Archivio agosto 2016

Il PD GIOCA CON LA MURARO PER NASCONDERE LE SUE RESPONSABILITA’

Pubblicato il 03 agosto 2016 da duepuntozero.alemanno.

Sulla vicenda dell’assessore Muraro il Pd ha perso ogni senso della realtà e del ridicolo. La città sta sprofondando nei rifiuti per la scelta scellerata della giunta Marino di chiudere Malagrotta senza creare nessuna alternativa per lo smaltimento dei rifiuti a Roma, come ha ammesso ieri il presidente di Ama Fortini in Commissione Ecomafie. Sempre la sinistra è stata lo sponsor principale che ha permesso in 30 anni all’avvocato Cerroni di costruire un vero e proprio monopolio sui rifiuti a Roma: tanto che la stessa sinistra voleva aprire una nuova discarica a Monti dell’Ortaccio, sempre di proprietà di Cerroni. Infine, la sinistra governa da 3 anni in Regione Lazio senza aver fatto un vero piano rifiuti e senza neppure aver rilasciato le autorizzazioni richieste 1 anno e mezzo fa da Marino per l’impianto di Rocca Cencia. Ora cerca di nascondere tutte queste responsabilità attaccando l’assessore Muraro, e addirittura cercando di scaricare sulla destra questo personaggio, dimenticandosi che la Muraro fu assunta 12 anni fa durante l’amministrazione Veltroni, ed ebbe una forte crescita della sua consulenza con la giunta Marino. Non è con questi giochini da quattro soldi che si salva Roma dalla spazzatura, ma solo nominando un commissario governativo sui rifiuti che costringa la regione Lazio di Zingaretti ad assumersi le sue responsabilità.

NO ALLA RIFORMA RENZI-BOSCHI

Pubblicato il 03 agosto 2016 da duepuntozero.alemanno.

A Roma, 22 settembre 2016 dalle ore 17 pe dire No alla Riforma Renzi-Boschi: contro la democrazia delle lobby, per la Democrazia Presidenziale

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Caos rifiuti, serve un Commissario Deve essere un politico

Pubblicato il 01 agosto 2016 da duepuntozero.alemanno.

Roma sta veramente rischiando di fare la fine di Napoli ai tempi dell’emergenza rifiuti. Non è colpa del Sindaco Raggi appena insediato, ma neppure dei malfunzionamenti di Ama, della corruzione, o del ritardo nel raccolta differenziata nella Capitale (passata dal 17% di Veltroni al 35% alla fine del mio mandato, fino all’attuale 42%). Questi problemi esistono, ma non sono il nodo della questione. La verità è che dopo la chiusura di Malagrotta, Roma non ha più impianti per smaltire rifiuti in sicurezza.

Il parallelo con Napoli è sinistro: l’emergenza rifiuti all’ombra del Vesuvio cominciò quando Bassolino chiuse (giustamente) la discarica di Pianura, ma senza avere un’alternativa valida a quell’orribile impianto. Ugualmente a Roma Ignazio Marino ha chiuso (giustamente) la discarica di Malagrotta, senza però preoccuparsi della sua sostituzione. Troppo comodo: io ho sempre combattuto quella discarica, fin da quando ero Consigliere regionale gli anni ’90, ma non mi sono mai sognato di fare un simile salto nel buio. Dal canto suo il presidente di Ama Fortini si è assunto la responsabilità di avallare questo terribile azzardo. I risultati sono oggi sotto gli occhi di tutti: basta un qualsiasi incidente per mettere Roma in ginocchio e la catastrofe rifiuti è dietro l’angolo.

Roma deve aumentare al massimo la propria raccolta differenziata e il trattamento dei rifiuti, ma deve sempre avere un impianto di sicurezza – una discarica di servizio preferibilmente connessa a un adeguato termovalorizzatore – dove scaricare i residui delle lavorazioni e, in caso di crisi, i rifiuti opportunamente trattati (l’Unione europea non vieta le discariche, ma solo il conferimento in esse di rifiuti non trattati). Perché manca questo impianto? La responsabilità non è del Campidoglio, perché a Roma non c’è spazio per un simile impianto (anche l’eco-distretto di Rocca Cencia è una insostenibile forzatura), ma della Regione Lazio che per legge ha il compito di approvare il Piano Rifiuti. Una speranza ci fu nel 2012 quando la Giunta Polverini approvò un piano che consentiva di trovare il sito per i rifiuti di Roma nell’ambito del territorio della Provincia. Ma da quel momento è cominciato un rimpallo delle responsabilità, che ha visto sempre protagonista Nicola Zingaretti, prima ai vertici della Provincia di Roma e poi della Regione Lazio. Per non scontentare nessuno la scelta del sito in quasi cinque anni non è mai stata fatta.

E allora? Mi auguro che l’emergenza venga fronteggiata (come promette il Sindaco Raggi), ma per uscire definitivamente dal pericolo bisogna che il Governo nomini subito un Commissario con pieni poteri per l’emergenza rifiuti a Roma. Non il solito Prefetto, che si avventura in proposte socialmente impresentabili. La responsabilità va assunta dalla politica, nominando il Presidente Zingaretti o, in subordine, il Sindaco Raggi. O si costringe il Presidente delle Regione a metterci la faccia, o si permette al Sindaco di Roma di agire con un potere che fino a ora non ha mai avuto. Chi racconta altre favole, ammantate di retorica ambientalista o moralista, sta giocando sulla pelle della nostra Città.

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