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SEMINARIO DI STUDIO PER DEFINIRE IL SOVRANISMO

Pubblicato il 19 ottobre 2018 da Gianni Alemanno.

Sabato 20 e domenica 21 ottobre 2018 – Frascati (Villa Tuscolana)
Movimento Nazionale per la Sovranità
LE CHIAVI DI CASA
Seminario di studio per definire il sovranismo

SABATO 20
Ore 9,30 – APERTURA LAVORI
Ore 10,00 – Introduzione – Gianni Alemanno
Ore 10,30 – Ascesa e declino del mondo globale. Governare la globalizzazione con la sovranità popolare e nazionale – Salvatore Santangelo
Ore 10,45 – Il denaro non governa. Politica, economia e ambiente nel pensiero sociale della Chiesa – Pier Paolo Saleri
Ore 11,00 – La Croce e la Mezzaluna. La sfida tra fondamentalismo islamico e identità cristiana.
Alessandro Meluzzi, Benedetto Tusa
Ore 11,30 – Sovranità alimentare e modelli di sviluppo. Superare il mondialismo agricolo, restituire un futuro ai nostri territori – Simone Vieri, Cesare Mevoli
Ore 11,45 – Trump ci ha insegnato qualcosa? Globalizzazione e concorrenza sleale – Eugenio D’Amico
Ore 12,00 – Sovranità, multinazionali e Pmi. Come gestire prede e predatori a vantaggio dei popoli – Maurizio Gustinicchi
Ore 12,15 – Piedi per terra. Ricostruiamo la classe media per mantenere la pace, non solo sociale – Marco Rocco (Mitt Dolcino)
Ore 12,30 – I tre pilastri di una Nazione: Identità, Comunità, Sovranità. Il fondamento identitario e comunitario del Sovranismo – Silvano Moffa
Ore 12,45 – Outlet Italia. Cronache di un paese in (s)vendita – Gianmaria Fara
Ore 13,00 – PAUSA PRANZO
Ore 15,30 – Il tradimento di Bruxelles. Perché l’Unione Europea si è allontanata dall’ideale europeo – Marco Cerreto
Ore 15,45 – La fine di un incubo, l’inizio di un sogno. Dall’Europa delle lobby all’Europa dei popoli – Livio Marrocco
Ore 16,00 – Il virus si diffonde. Mappa dei movimenti sovranisti in Europa – Vito Ippedico
Ore 16,15 – Il popolo contro le elite. Il populismo come risveglio della democrazia – Chicco Costini
Ore 16,30 – Tra Oriente ed Occidente. Universalismo e sovranismo per un nuovo umanesimo identitario – Gianfranco Gentetsu Tiberti
Ore 16,45 – Il bisogno di confini. Immigrazione e nomadismo come strumenti per cancellare identità e legalità – Paolo Diop, Marcella Amadio
Ore 17,15 – Presidenzialisti e federalisti. Autonomie locali e sovranità per un nuovo modello di Stato e di burocrazia – Mario Landolfi
Ore 17,30 – La sovranità personale e i diritti del cittadino. Legittima difesa, diritto alla giustizia, privacy, corretta l’informazione e limiti all’imposizione fiscale – Domenico Nania, Domenico Naccari, Ettore de Conciliis
Ore 18,15 – La via della sovranità. Una strada logica tra sogni europei e utopie capitaliste – Antonio Triolo
Ore 18,30 – L’equivoco delle privatizzazioni e liberalizzazioni. Come ricostruire l’economia mista oltre le deregulation della sinistra – Giorgio Ciardi
Ore 18,45 – Nord/Sud. Un nuovo Patto, un altro Racconto – Pasquale Viespoli
Ore 19,00 – Un’Italia veramente unita. Questione meridionale e questione settentrionale – Antonio Tisci, Annalisa Maregotto, Antonio Pasquini,
Ore 19,45 – La Salute, un diritto in pericolo. Come difendere la Sanità italiana dagli attacchi dell’ideologia neo-liberista – Gianluca Vignale
Ore 20,00 – La rappresentanza come base della sovranità. Come rigenerare i movimenti politici e la partecipazione – Livio Proietti

