Archivio Finanza

RENZI SI IMPEGNI PER INTRODURRE FISCALITÀ DI VANTAGGIO PER MEZZOGIORNO

Pubblicato il 14 maggio 2014 da duepuntozero.alemanno.

Degli 11,5 miliardi di euro oggi non spesi nella programmazione dei fondi strutturali fino al 2013 è necessario utilizzarne per lo meno la metà per introdurre una fiscalità di vantaggio per il Mezzogiorno.

Le imprese del Sud hanno meno servizi e meno opportunità di quelle del Nord e quindi devono pagare meno Irap.

Anche il presidente della regione Campania, Caldoro, si sta muovendo in questa direzione chiedendo una fiscalità compensativa per le imprese della sua regione che, a causa del deficit sanitario, oggi pagano più Irap rispetto alle regioni del Nord.

Un serio negoziato da condurre a Bruxelles può imporre finalmente il riconoscimento del divario economico tra Nord e Sud Italia, e quindi permettere un regime fiscale differenziato per il Mezzogiorno.

Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, invece di ripetere le solite banalità sui fondi strutturali si impegni a rilanciare seriamente questo negoziato a Bruxelles, che già Giuliano Amato e Romano Prodi non avevano potuto o voluto portare a termine.

IL DECRETO LEGGE SULLA BANCA D’ITALIA E’ UN GRANDE REGALO ALLA FINANZA PRIVATA E AI POTERI FORTI A DANNO DI FAMIGLIE E IMPRESE ITALIANE

Pubblicato il 23 gennaio 2014 da duepuntozero.alemanno.
Il decreto legge sulla Banca d’Italia è la realizzazione di un antico progetto che spiega la presenza di Saccomanni al Governo e le complesse trame che sono state costruite in questi mesi tra il Ministero dell’Economia e la Banca d’Italia. > LEGGI

XXXVIII Assemblea nazionale di Confcooperative

Pubblicato il 09 maggio 2012 da Gianni Alemanno.

Ci troviamo di fronte a un incredibile paradosso: siamo debitori ad imprese a cui imponiamo di pagare fino all’ultimo euro di tasse. Un segnale a costo zero potrebbe essere la sospensione dei vincoli del Durc alle imprese creditrici di pagamenti della pubblica amministrazione.

È questo il messaggio che ho lanciato stamattina, in occasione dell’assemblea di Confcooperative all’Auditorium della Conciliazione. La madre dei problemi di rapporti economici tra le istituzioni locali e le aziende è il patto di stabilità, ritenuto un vincolo allo sviluppo intollerabile, perché blocca non solo i nuovi investimenti ma anche i pagamenti.

LE FOTO

di C. Valletti

ROMA CAPITALE: primo passo per uscire dalla crisi economica e morale del Paese

Pubblicato il 06 aprile 2012 da Redazione.

Questa è una vittoria non di Roma, ma e’ una vittoria dell’Italia. E’ la vittoria di un’Italia che vuole essere unita e che sa che, attraverso l’unità, può riuscire a realizzare tutti gli obiettivi economici e sociali che abbiamo di fronte a noi.

Sono grandi le sfide che, attraverso questa forza di identità nazionale, potremo riuscire a vincere, grazie a delle istituzioni libere dalla logica del populismo, dalla logica di una politica che troppo spesso si avvolge su se stessa e non riesce a trovare uno sbocco.

In questi giorni abbiamo letto pagine amare della politica italiana, pagine che segnano il tramonto di leader di partito. Tutto questo deriva anche dalla debolezza istituzionale del nostro Paese.

Noi abbiamo l’obbligo di fare le riforme e mi auguro che siano fatte al più presto quelle importanti: dalla legge elettorale, alle riforme istituzionali che serviranno a consegnarci istituzioni più forti, più stabili per garantire l’unità del nostro paese, il suo sviluppo, un corretto equilibrio fra i diversi poteri e la funzione democratica dei partiti.

Ecco, sono tutti temi strettamente connessi a una grande rinascita che dobbiamo far partire nella nostra nazione.
L’Italia si deve ricostruire, deve superare i problemi della Seconda Repubblica, deve creare una nuova fase e lo può fare andando a ripristinare tutti quelli che sono i simboli e i valori della nostra democrazia. Roma Capitale è uno dei valori principali, rappresenta l’unità nazionale, rappresenta l’unità della Repubblica.

Attraverso questo decreto, abbiamo messo il nostro mattone in una grande operazione di ricostruzione che ci porterà fuori da questa crisi, che è una crisi economica ma anche una crisi morale. La supereremo grazie alla forza, ai valori, alla storia, alla cultura, alle speranze del nostro popolo.

MANOVRA: poteva essere più equa e progressiva

Pubblicato il 05 dicembre 2011 da Gianni Alemanno.

Con la manovra varata ieri dal Governo c’è un forte peso che viene scaricato sulle spalle degli italiani, ma era probabilmente necessario vista la situazione italiana. Adesso dobbiamo fronteggiare questa situazione facendo in modo che non si scarichi tutto su famiglie e imprese. Credo che qualcosa in più si potesse fare nella progressività e nell’equità del peso della manovra. Un pò più di patrimoniale sarebbe stata possibile per sgravare di più famiglie e imprese. Il nostro atteggiamento sarà critico ma costruttivo, anche se la mia non vuole essere una critica o un atteggiamento di contestazione, ma la sottolineatura dei sacrifici che questa manovra comporta per tutti i cittadini italiani e quindi anche romani.
In merito ai 40 miliardi in Infarstrutture che il Governo ha in mente di sbloccare, insieme a Renata Polverini e a Nicola Zingaretti abbiamo mandato una lettera per chiedere un incontro col ministro Passera. A livello infrastrutturale, nel Lazio, siamo in corsa con molte opere, da Fiumicino2 alle metropolitane, fino alla Roma Latina: tutte opere che possono essere finanziate o comunque sbloccate, perchè spesso c’è solo bisogno di autorizzazioni. Nel documento per lo Sviluppo ho elencato le opere che a Roma riteniamo indispensabili e che devono essere inserite dentro il Piano infrastrutturale del Governo.

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