Archivio Campi Nomadi

Sgombero campi abusivi sotto ponte della Magliana

Pubblicato il 05 giugno 2013 da Gianni Alemanno.

Oggi un altro sgombero di campi abusivi sotto il ponte della Magliana. È un esercizio che ripetiamo continuamente, in questa zona veniamo almeno 20 volte l’anno. In 5 anni abbiamo fatto 1200 sgomberi di campi abusivi. Io ringrazio personalmente tutti i vigili, tutta la realtà dell’AMA che collabora a questa grande opera per tenere tutelata la città da questo grave fenomeno. Abbiamo bisogno di una legge che crei il reato di accampamento abusivo, solo così avremo la forza per contenere il fenomeno. il Buonismo di Marino serve a poco se non a far prolificare questi accampamenti creando ambiguità nonché una situazione ingovernabile a Roma, dobbiamo tenere alta la guardia e oggi ancora una volta lo abbiamo dimostrato.

Sgomberato insediamento nomadi abusivo, non abbassiamo la guardia

Pubblicato il 23 aprile 2013 da Gianni Alemanno.

Un accampamento di circa 80 persone, tutti romeni, è stato sgomberato questa mattina nel corso di un’operazione portata avanti dalla Polizia locale di Roma capitale, supportata dall’Ama e dall’Ufficio decoro.
Dobbiamo continuare una pressione costante su questi insediamenti perché appena abbassiamo la guardia si moltiplicano. Il nostro impegno è costante e con la buona stagione lo intensificheremo. Occorre comunque una legge nazionale che renda un reato l’accampamento e il bivacco abusivo.

IL PIANO NOMADI ANDRÀ AVANTI: Croce Rossa e Polizia locale presidieranno Tor de’ Cenci in attesa decisione Tar

Pubblicato il 27 agosto 2012 da Gianni Alemanno.
Oggi il Tar del Lazio ha sospeso in via cautelare la nostra ordinanza per lo sgombero del campo Nomadi di Tor de’ Cenci, basata sulla richiesta formulata dalla ASL di competenza per l’esistenza di proibitive condizioni igienico sanitarie nel campo. Si tratta di una sospensione puramente tecnica che rinvia ad una decisione collegiale che sarà presa il 26 settembre prossimo. In attesa di questa scadenza, considerato l’allarme igienico sanitario lanciato dalla ASL, abbiamo chiesto alla Croce Rossa Italiana e alla Polizia Locale di Roma Capitale di presidiare il campo per evitare situazioni di pericolo per le persone e il ritorno di molti dei nomadi che avevano spontaneamente accolto il nostro invito ad abbandonare il campo.

Questo è il quarto attacco per via giudiziaria che viene mosso contro il nostro Piano Nomadi cominciato nel 2009.
Il primo attacco è stato il ricorso al Tar relativo alla costruzione del campo della Barbuta fatto dal Comune di Ciampino, ricorso che ha bloccato la costruzione di questo campo per circa due anni. Alla fine il Tar ha riconosciuto l’infondatezza di questo ricorso e ha permesso di completare la costruzione di tale campo.
Il secondo attacco è stata la sentenza del Consiglio di Stato che ha annullato il decreto del Consiglio dei Ministri che nominava il Prefetto di Roma commissario straordinario per l’emergenza nomadi nel Lazio. Dopo questa sentenza il Prefetto di Roma ha dovuto passare le consegne a Roma Capitale per continuare l’attuazione del Piano Nomadi.
Il terzo attacco è la recente ordinanza di un giudice civile che ha ritenuto “discriminatorio” il fatto che i nomadi  vengano collocati all’interno dei campi (in particolare quello della Barbuta), sottendendo che i nomadi debbano essere inseriti nell’emergenza abitativa, scavalcando le graduatorie che vedono tantissimi cittadini italiani in attesa da molti anni. Contro questa ordinanza abbiamo presentato istanza alla Corte d’Appello di Roma e siamo in attesa di una ulteriore decisione.
Infine quello che è accaduto oggi.
Questi attacchi di carattere giudiziario s’inseriscono in una strategia complessiva per impedire l’attuazione del Piano Nomadi, che in tre anni ha permesso la chiusura di 7 campi tollerati (tra cui quello di Casilino 900, della Martora e di Baiardo) e lo sgombero di più di 400 accampamenti abusivi.
L’obiettivo di chi conduce questi attacchi sembra essere quello di rimanere nell’immobilismo assoluto o addirittura di tornare alla  situazione di tre anni fa, quando erano aperti campi indegni come Casilino 900 o La Martora. Alcune associazioni sembrano ignorare che all’interno dei campi non autorizzati risiedono, a fianco di tante famiglie che hanno realmente bisogno di assistenza, molti nomadi che praticano l’illegalità o vere e proprie forme di criminalità organizzata. Pur di non intervenire con gli sgomberi, l’assegnazione in campi regolari e l’espulsione delle persone pericolose, si preferisce far vivere la popolazione nomade in una condizione di degrado, di illegalità e di precarie condizioni igienico sanitarie.
Questo non è l’interesse della maggioranza dei cittadini romani, né la volontà della nostra amministrazione. Dopo decine di anni in cui il problema degli accampamenti abusivi è stato ignorato, scambiando la solidarietà con un buonismo che finisce per agevolare soltanto le persone più pericolose, Roma Capitale vuole completare un Piano Nomadi in cui integrazione e sicurezza trovino il giusto equilibrio.

Alemanno: riparte piano nomadi

Pubblicato il 16 luglio 2012 da duepuntozero.alemanno.

“Finalmente siamo in condizione di far ripartire il piano nomadi di Roma Capitale. Fin dall’inizio della legislatura, già in campagna elettorale, abbiamo indicato obiettivi semplici: sgombrare tutti gli accampamenti abusivi e concentrare la presenza dei nomadi in pochi campi autorizzati dove oltre a sicurezza e legalità ci deve essere anche un forte presidio sociale per permettere l’integrazione, cominciando dal lavoro e la scolarizzazione dei bambini. Questo obiettivo si è fermato, dopo i successi della chiusura di Casilino 900 e de La Martora, a causa di molta burocrazia che ha impedito l’apertura de La Barbuta, il nuovo campo attrezzato.

Ora che i problemi si sono risolti, abbiamo potuto riprendere con gli sgomberi: qualche giorno fa con il campo del Baiardo, che stava lì da 20 anni, dove abbiamo trovato tonnellate di rifiuti sulla riva del Tevere, che rischiavano di causare gravi problemi igienico-sanitari a tutto il municipio. Ieri con Tor de’ Cenci, lasciato nel limbo dalle amministrazioni precedenti e dichiarato inagibile dalla Asl, dove la situazione è complessa perché gli occupanti non vogliono lasciarlo.
Finalmente, dopo un lungo confronto ieri sono riuscito a convincere la comunità nomadi a trasferirsi nei campi dove siamo in grado di garantire migliori condizioni di vita a loro e più sicurezza ai cittadini. Roma ha una idea chiara : la legalità deve convivere con la solidarietà. Non ci può essere solidarietà e integrazione senza grande rispetto delle leggi. Su questi principi continueremo a muoverci”.