Ore 20,30 – CENA COMUNITARIA

Ore 22,00 – La più bella e la più massacrata. Arte, cultura, paesaggio e ambiente come identità del territorio italiano – Giulia Ciapparoni
Ore 22,15 – Oltre il politicamente corretto. Comunicare il Sovranismo oltre il trust mediatico – Domenico Campana,
Ore 22,30 – Chi decide sui confini dell’umano? Intelligenza artificiale, bio-tecnologie e sovranità scientifica e tecnologica – Ciccio Rizzo
Ore 22,45 – L’emergenza educativa. Il sistema scolastico e la trasmissione dell’identità culturale – Leonardo e Michele Giordano
Ore 23,15 – Organizziamo il movimento sovranista. Una proposta per la strutturazione politica del Polo sovranista – Pino Scianò
Ore 24,00 – BICCHIERATA NOTTURNA
DOMENICA 25
Ore 9,30 – I mondi vitali della welfare community. Terzo settore, sussidiarietà e diritti sociali – Alberto Manelli
Ore 9,45 – L’impresa come comunità. Il valore dell’impresa, i diritti del lavoro e la partecipazione – Giovanni Zinni
Ore 10,00 – Tra il Mediterraneo e l’Europa. Una nuova politica estera per l’Italia – Biagio Cacciola, Francesco De Palo
Ore 10,30 – L’inverno demografico. Vita e famiglia per dare un futuro all’Italia – Gianluca Porta
Ore 10,45 – La militanza come stile di vita. L’impegno dei giovani per rigenerare la comunità nazionale – Brian Carelli
Ore 11,00 – La sovranità appartiene al popolo. Il sovranismo costituzionale e la teoria del vincolo esterno – Romina Raponi
Ore 11,15 – Abbiamo di nuovo bisogno di Keynes. Per una vera economia sociale di mercato – Antonio Rinaldi
Ore 11,30 – L’identità dell’universale. Le radici e il presente della nostra identità nazionale – Pietrangelo Buttafuoco
Ore 11,50 – Il paradigma del cambiamento. Il passaggio dal centrodestra della seconda Repubblica al Polo sovranista – Claudio Barbaro
Ore 12,10 – La morte della Patria. Ragioni storiche e culturali della sottomissione italiana – Roberto Menia
Ore 12,30 – Conclusioni – Un fantasma si aggira per l’Europa (e in tutto il Mondo). Definizione culturale e progetto politico del Sovranismo – Gianni Alemanno

Ore 13 – FINE LAVORI

RELAZIONI SCRITTE

Tutto parte da Carl Schmitt. La Sovranità come principio politico fondante.
Gennaro Malgieri
Lo sfruttamento senza limiti. Come il capitalismo globale cancella le identità e tradisce le sue promesse.
Diego Fusaro
Contro l’usura: Ezra Pound aveva ragione. Il dominio delle Banche e della finanza sul lavoro e sull’economia reale.
Luigi Ciatti
Come siamo arrivati a questo punto. Perché gli italiani hanno rinunciato alla sovranità
Marcello De Angelis
Sono Italiano, parlo Italiano. La lingua, architrave dell’identità nazionale.
Roberto Pecchioli
Invieranno i loro interventi: Sabina Bonelli, Aldo Di Lello, Franco Bevilacqua, Antonio Rapisarda Stefano Masini, Marco Botta Ferrante De Benedictis, Marina Trimarchi, Stefano Masi, Silvia Cirocchi
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PETIZIONE POPOLARE PER IL VETO ITALIANO SUL BILANCIO EUROPEO (ai sensi dell’art. 50 Costituzione)

Pubblicato il 16 ottobre 2018 da Gianni Alemanno.

Al Presidente della Camera, On. Roberto Fico
Al Presidente del Senato, Sen. Maria Elisabetta Casellati

Noi sottoscritti cittadini italiani,
premesso che :
– la proposta della Commissione europea del nuovo Quadro Finanziario Pluriennale UE 2021-2027, anche per effetto della Brexit, prevede per l’Italia tagli strutturali ai fondi per le politiche agricole, pari a più di 3,6 miliardi di euro;
– i tagli al finanziamento della PAC (Politica Agricola Comune) applicati agli aiuti diretti in agricoltura, al fondo di sviluppo rurale e al fondo europeo per la pesca, metterebbero in ginocchio tutta l’agricoltura italiana;
– questi tagli sarebbero parzialmente compensati da un aumento del 6% (pari a 2,4 miliardi di euro) delle risorse destinate all’Italia dal fondo europeo di sviluppo regionale e dal fondo sociale europeo, ma tale recupero potrebbe rivelarsi illusorio per l’aumento delle condizionalità poste dalla Commissione europea per attingere a tali risorse;
– il nostro sistema-paese ha sempre avuto grandi difficoltà a utilizzare i fondi strutturali europei per carenza di progettualità e di programmazione: questa storica insufficienza potrebbe aumentare pesantemente a fronte dei nuovi vincoli posti dalla Commissione europea per impiegare tali risorse;
– il Governo italiano è impegnato in una dura trattativa con la Commissione Europea per far approvare una manovra finanziaria che prevede un rapporto deficit/PIL superiore a quello previsto dagli attuali Trattati europei, ma necessario per rispettare gli impegni elettorali e per rilanciare l’economia e l’occupazione in Italia.
chiediamo al Parlamento italiano:
– di approvare una Risoluzione che dia mandato al Governo italiano di esercitare il “diritto di veto” sul Quadro Finanziario Pluriennale dell’Unione Europea, secondo quanto previsto dall’art. 312 par. 2 del TFUE (Trattato di Funzionamento dell’Unione Europea) che richiede l’unanimità degli Stati Membri per questa votazione in sede di Consiglio europeo;
– di mantenere questo veto fino a quando non saranno ridotti i tagli previsti per i finanziamenti all’agricoltura italiana e i vincoli per l’utilizzo dei fondi per lo sviluppo delle nostre regioni, e fino a quando la Commissione europea non accetterà di rinegoziare con il nostro Governo tutti i Trattati che bloccano la crescita economica e occupazionale nella nostra Nazione, cominciando con l’approvazione degli interventi per lo sviluppo previsti nella prossima Legge Finanziaria.

