Archivio Acea

ACEA: complimenti a Polizia di Roma Capitale

Pubblicato il 02 agosto 2012 da Gianni Alemanno.

Complimenti ai gruppi speciali della Polizia di Roma Capitale per l’indagine che ha permesso di scoprire l’infedeltà di due funzionari (non alti dirigenti) dell’Acea.

Abbiamo chiesto al vicecomandante Antonio Di Maggio un’informativa su quest’inchiesta in modo da consentire ai vertici Acea di sospendere immediatamente questi due funzionari e di avviare un procedimento disciplinare finalizzato, se i fatti saranno confermati, al licenziamento. Inutile aggiungere che le due persone sono da me completamente sconosciute e che quest’Amministrazione nulla sa del modo con cui sono state assunte.

ACEA: interventi per bene comune senza cedere all’estremismo ideologico del Pd

Pubblicato il 22 luglio 2012 da Gianni Alemanno.
È sconcertante che il capogruppo del Pd Umberto Marroni parli così a ruota libera, affermando idee frutto di estremismo ideologico e completamente prive di ogni rapporto con la realtà.

Primo: il gettito Imu non risana affatto le difficoltà di bilancio generate dalle manovre governative, ma si limita a dare nuove risorse di liquidità, insufficienti anche sul versante della spesa corrente. Al contrario, come Marroni dovrebbe sapere, le risorse Acea non servono alla spesa corrente, ma ad allentare la morsa del Patto di Stabilità per fare gli investimenti necessari alla vita della città, a cominciare dalla manutenzione delle strade e delle scuole. È in questa tendenza a confondere spesa corrente e spesa in contro capitale e nella disinvoltura nel gestire i conti pubblici che si riconoscono le radici dei 12 miliardi e 400 milioni di debito che le amministrazioni di sinistra hanno accumulato nel corso degli anni, rischiando di mandare in dissesto la nostra città.
Secondo: Marroni sa benissimo che la sentenza della Corte Costituzionale rimuove l’obbligo degli Enti Locali a privatizzare i servizi pubblici, ma non vieta certo di compiere scelte politiche e amministrative in questo senso. Stiamo valutando tutte le conseguenze giuridiche e politiche di questa sentenza, che nessuno può demagogicamente strumentalizzare per difendere i propri pregiudizi ideologici e la propria voglia di conservare i vecchi equilibri della città. La necessità di smantellare il capitalismo municipale e di ridurre l’ingerenza della politica e della mano pubblica sull’economia della città sono temi su cui si discute da molti anni e su cui tutti si dicono a parole d’accordo, anche se siamo soltanto noi a volere dare un concreto segnale in questo senso. Noi al principio di sussidiarietà in campo sociale ed economico ci crediamo realmente.
Terzo: Marroni e tutto il PD dovrebbe anche informarsi dai sindaci di centrosinistra sul gravissimo impatto che la spending review del Governo rischia di avere sui conti di tutti gli Enti Locali. Un impatto che speriamo venga mitigato dai tanti emendamenti depositati in Parlamento da tutte le forze politiche, ma che allo stato attuale si traduce in nuovi tagli lineari nei confronti di tutte le Amministrazioni locali, a cominciare da quella di Roma che si trova di fronte a un taglio oscillante fra i 40 e i 50 milioni di euro. Come si fa di fronte a una tale situazione a pensare che il bilancio di Roma Capitale possa facilmente raggiungere l’equilibrio?
Quarto: dopo due mesi di ostruzionismo selvaggio che ha paralizzato la vita dell’assemblea capitolina, non è certo Marroni che può promuovere confronti leali e costruttivi in questo conteso. Abbiamo assistito a scene violente e spettacoli indecorosi nell’Assemblea per colpa di un’opposizione irresponsabile, priva di qualsiasi disponibilità a rispettare le opinioni altrui e a tenere conto del bene e delle necessità concrete della nostra città. Siamo disponibili a riaprire il confronto con tutte le forze politiche ma solo quando saranno rimossi l’ostruzionismo e la voglia di trasformare l’Aula Giulio Cesare in un teatro di propaganda politica violenta e urlata.
Quinto: se Marroni ha qualche denuncia da fare la faccia senza ricorrere a contorte allusioni. È facile interpretare queste oscure illazioni, come il tentativo di evocare l’ingerenza dei famosi poteri forti che gravano su questa città o sull’Italia. Nascondersi dietro questa retorica è un vecchio espediente di forze politiche che non hanno mai reciso i legami con le ideologie antagoniste degli anni ’70 e che continuano a vedere dietro il mondo delle imprese la fantomatica mano dei “padroni” e degli “oppressori del popolo”.
Da tutti questi elementi risulta chiaro come la sinistra sia preda di una pericolosa deriva ideologica che fa sempre più assomigliare il Pd al PCI degli anni ’70 e che deve far riflettere tutte le persone moderate che militano nel Pd o che guardano a una possibile alleanza con esso.
Martedì, dopo la pronuncia del Consiglio di Stato sulla Delibera 32, prenderemo tutte le decisioni necessarie con assoluta trasparenza e con un solo punto di riferimento: quello del bene della nostra città che deve superare una difficilissima congiuntura economica senza aumentare le tasse, senza bloccare ogni investimento e senza tagliare servizi sociali essenziali.

