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“Io ovviamente ho fatto i miei errori ma il dato di fondo è che il centrodestra ha affrontato male questa sfida”

Pubblicato il 28 aprile 2016 da Redazione.

A parlare è Gianni Alemanno, ex sindaco di Roma, che oggi ha presentato il suo libro ‘Verità Capitale’. All’iniziativa erano presenti, seduti in prima fila, Gianfranco Fini e Francesco Storace, leader de La Destra e candidato sindaco di Roma. “Questo libro è il tentativo di ripristinare la verità su Roma e un invito al centrodestra a non rimuovere quest’esperienza – spiega Alemanno – Il mio più grande errore? Di aver sottovalutato la costruzione della squadra. Sempre in politica prima ci sono gli uomini e poi ci sono i progetti e le strategie. Ho sottovalutato questo, non perché mancassero personalità varie, perché ce n’erano molte sia dal punto di vista politico che da quello tecnico, ma perché non ho lavorato per creare una squadra coesa e pronta ad affrontare quella che era l’eredità della sinistra, che avevamo sottovalutato e per questo non siamo riusciti a fare una discontinuità su certe piattaforme”. E a chi gli chiede quale fosse la sua verità capitale risponde: “Innanzitutto che Roma ha problemi antichi cominciati nel 1870 e che si sono aggravati con la crisi economica, e poi che la sinistra dopo 30 anni di governo ha lasciato una pesante eredità che non soltanto ha causato il debito di bilancio ma ci ha fatto trovare un Campidoglio veramente difficile da governare anche dal punto di vista organizzativo. A fronte di questo il centrodestra non si è dimostrato all’altezza, non è stato unito né compatto”. Alla fine della presentazione Storace si è avvicinato ad Alemanno porgendogli una copia del libro per una dedica: “a Francesco, amico ritrovato e insostituibile per tornare a vincere insieme” scrive l’ex sindaco. “Mi è scesa la lacrimuccia” commenta Storace che prima di andar via dice: “Io l’ho vissuta dalla parte dell’opposizione l’esperienza di Gianni sindaco e oggi lui stesso ha riconosciuto che forse qualche buon consiglio avrebbe potuto ascoltarlo. Lui e stato vittima anche del sistema giustizia, e del vuoto che ti capita quando ti cade la bufera addosso. Io lo difesi subito, perché oggettivamente non credo che ci sia stata una banda mafiosa”. (ANSA).