Ai sensi della legge 675/96 ( cosiddetta “legge sulla privacy”) i sottoscritti danno il loro consenso al trattamento dei dati sotto riportati. Resta inteso che in qualsiasi momento potranno richiedere la variazione, l’integrazione ed anchel’eventuale cancellazione contattando il M.N.S.. all’indirizzo info@movimento-nazionale.it . Informativa ai sensi dell’art. 13 del Decreto Legislativo 196/2003 Il trattamento dei Suoi dati personali è finalizzato unicamente all’esame della presente petizione.
NOME E COGNOME

(IN STAMPATELLO)

LUOGO E DATA DI NASCITA

INDIRIZZO

CITTA’

PROVINCIA

FIRMA

1.
2.

3.

UNA PETIZIONE PER IL VETO ITALIANO AL BILANCIO EUROPEO

Pubblicato il 16 ottobre 2018 da Gianni Alemanno.

Il Governo italiano è impegnato in una trattativa molto dura con la Commissione, avendo proposto una manovra economica finanziaria che prevede un rapporto Deficit/Pil superire a quello previsto dai Trattati europei. Il 2,4% di rapporto Deficit/Pil, previsto per manovra governativa, è infatti nettamente superiore al 1,6% proposto inizialmente dal Ministro Tria, in linea con il Fiscal Compact che prevede un progressivo avvicinamento al pareggio di bilancio. Ad inizio Ottobre i commissari Dombrovskis e Moscovici hanno scritto una lettera al Governo italiano contestando il DEF, giudicandolo addirittura una “preoccupante” deviazione rispetto al percorso di Bilancio auspicato dall’UE. Al contrario è necessario che il Governo prosegua sulla strada intrapresa con la manovra economica, per rispettare la sovranità popolare che con il voto del 4 Marzo ha conferito un mandato chiaro per tornare a crescere rilanciando economia ed occupazione. Non solo: è evidente a tutti che con le politiche di austerity sarà impossibile per l’Italia uscire da una crisi economica che dura ormai da dieci anni.
Alla luce di questo scenario il Movimento Nazionale per la Sovranità propone in tutte le piazze d’Italia una Petizione popolare per chiedere al Governo Italiano di far sentire la propria voce, al punto di esercitare il diritto di veto sul Quadro finanziario pluriennale UE 2021/2027 la cui approvazione è disciplinata dall’art. 312 TFUE (Trattato di Funzionamento dell’Unione Europea) che richiede l’unanimità degli stati membri per questa votazione in sede di Consiglio europeo.
Il Movimento Nazionale per la Sovranità chiede che le Camere adottino una Risoluzione che impegni il Governo italiano ad esercitare il diritto di veto sul QFP, come strumento negoziale, non solo per indurre la Commissione europea a correggere la proposta di bilancio che prevede tagli di 3,6 miliardi di euro per la nostra agricoltura e nuove complicazione burocratiche per accedere ai fondi per lo sviluppo, ma soprattutto per rivedere tutti i Trattati che minano la nostra sovranità nazionale, ottenendo l’approvazione del Documento economico e finanziario presentato dal nostro Governo.
Il voto sul Quadro finanziario pluriennale è l’unica occasione in cui l’Italia può far valere il proprio diritto di veto, costringendo la Commissione europea e gli Stati del Nord Europa a riconsiderare globalmente la politica economica di austerity che sta da tempo strangolando la nostra Nazione.

