese e del fare quelle cose che non sono nè di destra nè di sinistra, ma che sono utili all’Italia per competere nel mercato globale.
Ci vuole un atto di responsabilità dei partiti e delle forze sociali, imprenditori e sindacati. Dobbiamo fare in modo che questo sia un anno in cui viene fatto l’essenziale per il Paese, poi riprenderà la normale sfida politica nel 2013 tra centrodestra e centrosinistra, ma quella competizione dovrà avere alle spalle delle riforme.

LE FOTO del convegno “Da Menenio Agrippa al sindacato del terzo millennio”, organizzato dalla UIL.

di C. Valletti

III Congresso Confederale UGL: “Il sindacato oltre la crisi. Un futuro c’è”

Pubblicato il 29 marzo 2012 da Gianni Alemanno.

Credo ci sia realmente la consapevolezza di una crisi grave e profonda e oggi le rappresentanze dei lavoratori dell’Ugl debbono essere dalla parte di chi vede compressi i propri diritti e credo che la strada sia solo quella dello sviluppo, ma uno sviluppo che metta in campo anche del coraggio. Non basta guardare i conti, al Governo dobbiamo chiedere coraggio. C’è bisogno di scommettere verso il futuro, c’è bisogno di rigore dei conti, di massima sobrietà.

Nel bilancio del Comune abbiamo scommesso sul quoziente familiare, sulla partecipazione dei lavoratori, sui fondi per sviluppo e la tutela dell’occupazione, ma è necessario che tutto il governo faccia queste scelte. Bisogna ad esempio allentare il Patto di stabilità per i Comuni e per le Regioni, per permettere nuovi investimenti.

LE FOTO

di C. Papi
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