ACEA: la sentenza della Corte Costituzionale non rende illegittima la nostra delibera

Pubblicato il 20 luglio 2012 da Gianni Alemanno.

La sentenza della Corte Costituzionale libera gli enti locali da vincoli rigidi nei processi di privatizzazione e liberalizzazione dei servizi pubblici locali, ma non rende affatto illegittima la nostra delibera sulla costituzione della holding e la vendita del 21 per cento di Acea.
Roma capitale, insieme agli altri comuni associati nell’Anci, deve sviluppare una più profonda riflessione per trovare una nuova forma più moderna ed efficiente dei servizi pubblici locali, compatibile con le forti riduzioni di spesa pubblica imposte dalla crisi economica. In particolare dobbiamo individuare, insieme alle rappresentazioni sindacali, la strada per lo sviluppo futuro di Ama e di Atac senza le previsioni rigide fino ad ora imposti dalla legge statale.

Per lo stesso motivo procederemo con l’approvazione della delibera 32, che non solo costituisce una holding per far risparmiare alla città di Roma almeno 20 milioni all’anno di consolidato fiscale, ma che ci consente di aprire un processo di vendita di quote azionarie di Acea, finalizzato ad acquisire risorse indispensabili agli investimenti e a rendere più efficiente la gestione del servizio idrico e dell’illuminazione pubblica, senza perdere il controllo strategico da parte dell’amministrazione. Tutto questo non ha nulla a che fare con la privatizzazione dell’acqua di Roma che rimane pubblica, così come la rete idrica. Queste sono le motivazioni che ci hanno spinto, al di là delle previsioni normative abrogate, a intraprendere questo difficile cammino verso la modernizzazione dei servizi pubblici locali della nostra città.

Pubblicato in Acea.

ACEA: solidarietà a Pomarici attaccato da una sinistra “anni ’70”

Pubblicato il 12 luglio 2012 da Gianni Alemanno.

Esprimo piena solidarietà al presidente dell’Assemblea Capitolina Marco Pomarici, oggetto ancora una volta di uno scomposto attacco da parte dell’opposizione di sinistra. Il Partito Democratico in questa vicenda Acea sta superando tutti i limiti nella mancanza di responsabilità, nell’estremismo ideologico e anche nel cattivo gusto.

Gli autori di oltre 160mila tra emendamenti e ordini del giorno, che stanno tenendo paralizzati da due mesi la nostra città, adesso preannunciano addirittura una mozione di sfiducia contro il Presidente dell’Assemblea, sulla base di una semplice sospensiva cautelare del Consiglio di Stato. La mozione contro Pomarici sarà respinta dall’Assemblea Capitolina, come sarà respinto il tentativo di tenere la città e la nostra amministrazione sotto il ricatto di un antagonismo da anni ‘70.