Roma, 16 ottobre 2018

SEMINARIO PER DEFINIRE IL SOVRANISMO

Pubblicato il 16 ottobre 2018 da Gianni Alemanno.

UN SEMINARIO PER DEFINIRE IL SOVRANISMO
Il termine “Sovranismo” è ampiamente usato ed abusato sui media italiani ed europei. Ma in realtà non esiste una precisa definizione politica di questo termine, se non quella di “un orientamento politico che sostiene la preservazione o la ri-acquisizione della sovranità nazionale da parte di un popolo o di uno Stato, in contrapposizione alle istanze e alle politiche delle organizzazioni internazionali e sovranazionali.” Questa indefinizione permette facili confusioni con i termini “populismo” o “nazionalismo”, se non “xenofobia”.
Per questo motivo il Movimento Nazionale per la Sovranità ha deciso di organizzare per sabato 20 e domenica 21 ottobre a Frascati (Villa Tuscolana) un Seminario di studio, intitolato appunto: “Le Chiavi di Casa – definire il Sovranismo”, con 42 relazioni illustrate da 65 personalità, che vanno dai dirigenti del Movimento, a professori universitari, intellettuali, fino a figure storiche della Destra italiana.
Tra gli altri figurano: intellettuali della destra come Gennaro Malgieri, Pietrangelo Buttafuoco, Marcello De Angelis, Aldo Di Lello, Salvatore Santangelo e Antonio Rapisarda; intellettuali anticonformisti come Diego Fusaro, Alessandro Meluzzi e Romina Raponi; sei docenti universitari come Eugenio D’Amico (Roma 3), Marina Trimarchi (Università di Messina), Simone Vieri (La Sapienza), Antonio Rinaldi (Link Campus University) Alberto Manelli (Università di Ancona), Stefano Masini (Università Tor Vergata); esponenti del mondo cattolico come Giancarlo Moretti e Pier Paolo Saleri (dirigenti del MCL); un maestro di Buddhismo Zen come Gianfranco Gentetsu Tiberti, per spiegare i rapporti culturali tra Oriente e Occidente; esponenti storici della destra come Silvano Moffa, Mario Landolfi, Pasquale Viespoli, Franco Bevilacqua e Domenico Nania; autori del sito record di accessi scenarieconomici.it Mitt Dolcino, Maurizio Gustyinicchi e Roberto Pecchioli; Luigi Ciatti, Presidente dell’Ambulatorio Antiusura Roma; il Presidente dell’Eurispes, Gian Maria Fara e il Senatore della Lega Claudio Barbaro.
A guidare un’ampia schiera di dirigenti del Movimento nazionale per la sovranità ci saranno il Segretario nazionale Gianni Alemanno, il Presidente Roberto Menia, il Portavoce Marco Cerreto e il Segretario giovanile, Brian Carelli.

Sabato 20 e domenica 21 ottobre 2018 – Frascati (Villa Tuscolana)
Movimento Nazionale per la Sovranità
LE CHIAVI DI CASA
Seminario di studio per definire il sovranismo

Parte prima: Globalismo e sovranismo

1. Tutto parte da Carl Schmitt. La Sovranità come principio politico fondante.
– Gennaro Malgieri
2. Lo sfruttamento senza limiti. Come il capitalismo globale cancella le identità e tradisce le sue promesse.
– Diego Fusaro
3. Ascesa e declino del mondo globale. Governare la globalizzazione con la sovranità popolare e nazionale.
– Salvatore Santangelo, Aldo Di Lello
4. Il popolo contro le elite. Il populismo come risveglio della democrazia.
– Chicco Costini
5. Tra Oriente ed Occidente. Universalismo e sovranismo per un nuovo umanesimo identitario.
– Gianfranco Gentetsu Tiberti
6. La Croce e la Mezzaluna. La sfida tra fondamentalismo islamico e identità cristiana.
– Alessandro Meluzzi, Benedetto Tusa
7. Il denaro non governa. Politica, economia e ambiente nel pensiero sociale della Chiesa.
– Pier Paolo Saleri
8. Il tradimento di Bruxelles. Perché l’Unione Europea si è allontanata dall’ideale europeo
– Marco Cerreto
9. La fine di un incubo, l’inizio di un sogno. Dall’Europa delle lobby all’Europa dei popoli.
– Livio Marrocco
10. Il virus si diffonde. Mappa dei movimenti sovranisti in Europa
– Antonio Rapisarda, Vito Ippedico
11. Trump ci ha insegnato qualcosa? Globalizzazione e concorrenza sleale
– Eugenio D’Amico
12. Contro l’usura: Ezra Pound aveva ragione. Il dominio delle Banche e della finanza sul lavoro e sull’economia reale.
– Luigi Ciatti
13. Oltre il politicamente corretto. Comunicare il Sovranismo oltre il trust mediatico.
– Domenico Campana, Silvia Cirocchi
14. Chi decide sui confini dell’umano? Intelligenza artificiale, bio-tecnologie e sovranità scientifica e tecnologica.
– Ciccio Rizzo, Marina Trimarchi
15. Sovranità alimentare e modelli di sviluppo. Superare il mondialismo agricolo, restituire un futuro ai nostri territori
– Simone Vieri, Stefano Masini, Cesare Mevoli
16. I tre pilastri di una Nazione: Identità, Comunità, Sovranità. Il fondamento identitario e comunitario del Sovranismo
– Silvano Moffa

