Il Convegno “Al servizio dell’Italia”, organizzato lo scorso 18 ottobre 2011 dalla Fondazione Nuova Italia sul tema della Pubblica Amministrazione è stato un importante incontro di idee e proposte per il miglioramento della stessa nel nostro Paese. Pur condividendo l’impostazione di fondo della Riforma Brunetta (in primis la meritocrazia), sono stati posti ulteriori punti di vista e nuovi elementi sui quali focalizzare l’attenzione.
Ad aprire i lavori è stato Salvatore Santangelo, direttore del Centro Studi della Fondazione, che ha spiegato le motivazioni che hanno spinto a organizzare questo momento di riflessione.
Marilù Galdieri (imprenditrice e assessore alle Politiche del Lavoro della Provincia di Napoli) ha riportato i risultati degli interventi attuati durante il suo mandato nella difficile realtà del capoluogo campano. Provvedimenti basati su una concreta razionalizzazione e portati avanti con fermezza nonostante le dure critiche subìte. Nicoletta Lanza (coach e formatrice manageriale) ha affermato che indirizzare la classe dirigente verso un’organizzazione efficiente del lavoro è il modo giusto per evitare sprechi e ottimizzare la produttività. L’assessore al personale del Comune di Roma Capitale Enrico Cavallari ha legato il suo intervento a quello precedente, testimoniando la positiva esperienza di coaching da lui sperimentata e proposta con successo nella realtà capitolina. Inoltre ha divulgato dati estremamente importanti sulla realtà lavorativa del Comune: 4000 assunzioni e stabilizzazioni e 7000 progressioni verticali, tutte realizzate in base ai principi del merito e della trasparenza, in assoluta collaborazione con le organizzazioni sindacali. Il tutto con una razionalizzazione che ha portato a una diminuzione complessiva dei costi del personale di circa un 11 per cento negli ultimi due anni. L’Amministrazione Capitolina può quindi vantare importanti risultati, con buona pace di alcune campagne stampa montate ad arte.
Dopo Diego De Felice, ha preso la parola Paolo Crescimbeni. Il Presidente dell’Inpdap ha proposto una riflessione sulla complessità delle P.A. e sulla necessità di razionalizzazione. Inevitabili, anche in questo caso, i riferimenti alla Riforma Brunetta; pur sostenendole nella sua complessità, ha messo in luce diversi punti critici: il principio della meritocrazia, applicabile con facilità nel mondo delle aziende, non è di semplice attuazione nelle P.A; e il metodico “attacco” ai pubblici dipendenti costituisce una generalizzazione dell’inefficienza di pochi. Fra le proposte del presidente Crescimbeni, la revisione del sistema dei controlli, l’istituzione di premi alle amministrazioni più virtuose e la reintroduzione del giuramento di fedeltà alla Repubblica come simbolo di responsabilità verso lo Stato. Quest’ultima proposta è stata particolarmente apprezzata dal pubblico presente. Il Senatore ed ex Direttore generale dell’Inail Maurizio Castro descrive la P.A. come un giacimento importante di risorse, spesso inesplorato, per il rilancio della competitività del nostro Paese. È necessario però, intervenire su quelli che vengono individuati come elementi critici delle stesse: bassa produttività generale; eccessiva ineguaglianza nella distribuzione della produttività nelle varie realtà del nostro Paese. Fra gli ingredienti della ricetta, un’organizzazione sempre più competente e coerente con gli obiettivi individuati e assegnati; naturalmente senza prescindere da un consapevole rapporto con Sindacati sempre più maturi. Quindi per Castro occorre prima puntare sull’organizzazione e solo dopo sulla performance.
Ida Marandola, responsabile dell’area di ricerca sulla P.A. della Fondazione, ha descritto il valore aggiunto che il pubblico impiego rappresenta – e può ancor più rappresentare – per la comunità nazionale. Un ruolo che passa per la valorizzazione degli individui, dei loro ruoli e dell’importanza insostituibile del loro lavoro.
Le conclusioni sono state affidate a Giovanni Faverin (segretario generale della Cisl Funzione Pubblica) e a Gianni Alemanno nella doppia veste di Sindaco di Roma (capitale italiana della P.A.) e di Presidente della Fondazione Nuova Italia. Secondo Faverin, le questioni importanti da valutare sono: la dimensione degli enti; la centralizzazione; il servizio da attuare e il focus sul territorio. Il Sindacato, da parte sua, dovrà concentrarsi sui sistemi contrattuali e su cosa occorre fare per cambiare e migliorare l’efficienza delle P.A. È necessario trovare punti di incontro con aziende e lavoratori, perché la situazione economica attuale non permette di prendere le posizioni solo di una parte.
L’intervento di Alemanno, tra l’altro, è stato volto a ribadire che occorre evitare ogni forma di generalizzazione, superando la fase degli interventi indiscriminati e schematici. È tempo di intraprendere interventi estremamente mirati; solo in questo modo sarà possibile migliorare complessivamente l’attività delle P.A. e valorizzarle appieno, mettendo al centro il merito.
QUI è possibile visualizzare il servizio realizzato da Uniroma.Tv sul convegno “Al servizio dell’Italia”.





















