Archivio gennaio 2015

INTERROGAZIONE AL SINDACO SU SCRITTE INFAMANTI CONTRO STORICO ESPONENTE MSI

Pubblicato il 29 gennaio 2015 da duepuntozero.alemanno.

Sono passati pochi giorni dalla scomparsa dello storico esponente del Movimento Sociale Italiano prima e di Alleanza Nazionale poi, il prof. Carlo Carocci, e subito sono apparse delle scritte infamanti sui muri di Monteverde. Per questo motivo ho deciso di presentare un’interrogazione al sindaco Marino e alla sua Giunta per chiedere quali misure intende adottare per combattere il fenomeno della violenza politica, diffondere un clima di reciproca tolleranza e rimuovere tutte le scritte che hanno un carattere offensivo per la persona. Non si può infatti ignorare che nella storia recente la nostra città è stata al centro di un clima di violenza che ha portato al sacrificio di numerose giovani vite con l’alibi dello scontro politico.  Per questo motivo ritengo che le Istituzioni non  possono in alcun modo ignorare gesti che hanno come scopo il ritorno ad un clima di scontro nei quartieri della nostra città.

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HO VOTATO NO ALLE UNIONI CIVILI PERCHÈ VIOLANO LA LEGGE DELLO STATO

Pubblicato il 28 gennaio 2015 da duepuntozero.alemanno.

Oggi in Campidoglio ho votato contro l’istituzione del registro delle unioni civili che, a mio parere, sono un tentativo privo di appigli giuridici di riconoscere diritti alle coppie gay che andrebbero sanciti invece attraverso una legge fatta dal Parlamento. La messa in scena andato in onda oggi sotto la regia del sindaco Marino, come già chiarito dal Viminale e dal Prefetto di Roma, è un’iniziativa contro la legge, che serve solo ad illudere le persone e ad indebolire le famiglie.

ALLEANZA NAZIONALE: VENT’ANNI DOPO C’È ANCORA BISOGNO DI DESTRA

Pubblicato il 27 gennaio 2015 da duepuntozero.alemanno.

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Oggi sono vent’anni dalla nascita di Alleanza Nazionale: il 27 gennaio 1995 si concludeva il congresso di Fiuggi, quello della svolta che portò dall’Msi ad An. È troppo presto per fare un compiuto bilancio storico di quell’esperienza: tanti sono stati i successi, gli errori e i condizionamenti esterni di quel periodo. Troppi, purtroppo, sono ancora gli odi, i personalismi e le contraddizioni ideologiche che ci dividono. Ma quello che è chiaro oggi – anche se non tutti abbiamo il coraggio di dirlo apertamente – è che ci manca quella “casa comune” della destra italiana.

Da quando nel 2008 Alleanza Nazionale è stata cancellata per confluire in modo affrettato e scomposto nel Popolo della Libertà, lo stato di salute del Centrodestra e di tutta l’Italia è nettamente peggiorato. Nello scenario politico italiano c’è stata molta meno attenzione per l’identità e l’interesse nazionale, per la difesa di Roma e del Mezzogiorno, per uno sviluppo basato sull’economia reale e per una giustizia sociale fondata sui valori comunitari e sulla famiglia.

Oggi assistiamo al paradosso che molti di questi valori abbandonati, nonostante il coraggioso esperimento di Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale, vengono fatti propri dalla Lega Nord di Matteo Salvini, che cerca di superare le sue radici secessioniste e liberiste. E, allora, l’unico modo per ricordare i venti anni di Alleanza Nazionale è renderci conto che  non può essere quella l’esperienza conclusiva della storia della destra politica e sociale italiana. Questa destra preesisteva al Fascismo, è riuscita a superare attraverso mille sacrifici il dramma della seconda Guerra mondiale, è giunta ad esprimere un partito di governo per molti anni, non si fermerà neanche adesso.

Sta a noi, eredi di quell’esperienza, giovani e meno giovani, mettere da parte i personalismi, i settarismi e le presunzioni, per ricostruire la Casa comune. Cominciando da quello che è già stato fatto, come Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni, La Destra di Francesco Storace e tante altre esperienze, ma andando oltre perché sappiamo tutti che lo spazio politico ed elettorale di questa destra è ben più vasto del 3-4%.

La nuova legge elettorale sta portando a termine, ci piaccia o meno, la scomposizione del vecchio centrodestra e la sfida futura nel nostro schieramento sarà tra un polo liberal-moderato e un polo identitario e nazional-popolare. Per ricostruire questo secondo polo non basta certo la Lega di Salvini ma è indispensabile la “nostra” destra, radicata in tutta Italia e in particolare in un centro-sud senza rappresentanza.

Per questo domenica 8 febbraio “Prima l’Italia” con Isabella Rauti ha dato appuntamento a tutti al Cinema Adriano di Roma. Per guardarsi in faccia, senza pregiudizi, per cominciare un percorso senza rendite di posizione e senza esclusioni. Per gridare forte: “avanti ragazzi, l’Italia ha ancora bisogno delle nostre bandiere”.