Parte seconda: Il movimento sovranista in Italia

17. La morte della Patria. Ragioni storiche e culturali della sottomissione italiana.
– Roberto Menia
18. Come siamo arrivati a questo punto. Perché gli italiani hanno rinunciato alla sovranità
– Marcello De Angelis
19. L’identità dell’universale. Le radici e il presente della nostra identità nazionale.
– Pietrangelo Buttafuoco
20. La sovranità appartiene al popolo. Il sovranismo costituzionale e la teoria del vincolo esterno.
– Romina Raponi
21. Presidenzialisti e federalisti. Autonomie locali e sovranità per un nuovo modello di Stato e di burocrazia.
– Mario Landolfi
22. La militanza come stile di vita. Come rigenerare i movimenti politici e la partecipazione.
– Brian Carelli, Livio Proietti
23. Il paradigma del cambiamento. Il passaggio dal centrodestra della seconda Repubblica al Polo sovranista.
– Claudio Barbaro, Franco Bevilacqua, Pino Scianò
24. Un’Italia veramente unita. Questione meridionale e questione settentrionale.
– Antonio Tisci, Annalisa Maregotto, Antonio Pasquini, Marco Botta
25. Nord/Sud. Un nuovo Patto, un altro Racconto.
– Pasquale Viespoli
26. La sovranità personale e i diritti del cittadino. Legittima difesa, diritto alla giustizia, privacy, corretta l’informazione e limiti all’imposizione fiscale.
– Domenico Nania, Domenico Naccari, Ettore De Concilis
27. Abbiamo di nuovo bisogno di Keynes. Per una vera economia sociale di mercato.
– Antonio Rinaldi
28. Crescere rimanendo noi stessi. Un modello di sviluppo identitario fondato sul mercato interno oltre il dogma dell’export
– Antonio Triolo
29. L’equivoco delle privatizzazioni e liberalizzazioni. Come ricostruire l’economia mista e salvare il ceto medio dalle deregulation della sinistra
– Ferrante De Benedictis, Giorgio Ciardi
30. Piedi per terra. Ricostruiamo la classe media per mantenere la pace, non solo sociale
– Mitt Dolcino
31. Outlet Italia. Cronache di un paese in (s)vendita.
– Gianmaria Fara
32. Sovranità, multinazionali e Pmi. Come gestire prede e predatori a vantaggio dei popoli.
– Maurizio Gustinicchi
33. L’impresa come comunità. Il valore dell’impresa, i diritti del lavoro e la partecipazione
– Giovanni Zinni, Francesco Martucci
34. I mondi vitali della welfare community. Terzo settore, sussidiarietà e diritti sociali.
– Alberto Manelli
35. La Salute, un diritto in pericolo. Come difendere la Sanità italiana dagli attacchi dell’ideologia neo-liberista.
– Gianluca Vignale
36. L’inverno demografico. Vita e famiglia per dare un futuro all’Italia
– Gianluca Porta, Sabina Bonelli
37. L’emergenza educativa. Il sistema scolastico e la trasmissione dell’identità culturale
– Leonardo e Michele Giordano
38. Sono Italiano, parlo Italiano. La lingua, architrave dell’identità nazionale.
– Roberto Pecchioli
39. La più bella e la più massacrata. Arte, cultura, paesaggio e ambiente come identità del territorio italiano.
– Stefano Masi, Giulia Ciapparoni
40. Tra il Mediterraneo e l’Europa. Una nuova politica estera per l’Italia.
– Biagio Cacciola, Ettore Boffelli
41. Il bisogno di confini. Immigrazione e nomadismo come strumenti per cancellare identità e legalità.
– Paolo Diop, Marcella Amadio

Conclusioni

Un fantasma si aggira per l’Europa (e in tutto il Mondo). Definizione culturale e progetto politico del Sovranismo
– Gianni Alemanno

(I lavori cominceranno sabato 20 alle 9,30 e termineranno domenica 21 alle ore 14)

UNA STAGIONE DI MOVIMENTISMO PER ESSERE PROTAGONISTI NEL POLO SOVRANISTA

Pubblicato il 27 settembre 2018 da Gianni Alemanno.

