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Cortina Incontra: “Emergenza nazionale, un decreto per salvarci”

Pubblicato il 12 agosto 2011 da duepuntozero.alemanno.

Oggi alle 18.00 il sindaco Alemanno interviene, in collegamento telefonico, al dibattito televisivo “Emergenza nazionale, un decreto per salvarci”, per  valutare i provvedimenti d’urgenza necessari a fronteggiare la drammatica crisi economica. Partecipa, tra gli altri, anche il ministro per i Rapporti con le Regioni Raffaele Fitto.
Sarà possibile seguire l’appuntamento di oggi in diretta streaming sul sito di Cortina InConTra, o sul canale 511 di Sky.

CRISI: tassare le rendite non sia più un tabù

Pubblicato il 11 agosto 2011 da Gianni Alemanno.

Ribadisco quanto ho dichiarato in un’intervista al Corriere della Sera e cioè di apprezzare il coraggio di Flavio Tosi, che aprendo alla patrimoniale ha eliminato un tabù del centrodestra. Serve uno scambio sociale: aumento della tassazione sui patrimoni da un lato, innalzamento dell’età pensionabile dall’altro. Altrimenti si rischia di incidere sulla “carne viva”: i servizi sociali ed essenziali.
La patrimoniale deve scattare per i patrimoni di un certo rilievo, mentre per le rendite finanziarie il 20% di cui parla il governo va bene, valutando anche l’applicazione ai Bot e ai Btp. Le tasse vanno invece ridotte sui redditi, sulle famiglie e sulle imprese. Se riusciamo a far restare 100 euro in più nelle tasche degli italiani più poveri, questi soldi serviranno a far riprendere i consumi. Sono altresì contrario alla reintroduzione dell’Ici. La situazione è molto critica, ma l’abitazione in cui si vive è la “casetta”. Certo, se poi uno ha la villa di tre piani, quella rientra nella patrimoniale. Sono anche contrario all’ipotesi di un’addizionale libera per i comuni: inciderebbe sui redditi, e a Roma siamo già al massimo. Piuttosto serve sbloccare subito l’Imu prevista nel 2014. Sono invece favorevole all’innalzamento dell’età pensionabile delle donne: quello sarebbe un intervento strutturale, il blocco delle pensioni di anzianità no.

Alemanno a Speciale Pontida su TG la7

Pubblicato il 19 giugno 2011 da staff.

Durante lo speciale del TG La7 su Pontida, in cui il sindaco Alemanno è stato ospite in diretta per più di un’ora e mezza, a far da contraltare alle dichiarazioni della Lega, dopo l’affermazione di Umberto Bossi che ha ribadito di voler portare due ministeri a Monza, ha esordito dicendo:
«Io credo che a questo punto sia indispensabile portare immediatamente una mozione in Parlamento, che ribadisca con forza come i ministeri debbano stare a Roma, che condanni tutti questi atteggiamenti e che interpreti quello che è scritto sulla Costituzione, cioè che la Capitale è a Roma. Non è possibile mettere in discussione questa realtà, i ministeri non si possono spostare. Se il governo tiene, bene. Se cade ne prenderemo atto».
All’opinione che portare i «ministeri in giro per l’Italia è una boiata» ha poi aggiunto che «Per mantenere un governo non si può sacrificare una capitale. Io non sono più disponibile ad ascoltare questi appelli e a considerarli delle buffonate, delle battute. Non è possibile. Questo comincia a essere troppo oltre i limiti costituzionali».
Da impeccabile uomo politico, ha fatto inoltre una considerazione: «Se la mozione parlamentare» per affermare che i ministeri non possono essere spostati al Nord «fosse benedetta direttamente dal capo del governo, sarebbe possibile anche avere forza dal punto di vista politico».
Alemanno ha auspicato che Silvio Berlusconi prenda posizione a favore della mozione, ed ha proseguito: «In ogni caso già domani, lunedì, i parlamentari di Roma del Pdl presenteranno la mozione in Parlamento, proprio per significare che non si può continuare a giocare col fuoco. In Parlamento c’è una maggioranza soverchiante che dice che Roma è capitale, come prevede la Costituzione», ha sottolineato Alemanno, dicendosi convinto che la mozione sarà sostenuta non solo dai parlamentari romani. Il Sindaco ha anche fatto notare che sullo spostamento dei ministeri «Calderoli bluffa, imbroglia il popolo leghista, perchè la proposta di legge popolare comunque deve essere approvata dal Parlamento, che è sovrano». > LEGGI