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SRADICARE RACKET DEI NOMADI SU METROPOLITANE

Pubblicato il 22 luglio 2014 da duepuntozero.alemanno.

Le rivelazioni fatte in questi giorni da Il Messaggero sono sconcertanti. Si dimostra che il racket dei nomadi nelle metropolitane romane, invece di diminuire la sua pressione, s’inventa sempre nuove forme di estorsioni nei confronti dei cittadini.

Non solo bande di ragazzini organizzano nei convogli borseggi sistematici nei confronti dei passeggeri, ma adesso perfino fare un biglietto nelle emettitrici automatiche è diventato impossibile senza sottostare a un’estorsione.

Invece di continuare a indulgere con una tolleranza buonista che non fa che aggravare il problema, è necessario che il Comune di Roma e la Questura prendano degli immediati e radicali provvedimenti. Si deve far partire subito un’azione coordinata fra i vigilantes delle polizie private di Atac, vigili urbani e forze dell’ordine. I primi devono presidiare le emettitrici e i luoghi di passaggio degli utenti. Vigili urbani, polizia e carabinieri devono intervenire con un’approfondita inchiesta che porti all’arresto degli organizzatori di questi racket e all’affidamento dei ragazzini che vengono utilizzati per borseggi ed estorsioni.

Semplici interventi passeggeri sono inutili. Solo un’azione in profondità può dare dei risultati, mentre è necessario ripristinare il più presto possibile la sorveglianza nei campi nomadi sospesa dal Comune di Roma.

Le metropolitane di Roma sono il cuore pulsante della nostra città e devono essere presidiate e difese in modo inflessibile da qualsiasi forma di violenza e illegalità.

Metro C: Improta fermi braccio di ferro sulla pelle dei lavoratori e imprese

Pubblicato il 02 agosto 2013 da Redazione.

Voglio esprimere piena solidarietà alle imprese e ai lavoratori del consorzio della Metro C, che attendono giustamente di veder pagato l’accordo transattivo già finanziato dal Cipe e dal Comune.
E’ irresponsabile l’atteggiamento dell’assessore Improta che pretende di ‘valutare il merito dell’accordo transattivo e decidere se mettere tutto in discussione’. L’assessore dimentica che quell’accordo per essere finanziato dal Cipe è già stato sottoposto a un vaglio rigorosissimo della Corte dei Conti oltre che del Dipartimento alla Mobilità e della Ragioneria comunale.
Pretendere di fare ulteriori verifiche significa solo perdere tempo e costringere le banche a revocare gli affidamenti su cui il consorzio sino ad oggi ha lavorato. Lo invito ancora una volta a ritrovare un atteggiamento più equilibrato e a fermare il ‘braccio di ferro’ instaurato con il consorzio sulla pelle delle imprese e dei lavoratori.