La stagione politica che stiamo vivendo si preannuncia come una delle più decisive della storia recente della nostra Nazione. Mai come in questi mesi il conflitto politico è stato aspro e frontale: da una parte l’establishment, i vecchi e nuovi poteri della globalizzazione e i partiti tradizionali dello scenario italiano ed europeo, accomunati dalla retorica del politicamente corretto e dalla tutela degli interessi multinazionali. Dall’altro lato i “sovranisti”, tutti coloro che, per un motivo o per l’altro, osano anteporre i valori della sovranità nazionale e popolare alle logiche della globalizzazione. Lo scontro è esploso da quando 5s e leghisti hanno creato il “Governo del cambiamento”, rimettendo in discussione, non dagli scranni dell’opposizione ma dalle poltrone ministeriali, tutti gli equilibri consolidati.
La cosa più sorprendente è che i salti di livello di questa escalation sono provocati non sono tanto dagli “estremisti” sovranisti quanto dai “moderati” del fronte opposto. In fondo Salvini e Di Maio hanno fatto molti (e certe volte discutibili) passi indietro. Sull’Unione Europea sono passati dalla critica all’euro all’accettazione dei parametri di Maastricht e forse degli ulteriori vincoli imposti dal Fiscal Compact. Anche sull’immigrazione i “populisti” sono passati dal blocco navale al largo delle coste libiche alla ben più mite richiesta di ripartire i migranti che sbarcano tra gli Stati europei. Eppure dal Presidente Mattarella al Governatore Draghi, dai ministri degli interni europei ai membri della Commissione di Bruxelles, dal Presidente Macron alla Cancelliera Merkel, viene un crescendo di provocazioni e chiusure, di minacce e di insulti.
Il punto di rottura è stato forse il voto del Parlamento europeo contro Victor Orban. Sembrava che Angela Merkel, con la scelta del cristiano-sociale Manfred Weber come candidato per la presidenza della Commissione europea, volesse gettare un ponte di dialogo con i sovranisti europei. E invece, alla fine, ha prevalso il massimalismo ideologico e il Parlamento di Strasburgo ha “condannato” il premier ungherese, pur sapendo che, appena tra qualche mese, dopo le prossime elezioni europee i numeri non saranno più gli stessi.
Gli esponenti politici popolari e socialisti, gli intellettuali della cultura dominante, gli ideologi del neo-liberismo hanno perso il contatto con la realtà, sembrano non rendersi conto che i temi sollevati dal sovranismo non sono espedienti populistici per rimediare voti, ma grandi e drammatici problemi posti dalla globalizzazione. Nella storia, quando il potere costituito si contrappone in modo così ottuso al cambiamento in atto, i conflitti esplodono in modo imprevedibile e spesso drammatico.
Di fronte a tutto questo, la principale preoccupazione di un Movimento come il nostro deve essere quella di preparare il Polo Sovranista per affrontare questa sfida e per evitare al Popolo italiano il rischio di pericolose avventure.
Il Movimento Nazionale lancia due appelli: uno rivolto alla Lega di Matteo Salvini, il secondo all’area della Destra diffusa che si riconosce nelle idee sovraniste.
Alla Lega noi chiediamo di indicare con chiarezza e rapidità la forma politica e organizzativa con cui si dovrà strutturale il Polo Sovranista. È chiaro che l’attività del Governo Conte oggi assorbe la gran parte delle energie della classe dirigente leghista e noi ci auguriamo che questo impegno consenta all’Esecutivo di affrontare positivamente i molti nodi e la grave crisi che impegnano la nostra Nazione. Non conviene all’Italia che questo esperimento si concluda con un fallimento, che porterebbe dritto verso l’ennesimo disastroso governo tecnico e forse verso un commissariamento della Troika. Ma la Lega deve ugualmente prepararsi ad una fase successiva, che non può in alcun modo essere un semplice ritorno al centrodestra della seconda Repubblica.
Bisogna costruire il Polo Sovranista, in cui possono e debbono ritrovarsi le istanze e gli uomini migliori del vecchio centrodestra, ma su cui non possono gravare gli equivoci del passato. Non c’è più spazio per atti di sottomissione al Partito Popolare Europeo, ai vincoli di Bruxelles, o per cedimenti all’ideologia neo-liberista dominante. Come non si può più ripetere l’errore di uniformarsi al modello dei partiti mediatici e personali, senza radicamento nel territorio e senza un’organizzazione inclusiva, trasparente e partecipativa.
