IL MOVIMENTO NAZIONALE PRESENTE CON PROPRI CANDIDATI NELL’ 80% DEI COMUNI CAPOLUOGO

Pubblicato il 30 maggio 2017 da Gianni Alemanno.

conf stampa

Dopo la presentazione delle liste avvenuta sabato scorso, emergono due dati incontrovertibili da cui si deve partire per costruire il Centro Destra del futuro. Il MN è presente con propri candidati nell 80% dei comuni capoluogo. Questo è un risultato sorprendente e confortante se si tiene che il MN è nato meno di tre mesi fa, che dimostra che è impossibile escludere il nostro Movimento dallo schieramento di centro destra.

L’unità del centro destra è tutt’altro che impossibile o remota, perché da sempre le elezioni comunali del territorio sono state la base per grandi aggregazioni nazionali. Seguendo il dibattito nazionale emergono molti nodi irrisolti sia nelle regole che nei contenuti dello schieramento, ma questo è in netto contrasto con la realtà delle concrete prove elettorale in cui stiamo contendendo il territorio a sinistra e M5S. Per questo motivo l’MN chiede che all’indomani dei ballottaggi nelle elezioni comunali vengano convocati gli STATI GENERALI DEL CENTRO DESTRA aperti a tutti i partiti e movimenti schierati in modo nettamente alternativo al centro sinistra e al M5S. In un contesto di ampio dibattito e coinvolgimento popolare si potranno affrontare i nodi irrisolti che oggi dividono i partiti nel dibattito nazionale:

– LEGGE ELETTORALE, che deve scongiurare derive proporzionaliste che impediscono all’elettorato di scegliere preventivamente la maggioranza di governo;
– LE PRIMARIE che, normate per legge o organizzate spontaneamente, devono diventare anche patrimonio anche del centro destra;
– I CRITERI DI FORMAZIONE DELLE LISTE che, anche in assenza di primarie, devono essere ispirati al massimo coinvolgimento del territorio senza decisioni verticistiche prese da poche persone in una stanza;
– LA POSIZIONE SULL’EUROPA che, soprattutto dopo le presidenziali francesi, sta dividendo su due posizioni (sovranisti e aderenti al PPE) lo schieramento di centro destra, dimenticando le scadenze che aumenteranno pesantemente i vincoli di Bruxelles come la definitiva ratifica del fiscal compact e la creazione di un ministro delle finanze europeo. Queste scadenze rischiano di diventare ancora più pesanti per l’Italia proprio dopo le elezioni di Macron, il probabile rilancio dell’asse franco-tedesco ai danni degli altri paesi periferici.

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