Archivio luglio 2016

RENZI SI IMPEGNI PER UN NUOVO PREZZO DEL GRANO

Pubblicato il 29 luglio 2016 da Redazione.

Le mobilitazioni delle organizzazioni agricole che stanno avendo luogo in tutta Italia sono la spia di un malessere profondo e diffuso a cui il governo deve dare risposte immediate. I primi provvedimenti illustrati dal ministro Martina sono un primo passo positivo, ma rischiano di dispiegare i loro effetti in un tempo troppo lungo per salvare migliaia di imprese agricole a rischio chiusura. E’ necessario che tutto il governo, a cominciare dal presidente del Consiglio Renzi, convochi il tavolo agroalimentare per chiedere a tutte le associazioni di categoria, a cominciare da quelle di trasformazione industriale, un immediato atto di responsabilità per fissare subito un nuovo prezzo del grano, che garantisca la sopravvivenza della filiera.  Per fare questo il ministro dell’Agricoltura non basta: è necessario, come previsto dalla concertazione agroalimentare, l’impegno di tutti i ministri competenti guidati dal presidente del Consiglio.

FORESTALE: SCIOGLIERLA UN ERRORE DEL GOVERNO

Pubblicato il 29 luglio 2016 da duepuntozero.alemanno.

Ieri è stato un giorno triste per tutta l’Italia che crede nella propria identità e nei valori del territorio, dell’ambiente e del patrimonio agroalimentare. Il Consiglio dei ministri del governo Renzi ha reso definitivo il decreto che cancella il Corpo forestale dello Stato, accorpandolo all’Arma dei Carabinieri. E’ una scelta sbagliata, fortemente voluta da Matteo Renzi e supinamente accettata dal ministro Martina solo per fare l’ennesimo spot pubblicitario a favore dell’esecutivo. Con la cancellazione del Cfs non ci sarà nessun risparmio economico e nessun vantaggio organizzativo, ma sarà più difficile difendere l’ambiente e il territorio italiani dagli attacchi della speculazione e delle ecomafie. In questo momento difficile stringiamoci attorno agli uomini e alle donne che vestono la divisa della Forestale, nella speranza che il nuovo assetto rispetti la loro professionalità e capacità di incidere sul territorio.

ACEA: L’AZIONARIATO POPOLARE BILANCI LA CRESCITA DELLA QUOTA FRANCESE

Pubblicato il 28 luglio 2016 da duepuntozero.alemanno.

L’aumento della quota azionaria di Acea in mano a una multinazionale straniera non è mai una buona notizia. In tutte le grandi società italiane, in particolare in quelle che devono gestire servizi pubblici essenziali, è preferibile che la maggioranza delle azioni, sia pubblica che privata, resti saldamente in mani italiane. Durante il mio mandato da sindaco ho collaborato con i vertici di Gdf Suez, e rispetto questa grande realtà. Ma credo che in ogni caso la presenza dei capitali stranieri debba restare marginale in Acea. Per questo suggerisco al sindaco Raggi di proporre all’assemblea degli azionisti un aumento di capitale azionario, puntando sull’azionariato popolare dei cittadini romani e dei dipendenti dell’azienda. In questo modo si potrà garantire il radicamento territoriale di una multiutility così importante.

CRISI DEL GRANO: COME POTREMMO PARLARE ANCORA DI MADE IN ITALY SENZA GRANO ITALIANO?

Pubblicato il 28 luglio 2016 da duepuntozero.alemanno.

Dopo settimane di mobilitazione di tutto il mondo agricolo, ancora oggi il ministro del Mipaaf Martina non è riuscito a dare riposte soddisfacenti alla filiera fondamentale dell’agroalimentare Made in Italy. Di questo passo si rischia l’abbandono  di migliaia di ettari di terreno agricolo e la perdita della materia prima nazionale per prodotti come il pane e la pasta. Questa battaglia non è fondamentale solo per gli agricoltori: lo è anche per la credibilità della nostra industria alimentare e per i diritti dei consumatori. Con che serietà si può infatti parlare di Made in Italy per pasta e pane se manca il grano coltivato nelle nostre terre? Credo che la lotta degli agricoltori per difendere la produzione cerealicola debba diventare una lotta di tutto il popolo italiano.

CANNABIS, QUALCUNO AVVERTA SAVIANO CHE BORSELLINO ERA CONTRO LA LIBERALIZZAZIONE

Pubblicato il 26 luglio 2016 da Redazione.

Ieri, commentando il disegno di legge sulla legalizzazione della Cannabis approdato alla Camera, avevo twittato: “L’Europa è sotto l’attacco del terrorismo e cosa fa il Parlamento italiano? Discute di #cannabislegale Loro sparano noi ci facciamo le canne”. A stretto giro la risposta, sempre su twitter, dello scrittore Roberto Saviano: “Qualcuno avverta Alemanno che loro sparano anche grazie ai proventi del traffico di droga. #legalizecannabis“. Oggi ho replicato così: “@robertosaviano parlavo dei terroristi che non sparano di certo per la #cannabis. Ma è una resa legalizzare nella speranza di vincere #mafia“, il primo tweet. E ancora: “Con questo ragionamento dovremmo legalizzare cocaina ed eroina, con cui la #mafia guadagna molto di più?”. Infine ho condiviso un video di Paolo Borsellino, per far sapere a Saviano che il magistrato diceva: “E’ da dilettanti pensare che liberalizzando la droga sparirebbe il traffico clandestino”.

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