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ALEMANNO: ALBO PER CENSIRE E REGOLAMENTARE LUOGHI CULTO MUSULMANI A ROMA

Pubblicato il 22 maggio 2015 da Redazione.

(OMNIROMA) Roma, 22 MAG – Censire, regolamentare e controllare i centri islamici nella Capitale per garantire sicurezza al territorio nell’ottica del giubileo. È il focus della proposta delibera di iniziativa consiliare presentata questa mattina dal consiglere Gianni Alemanno in assemblea capitolina. La proposta prevede l’istituzione di un albo obbligatorio delle associazioni o organizzazioni religiose che non hanno sottoscritto intese con lo Stato italiano e che svolgono attività di culto nel territorio di Roma. Nonostante sia rivolta a tutti i culti, la delibera punta soprattutto alla situazione dei centri di matrice islamica presenti nella Capitale. Questo, secondo l’ex sindaco, in ragione anche della particolare situazione internazionale e alla minaccia terroristica. La delibera prevede l’istituzione di un albo obbligatorio tenuto dal Gabinetto del sindaco, cui potranno iscriversi le associazioni e organismi che ne faranno richiesta, a patto che rispettino alcune regole. I dati saranno poi messi a disposizione delle istituzioni che saranno interessate, come la Polizia e i Municipi. L’iscrizione all’albo sarà consentita alle associazioni che presentino uno statuto o un atto costitutivo con piena adesione alla Carta dei valori della cittadinanza e dell’integrazione, dovranno essere chiari i legali rappresentanti, i soci fondatori, il direttivo e anche la situazione finanziaria, onde eviatare donazioni e lasciti di dubbia provenienza. Successivamente scatteranno i controlli dell’amministrazione comunale circa i locali, la destinazione urbanistica, le norme sociosanitarie. Nella delibera anche alcune previsioni pratiche, come la distanza di almeno 500 metri da un centro di culto a un altro, parcheggi per un’area pari al 200% della superficie calpestabile interna. I responsabili di ogni centro dovranno garantire il rispetto del decoro e della sicurezza, sia all’interno che nell’area limitrofa. Un punto importante riguarda l’apertura al pubblico: bisogna, secondo la proposta, garantire il libero accesso all’intera cittadinanza, e osservare l’obbligo di rendere disponibili le traduzioni dei testi e dei messaggi. In mancanza di iscrizione o in caso di violazione o comportamenti non consoni scatterà la chiusura del centro, la revoca dell’autorizzazione e, in caso di profili penali, la denuncia dei responsabili. “C’é un vuoto normativo nazionale e regionale su questo tema, i Comuni sono lasciati a loro stessi. Ma il problema c’è. Cosa può fare il Comune di Roma? Può fare in modo che ci sia un netto discrimine tra fondamentalismo e pratica religiosa”, ha dichiarato Alemanno”. Nel caso di approvazione, l’ex sindaco ha assicurato che il Comune si avvarrà dell’aiuto della Grande moschea nella valutazione delle domand, “ma con regole certe e chiarezza, oggi non c’è un discrimine”. La delibera, nata come di iniziativa popolare, è stata trasformata in consiliare “data la problematica stringente e attuale”. “Ci auguriamo – ha proseguito Alemanno – che venga discussa al più presto, poi ci saranno tempi tecnici. Ad oggi è stata firmata da otto consiglieri. Insisteremo perchè venga discussa prima dell’estate, altrimenti torneremo nelle piazze per la raccolta delle firme”.