Stamane il sindaco Alemanno ha partecipato all’appello del Comitato Pro Shalit per la liberazione del soldato israeliano in occasione dei cinque anni della sua prigionia. Presente anche il presidente della Comunità ebraica romana Riccaro Pacifici.

Di seguito pubblichiamo la lettera che il sindaco Alemanno ha inviato stamattina ai suoi omologhi delle capitali dei Paesi dell’Ue e italiani, chiedendo loro di conferire la cittadinanza onoraria al soldato israeliano Gilad Shalit, al fine di mobilitare e accrescere la condanna contro il rapimento:
“Sono passati ormai cinque anni, da quel 25 giugno 2006, quando il soldato israeliano Gilad Shalit fu rapito da Hamas in territorio israeliano, al valico di Kerem Shalom. Da quel momento è costretto a vivere in prigionia e in mani nemiche, lontano dalla propria famiglia. In contrasto con quanto stabilito dalla Convenzione di Ginevra sul trattamento dei prigionieri, Hamas ha precluso di stabilire un contatto con Gilad alla Croce Rossa Internazionale e a qualsiasi organizzazione umanitaria, calpestando i principi basilari del diritto internazionale, la città di Roma, sin dal mio insediamento, è stata sensibile alla vicenda e in diverse forme ha aderito alla campagna per la sua liberazione. Nel giugno 2009 è stata conferita la cittadinanza onoraria di Roma a Gilad Shalit. Da allora nella Piazza del Campidoglio, sede di Roma Capitale, è esposta la sua immagine, per affermare che la città di Roma rifiuta la logica della morte e della violenza. In diverse occasioni, sia in Israele che a Roma, in questi anni ho incontrato il padre e la madre di Gilad, e tutte le volte mi ha colpito la loro compostezza di genitori che non rinunciano alla speranza di riabbracciare sano e salvo il proprio figlio, benché ancora oggi non siano pervenute notizie sul suo stato di salute. A loro ho promesso che con determinazione mi sarei fatto interprete e portavoce della causa di Gilad anche con i Sindaci Italiani e Europei.
Nelle settimane scorse ho avuto un colloquio a Roma con il premier israeliano Netanyahu che mi ha ringraziato per l’attività svolta dalla mia città a sostegno della liberazione di Shalit. Come padre, come Sindaco e come presidente onorario del Comitato per la liberazione di Shalit penso che la nostra azione possa mobilitare tante coscienze civili e sensibilizzare l’opinione pubblica europea contro l’indifferenza sul destino di un giovane innocente. Non possiamo fare finta di non vedere e di non sapere perché quel sequestro è un attacco alla dignità di tutte le persone umane e del loro diritto di vivere libere.
Pertanto, chiedo alla Sua Città e al Suo Consiglio Comunale di sostenere con forza la campagna di liberazione del soldato Shalit conferendogli la cittadinanza onoraria e di mobilitare la cittadinanza e l’opinione pubblica con altre azioni e manifestazioni pubbliche che tengano alta l’attenzione sulla vicenda. Non si tratta solo di un atto simbolico: con l’impegno corale delle nostre città potremo rilanciare l’appello internazionale per la sua immediata liberazione, unendoci agli sforzi intrapresi dalle autorità internazionali,dando così un impulso determinante al processo delle trattative diplomatiche per trovare una soluzione di pace duratura per tutto il Medioriente”.
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Foto: C. Valletti – F. Di Majo

























GILAD SHALIT è stato liberato: viva Shalit, viva la libertà individuale, viva Gianni Alemanno che tanto si è prodigato per la sua liberazione.
Oggi è un giorno di festa. Assaporiamolo.
brunosaetta, per gli amici e soprattutto per Shalit, semplicemente bruno
debbo correggermi: Shalit non è stato ancora materialmente liberato. Saraà una formalità, ma non è ancora libero a tutti gli effetti. Purtroppo avevo appreso la notizia da Unomattina. Io ci giurerei di aver ascoltato come nel mio primo commento. Ma non è così. Purtroppo anche le saette sbagliano.
Ne voglio approfittare perchè sono stanco di sentire sempre certe campane che suonano in dipendenza della loro colorazione ideologica.
Stavo leggendo Euronews in internet in cui si metteva in risalto che in questo braccio di ferro aveva vinto Hamas. Credo non ci sia notizia più fuori luogo di questa. La libertà delle persone non può essere pesata con la bilancia, o meglio con il pallottoliere. Umilmente penso che in questa occasione non ha vinto nessuno in particolare. Ha vinto solo il buon senso, anche se ci son voluti più di cinque anni per far maturare la coscienza di ‘menti eccelse’ e finalmente restituire la libertà ad un ragazzo che quei cinque anni se li poteva passare con chi sceglieva lui.
Ma quanto ci vuole perchè gli esseri umani acquisiscano certe sensibilità e responsabilità? Finisco ringraziando ancora Gianni, che in questa liberazione ha dato visibilmente ed umanamente il suo contributo.
mi scuso e saluto tutti
brunosaetta, per Shalit Bruno
SHALIT E’ LIBERO! FINALMENTE.
Ancora grazie Gianni
bruno