Questo è un compito che spetta prioritariamente a Matteo Salvini che – nelle elezioni del 4 marzo e poi in questi mesi di dure lotte al Ministero dell’Interno – si è qualificato come il leader naturale del nostro schieramento: da lui devono arrivare indicazioni chiare per una aggregazione di tutte le forze disponibili a fondare la propria azione politica sulla sovranità nazionale e popolare degli Italiani. È necessario un manifesto politico-programmatico che dia un messaggio chiaro agli Italiani su come si deve declinare un sovranismo maturo e responsabile. Ed è altrettanto indispensabile chiarire se si vuole costruire un nuovo grande partito inclusivo di esperienze diverse, oppure se si preferisce il modello di una federazione di partiti e movimenti. In entrambi casi è fondamentale garantire in modo trasparente la partecipazione popolare e la selezione meritocratica della classe dirigente.
Noi siamo pronti a fare la nostra parte e a dare lealmente il nostro contributo, dopo aver inserito – sia pure in modo insufficiente e problematico – nostri candidati nelle liste della Lega alle elezioni politiche e ad alcune elezioni regionali e comunali.
Parallelamente il Movimento Nazionale per la Sovranità rivolge un altro appello all’area della Destra diffusa: non è questo il momento di continuare ad alimentare divisioni e risentimenti, bisogna invece aprire un vasto dibattito che coinvolga tutte le forze disponibili a ritrovarsi nel Polo Sovranista, a prescindere dalla loro attuale collocazione. Questo appello non può non essere rivolto anche a Fratelli d’Italia, che ha deciso di qualificarsi come forza sovranista: ci auguriamo sinceramente che questa sia la base per superare ogni sterile competizione con Matteo Salvini e ogni forma di pregiudizio e discriminazione rispetto ad altre forze che – come il nostro Movimento – attraverso percorsi diversi sono giunte da molto tempo su posizioni sovraniste.
Questo non solo per la nostalgia dei tempi in cui una destra unita raccoglieva il 15% dei consensi elettorali, ma perché la riaggregazione della nostra area di provenienza può da un lato aiutare la maturazione politica e culturale del Polo Sovranista e dall’altro lato facilitare l’arrivo verso questo Polo delle forze migliori del vecchio centrodestra.
Non è il momento di andare in ordine sparso, facendo a gara per saltare sul “carro del vincitore” o per costruire aggregazioni eterogenee per cercare di affrontare le prossime prove elettorali. In una situazione così dispersa e confusa si genera inevitabilmente una contro-selezione che porta ad emergere gli elementi peggiori, i soliti opportunisti senza identità e senza valori. Tutto questo non è accettabile per la dignità della destra, né è utile per far crescere la leadership di Salvini, né tantomeno per rendere vincente il Polo Sovranista.
Condizione, però, per essere credibili in questo dialogo a tutto tondo come in ogni possibile aggregazione, è quella di moltiplicare e strutturare il nostro impegno movimentista. Nel nostro primo anno e mezzo di vita abbiamo fatto tantissimo, con grande spirito di sacrificio da parte dei nostri militanti. Oggi bisogna fare ancora di più: innanzitutto per avere l’orgoglio di essere in prima linea nello scontro politico in atto e in secondo luogo per qualificare – qualificando contemporaneamente noi stessi – i contenuti e le forme di questo conflitto.
La Lega ha bisogno di una forza autonoma che sia attiva sul territorio e nei media, per rendere sempre più vero il Cambiamento che la gente si aspetta. Il Movimentismo è la nostra arma, che dobbiamo mettere in campo per sostenere il conflitto contro l’establishment e per superare le contraddizioni dell’alleanza con i 5 stelle.
Per questo noi non escludiamo affatto la presentazione di nostre liste o la nostra partecipazione a liste civiche di aggregazione in tutte le elezioni – comunali, regionali ed europee – che ci saranno nei prossimi mesi. Noi siamo pronti a seguire la strada più utile e coraggiosa per raggiungere l’obiettivo di costruire un Polo sovranista che sia forte, unito ed inclusivo attorno alla leadership di Matteo Salvini.
Per questo lanciamo le seguenti iniziative:
1. Preparare un libro collettaneo che si presenti come un “Manifesto del Sovranismo”. Quadri dirigenti, intellettuali e giovani devono lavorare insieme, riprendendo l’antica tradizione dei libri comunitari che hanno segnato le svolte politiche della nostra area. Oggi tutti discettano di Sovranismo, soprattutto coloro che vogliono dare una lettura negativa o caricaturale di questo orientamento, ma pochissimi sanno di cosa parlano. Dobbiamo offrire un’indicazione semplice e diretta di cosa significa il Sovranismo, riempiendo di contenuti concreti questo termine.
