Archivio agosto 2012

FONTANA DI TREVI: screening per il restauro

Pubblicato il 27 agosto 2012 da Gianni Alemanno.

Il restauro dei beni culturali, artistici e monumentali, deve essere fuori dal patto di stabilità e fuori dalla spending review. Questo è un tema da portare anche in Europa, perchè quando siamo di fronte a situazioni di questo genere, siamo di fronte ad un patrimonio dell’umanità che dobbiamo gestire e custodire.
Un’altra cosa che va fatta è aumentare la sinergia tra Ministero e Roma Capitale, per dare vita a quella conferenza di sovraintendenti che è prevista all’interno del decreto legislativo di Roma Capitale.

Chiaramente l’altro aspetto è quello degli sponsor: finalmente dopo due anni di attesa al Colosseo la situazione è sbloccata ed è un grande esempio per tutti gli imprenditori, non solo italiani, ma di tutto il mondo, per sponsorizzare opere di restauro su Roma.
Stamattina abbiamo fatto un sopralluogo a Fontana di Trevi, e vedendola da vicino, anche se poi ci vorrà un monitoraggio puntuale, abbiamo potuto constatare che lo stato di conservazione è complessivamente buono. Però è chiaro che diversi punti possono essere fragili e mostrano segni di problemi molto antichi, perchè sono tanti anni che la fontana di Trevi non viene restaurata. Ci vorranno circa due milioni e mezzo di euro per un restauro complessivo della fontana, onde evitare altre cadute di frammenti come quella avvenuta a giugno.

LE FOTO

di F. Di Majo

Ecco il peggior teorema della sinistra e dei suoi portavoce

Pubblicato il 23 agosto 2012 da Gianni Alemanno.
È tutta colpa del sindaco Alemanno. Qualsiasi cosa succeda a Roma – dal crollo del muro del Pincio, alla neve o alla pioggia – la colpa è dell’inquilino del Campidoglio.
Se poi il suddetto sindaco Alemanno si permette di ribattere a queste accuse, spiegando che nelle città non tutto dipende dai sindaci, ma ci sono altri poteri e difficoltà oggettive, allora l’accusa è quella di fare lo scaricabarile e addossare sempre le colpe sulle spalle degli altri.

