Archivio Piano nomadi

NO A NUOVI IMMIGRATI, CAMPI NOMADI GIÀ FUORI CONTROLLO

Pubblicato il 24 luglio 2014 da duepuntozero.alemanno.

Altri 1200 immigrati sono in arrivo a Roma, mentre ad oggi anche i campi nomadi autorizzati risultano essere totalmente fuori controllo.
Dopo la revoca del mandato ai lavoratori di Risorse per Roma, oggi i campi autorizzati e tollerati sono diventati dei porti di mare senza nessun controllo e vigilanza, delle aree libere per lo sviluppo dell’illegalità.
Basta entrare nei campi per vedere cumuli di rifiuti abbandonati, automobili e cassonetti bruciati, i gabbiotti e le strutture della vigilanza devastati.
Questa è la Roma che si prepara ad accogliere, secondo gli accordi siglati con il Governo, dalle 1000 alle 6000 persone, per le quali verranno spesi mediamente 50 euro al giorno, risorse che vengono ulteriormente sottratte al controllo e all’accoglienza.
Il sindaco Marino deve rispondere di questa situazione e dell’atteggiamento arrendevole e passivo rispetto alle scelte volute dal Governo.
Roma non è in grado di accogliere altre persone e deve utilizzare le poche risorse rimaste a disposizione per ripristinare la sicurezza e la vigilanza nei luoghi i accoglienza e di controllo.

IL PIANO NOMADI ANDRÀ AVANTI: Croce Rossa e Polizia locale presidieranno Tor de’ Cenci in attesa decisione Tar

Pubblicato il 27 agosto 2012 da Gianni Alemanno.
Oggi il Tar del Lazio ha sospeso in via cautelare la nostra ordinanza per lo sgombero del campo Nomadi di Tor de’ Cenci, basata sulla richiesta formulata dalla ASL di competenza per l’esistenza di proibitive condizioni igienico sanitarie nel campo. Si tratta di una sospensione puramente tecnica che rinvia ad una decisione collegiale che sarà presa il 26 settembre prossimo. In attesa di questa scadenza, considerato l’allarme igienico sanitario lanciato dalla ASL, abbiamo chiesto alla Croce Rossa Italiana e alla Polizia Locale di Roma Capitale di presidiare il campo per evitare situazioni di pericolo per le persone e il ritorno di molti dei nomadi che avevano spontaneamente accolto il nostro invito ad abbandonare il campo.

Questo è il quarto attacco per via giudiziaria che viene mosso contro il nostro Piano Nomadi cominciato nel 2009.
Il primo attacco è stato il ricorso al Tar relativo alla costruzione del campo della Barbuta fatto dal Comune di Ciampino, ricorso che ha bloccato la costruzione di questo campo per circa due anni. Alla fine il Tar ha riconosciuto l’infondatezza di questo ricorso e ha permesso di completare la costruzione di tale campo.
Il secondo attacco è stata la sentenza del Consiglio di Stato che ha annullato il decreto del Consiglio dei Ministri che nominava il Prefetto di Roma commissario straordinario per l’emergenza nomadi nel Lazio. Dopo questa sentenza il Prefetto di Roma ha dovuto passare le consegne a Roma Capitale per continuare l’attuazione del Piano Nomadi.
Il terzo attacco è la recente ordinanza di un giudice civile che ha ritenuto “discriminatorio” il fatto che i nomadi  vengano collocati all’interno dei campi (in particolare quello della Barbuta), sottendendo che i nomadi debbano essere inseriti nell’emergenza abitativa, scavalcando le graduatorie che vedono tantissimi cittadini italiani in attesa da molti anni. Contro questa ordinanza abbiamo presentato istanza alla Corte d’Appello di Roma e siamo in attesa di una ulteriore decisione.
Infine quello che è accaduto oggi.
Questi attacchi di carattere giudiziario s’inseriscono in una strategia complessiva per impedire l’attuazione del Piano Nomadi, che in tre anni ha permesso la chiusura di 7 campi tollerati (tra cui quello di Casilino 900, della Martora e di Baiardo) e lo sgombero di più di 400 accampamenti abusivi.
L’obiettivo di chi conduce questi attacchi sembra essere quello di rimanere nell’immobilismo assoluto o addirittura di tornare alla  situazione di tre anni fa, quando erano aperti campi indegni come Casilino 900 o La Martora. Alcune associazioni sembrano ignorare che all’interno dei campi non autorizzati risiedono, a fianco di tante famiglie che hanno realmente bisogno di assistenza, molti nomadi che praticano l’illegalità o vere e proprie forme di criminalità organizzata. Pur di non intervenire con gli sgomberi, l’assegnazione in campi regolari e l’espulsione delle persone pericolose, si preferisce far vivere la popolazione nomade in una condizione di degrado, di illegalità e di precarie condizioni igienico sanitarie.
Questo non è l’interesse della maggioranza dei cittadini romani, né la volontà della nostra amministrazione. Dopo decine di anni in cui il problema degli accampamenti abusivi è stato ignorato, scambiando la solidarietà con un buonismo che finisce per agevolare soltanto le persone più pericolose, Roma Capitale vuole completare un Piano Nomadi in cui integrazione e sicurezza trovino il giusto equilibrio.