2. Indire, insieme ad altri soggetti politici della nostra area, un grande Assemblea della Destra diffusa che vuole ritrovarsi nel sovranismo, aperta a tutti e in grado di creare un ponte tra la grande tradizione della Destra nazionale, sociale e popolare e il progetto del Polo Sovranista.
3. Lanciare una campagna politica e una petizione nazionale per chiedere al Governo Conte di esercitare il diritto di veto contro il Bilancio pluriennale dell’Unione Europea, che dovrebbe essere approvato entro al fine dell’anno. Il veto italiano si giustifica sia perché questo bilancio è portatore di pesanti tagli per la nostra agricoltura e per i fondi strutturali per le regioni del Sud, sia perché non è pensabile dare corso a questo bilancio se prima non viene chiarita fino in fondo la posizione europea sul tema dell’immigrazione e su quello delle flessibilità di bilancio per rilanciare il lavoro e lo sviluppo. La posizione negoziale italiana, al di là di qualche impennata polemica, non sembra ancora veramente modificata rispetto ai governi precedenti e noi sappiamo che non c’è nulla di peggio che presentarsi a Bruxelles con posizioni troppo mediate e sottomesse.
4. Aderire alla raccolta di firme per l’elezione diretta del Presidente della Repubblica promossa dal prof. Guzzetta, a cui partecipano tutte le forze del centrodestra. Questa antica battaglia della destra italiana può diventare la base per la riforma della Costituzione in chiave sovranista, risolvendo definitivamente il problema del ruolo del Capo dello Stato che deve diventare il garante e non il freno (come è avvenuto negli ultimi anni) della sovranità popolare.
5. Organizzare una campagna sull’emergenza demografica che colpisce l’Italia. Non si esce dalla crisi e dal declino se le nostre famiglie non tornano a fare figli, rifiutando la falsa retorica dell’”immigrazione necessaria” per sostenere lo sviluppo e la spesa previdenziale. È un messaggio che noi mandiamo anche al mondo cattolico che deve superare diffidenze e perplessità nei confronti del Sovranismo, perché senza questo mondo non solo non si vincono le battaglie politiche ma non si rigenera l’identità profonda della nostra comunità nazionale.
6. Unire la lotta contro l’immigrazione clandestina ad una azione di denuncia contro la vera e propria invasione illegale che segna la presenza delle comunità cinesi in Italia. È un’invasione più silenziosa e discreta di quella dei migranti che sbarcano sulle nostre coste, ma ugualmente pericolosa per la nostra sovranità economica e sostenibilità sociale. In tutta Italia ci sono interi quartieri e immense aree produttive e commerciali che sono state invase in forme illegali dalle comunità cinesi. Noi non combattiamo contro le persone e le comunità – questo vale per ogni etnia che arriva in Italia – ma contro l’illegalità di chi evade sistematicamente le tasse, di chi viola ogni forma di tutela per i lavoratori, di chi fa concorrenza sleale ai nostri imprenditori e ai nostri commercianti, appropiandosi dei marchi e degli impianti industriali del Made in Italy.
7. Rilanciare i temi del lavoro, dei diritti sociali degli italiani e dell’unità tra il Nord e il Sud dell’Italia, per dare una risposta all’impoverimento del nostro popolo e per ribadire il diretto legame tra la tradizione della destra sociale e popolare e le rivendicazioni del sovranismo.
8. Riproporre il problema della Giustizia e del rapporto tra politica e magistratura, uscendo dagli stereotipi del giustizialismo e del garantismo ad ogni costo. Oggi le riforme sulla giustizia sostenute dal Movimento 5 Stelle rischiano di avvitare ancora di più questi problemi, mentre vicende come l’attacco giudiziario contro l’azione del Ministro Salvini nel contrasto dell’immigrazione clandestina dimostrano che i confini tra i diversi poteri dello Stato rimangono ancora labili.
9. Lanciare in ogni regione una grande iniziativa politica che sia la premessa per nuove aggregazioni civiche e politiche all’interno del Polo sovranista. In questo modo potremo contribuire alla vittoria del nostro schieramento nei prossimi appuntamenti elettorali regionali che saranno inevitabilmente il laboratorio della trasformazione futura del centrodestra.