Questo è il perfetto teorema su cui l’opposizione di sinistra, opportunamente amplificata da alcuni giornalisti ben organizzati, cerca di inchiodare il sottoscritto in vista delle elezioni comunali del prossimo aprile. Nicola Zingaretti non esiste: non parla, non si espone, non viene mai tirato in ballo. Se il teorema che viene applicato a me fosse applicato al mio probabile avversario si dovrebbe chiedergli conto degli omicidi che avvengono nei paesi della Provincia, della neve che ha isolato per settimane l’intera Provincia, quando la situazione in città era già tornata da tempo alla normalità, del deficit infrastrutturale che rende difficile a chiunque muoversi dalla Provincia verso Roma, dei numerosissimi incendi dei giorni passati.
Ma tutto questo non accade: quando i problemi e le disgrazie non riguardano il territorio del comune di Roma (o di quelli più vicini, perché spesso al Campidoglio vengono attribuite le responsabilità anche di quello che accade nei comuni confinanti), i problemi vengono visti nella loro oggettività, più o meno per quello che sono. Lo stesso accade per le città amministrate dal centrosinistra, dove lo stesso principio della responsabilità unica dei sindaci viene tutt’altro che applicato. Milano ha il record assoluto di reati per abitante rispetto alle altre Province italiane? Nessuno si sogna di chiamare in causa Pisapia. Torino si trova in una gravissima situazione finanziaria al punto da dover sforare il patto di stabilità? Bravi i sindaci Chiamparino e  Fassino che negli ultimi anni hanno fatto tanti investimenti sulla città. Napoli è costretta a mandare i suoi rifiuti nel Nord Europa? Bravo il sindaco De Magistris che ha avuto una trovata geniale, o al massimo è colpa della Regione Campania. L’Anci protesta, giustamente, per i vincoli del patto di stabilità e per i tagli al bilancio che stanno mettendo in ginocchio i comuni di tutta Italia? Tutti i media ammettono il problema, ma quasi nessuno si ricorda che Roma, essendo di gran lunga il Comune più grande d’Italia, ha la stessa difficoltà amplificata al massimo.
Prendiamo il caso del crollo del muretto del Pincio. Innanzitutto deve essere chiaro di cosa stiamo parlando: non è crollato il muro di contenimento della terrazza del Pincio, ma nove metri di un intonaco fatto di mattoni. Questo genere di crolli avvengono per collasso della struttura e sono difficilmente prevedibili fino a quando non avvengono materialmente. Nel 2001 e nel 2007 vennero giù interi pezzi delle Mura Aureliane (non semplicemente l’intonaco) e nessuno si sognò di prendersela con Rutelli o Veltroni per questo genere di crolli. Sapete come titolò Repubblica il 16 aprile 2001? “Crollo Mura Aureliane, colpa di una infiltrazione”.
Pezzi di intonaco sono caduti giù da beni monumentali gestiti dallo Stato come il Colosseo e San Pietro in Vincoli e nessuno ha pensato che la colpa fosse del Ministro in carica.
La realtà, come ho cercato di spiegare e come tutti gli operatori culturali sanno, è che i soldi per le manutenzioni dei beni archeologici e monumentali sono sempre di meno e quando ci sono vengono bloccati dai vincoli del patto di stabilità. È un allarme serio quello che ho lanciato, non certo per discolparmi, perché non è compito di un sindaco verificare la stabilità dei muri, ma per evidenziare che a Roma, come in tutta Italia, è necessario ottenere dall’Unione Europea delle deroghe speciali per i restauri e le manutenzioni, se non vogliamo vedere il nostro patrimonio culturale sgretolarsi.
Che cosa replicano Ernesto Menicucci e Francesco Merlo a questo allarme? Replicano accusando il Sindaco di Roma di fare “cultura del piagnisteo” e di evocare sempre “le colpe degli altri”. A loro non gliene importa assolutamente nulla del Pincio (che Veltroni stava trasformando in un parcheggio sotterraneo senza che questi brillanti giornalisti avessero nulla da dire), né del Colosseo (che finalmente sta per essere totalmente restaurato dopo una lotta di due anni condotta anche dal sottoscritto per permettere il finanziamento di Della Valle), né della Fontana di Trevi (per cui stiamo realizzando il restauro solo grazie all’intervento di un altro sponsor), né di nessun altro monumento. Non gli interessa sapere se Roma Capitale, o il MIBAC, o tutti gli altri comuni di Italia, hanno le risorse e la possibilità di fare un’efficace restauro. A loro interessa soltanto cercare di mettere Alemanno sul banco degli imputati.
Stesso discorso si potrebbe fare per la criminalità: l’Italia è colpita da una pesante crisi economica che incentiva l’illegalità; i flussi migratori incontrollati portano nel nostro paese, insieme a tanta brava gente che cerca lavoro, anche pericolosi delinquenti; i tagli al comparto della sicurezza operati ormai da molti anni compromettono l’operatività delle forze dell’ordine. Di fronte a tutto questo Roma riesce a contenere l’aumento dei reati, che rimangono comunque inferiori del 14% rispetto al 2007, ultimo anno dell’era veltroniana, il sottoscritto cerca in tutti i modi di collaborare con le forze dell’ordine chiedendo uno sforzo straordinario alla Polizia locale. Ma tutto questo non conta: state certi che ogni qualvolta c’è uno stupro o un omicidio i soliti giornalisti e importanti politici della sinistra daranno la responsabilità al Sindaco di Roma. Non al Questore, non al Prefetto, non al comandante dei Carabinieri, non al Ministro degli Interni, ma solo all’inquilino del Campidoglio. Salvo poi scoprire che l’autore di tre stupri era presidente di un circolo del Partito democratico, oppure, come nel caso di Piazza di Spagna, scoprire che lo stupro era stato inventato.
Il guaio vero di tutto questo è che a pagare il prezzo non è il sindaco Alemanno, ma la città di Roma, che viene presentata in modo francamente indegno. Leggete l’articolo di Francesco Merlo su Repubblica di oggi: la Roma che descrive, degradata fino a sembrare una delle peggiori metropoli del Sudamerica, non è in alcun modo la città che conosciamo e che viviamo ogni giorno. È una città con mille problemi, duramente provata da una crisi economica devastante, ma che continua a incantare tutto il mondo (basti guardare il costante aumento del turismo) e a rappresentare un invidiabile modello di convivenza civile.
Questa Roma darà delle brutte sorprese, come è già accaduto nel 2008, a chi, per volgare polemica politica, continua a vomitargli addosso.

VIOLENZA A TORPIGNATTARA: Roma Capitale si costituisce parte civile

Pubblicato il 22 agosto 2012 da Gianni Alemanno.

Oggi ho firmato l’atto con il quale Roma Capitale si costituisce parte offesa nel procedimento penale per lo stupro avvenuto lo scorso 20 agosto nei pressi del parco di Torpignattara, in quanto l’aggressione subita contrasta con i più elementari principi di convivenza civile e con i diritti della persona costituzionalmente garantiti, e rappresenta una aggressione all’intera cittadinanza della Capitale.

Roma, primo Comune in Italia ad avere una legittimazione da parte della Cassazione nella costituzione di parte civile nei processi per violenza sessuale commessi sul proprio territorio, conferma il suo impegno nel contrasto alla violenza.
L’eventuale risarcimento servirà a sostenere le vittime di una delle piaghe più odiose della nostra società: i soprusi sessuali nei confronti delle donne e dei minori.

SICILIA: bene Alfano su Musumeci. Adesso incontro

Pubblicato il 21 agosto 2012 da Gianni Alemanno.

Il segretario Alfano ha fatto molto bene ad offrire la disponibilità del Pdl a sostenere la  candidatura di Nello Musumeci in Sicilia. È necessario adesso che ci sia un immediato incontro tra i promotori di questo progetto e il Pdl per creare un’intesa programmatica e politica adeguata ad un sfida  così ambiziosa.

Bisogna dare atto a Gianfranco Miccichè che tutto questo non sarebbe stato possibile senza la sua rinuncia alla candidatura e senza il suo generoso lancio di Nello Musumeci.