ELEZIONI AMMINISTRATIVE

Pubblicato il 30 maggio 2011 da Gianni Alemanno.

Non è tempo di dichiarazioni a caldo. La situazione che abbiamo di fronte richiede una riflessione molto seria e approfondita, che metta da parte ogni forma di personalismo e di protagonismo. I fatti che oggi servono sono quelli della responsabilità, dell’autenticità e di una progettualità attentamente meditata.

4 commenti a “ELEZIONI AMMINISTRATIVE

  1. Caro Gianni
    Le cose di cui meno si ha bisogno in questi momenti per chi crede in questa maggioranza ed in chi ci governa sono le chiacchiere. Parole ho sentito, montagni di parole, inutili nel tentativo di mettere una ‘toppa’ ad un vestito che si è lacerato.
    Serietà vorrebbe invece che si prendesse atto della sconfitta, evento spiacevole ma che ci si deve attendere in una competizione dove metà si è vinti e metà vincitori.
    Si può capire l’amarezza, la delusione, anche la rabbia (questi almeno sono i swntimenti che sento ribollire nel mio stomaco e credo di non essere diverso dagli altri), ma poi con raziozinio, maturità, con calma, ci si deve mettere a tavolino, meglio se tra perdenti e riflettere sul perchè di una sconfitta che fino a poco tempo fa non era in preventivo.
    Ci si deve chiedere, ma seriamente cercando di non dirsi bugie ad iniziare da se stessi, del perchè lo scato tra i contendenti sia stato così ampio. Una sberla non fisiologica, una batosta che parla da sola e che solo i sordi, o peggio chi non ha orecchie per sentire ed occhi per vedere, possono ignorare.
    Quindi prendiamone atto, non facciamo drammi, ma mettiamoci tutti a lavorare ed impegnarci seriamente per far si che il fiume ribelle che inopinatamente è uscito dal suo alveo sia ricondotto nei suoi confini naturali.
    Caro Gianni, Pisapia sarà una bravissima persona, ma preferisco una sinistra democratica ad una rappresentata dal simbolo della falce e martello. Che facciamo, ritorniamo indietro?
    E per quanto riguarda De Magistris, nessuno mi toglie dalla testa che in lui gli amici napoletani hanno visto l’uomo nuovo, l’uomo con una dose di cattiveria che vorrebbero fosse applicata per dare una soluzione ai loro atavici problemi.
    Ma io non dimentico certi fatti antecedenti la sua elezione e non mi lascio prendere dalla voglia di accodarmi alla novità se questa non mi convince veramente. E De Magistris, che posso dirti, non me la canta nel modo giusto.
    Auguro ai napoletani che non abbiano preso un abbaglio, che loro abbiano ragione, alla faccia dei miei dubbi, insomma vorrei sbagliarmi. Ma questo si verà non subito, ma quando le libagioni ed i festini luculliani saranno terminati, e dopo un po’ di giorni, ancora ebbri di felicità, ci si affaccerà al balcone per ammirare il Vesuvio e cantare ‘O sole mio sta in fronte a te’ e si verrà investiti da un puzzo letale proveniente da una montagna di rifiuti che ti sta per ghermire. Ed allora si renderanno conto che forse hanno commesso un piccolo errore.
    Ma il mondo va così e chi è causa del suo mal, pianga se stesso.
    Coraggio Napoletani, eterni sognatori, coraggio perchè in fin dei conti c’è sempre di peggio e poi l’importante è godere oggi, domani è un altro giorno. Forza Napoli.
    Per i milanesi invece non spreco una parola. Loro non hanno scusanti, perchè non avevano le necessità dei napoletani. Loro l’azzardo se lo sono andati a cercare ed ora?Tanti auguri’.
    Scusami Gianni per questo mio pessimismo, ma io che faccio certe raccomandazioni agli altri poi, quando tocca a me, dimentico tutto e mi lascio prendere dallo sconforto.
    un abbraccio al mio sindaco che queste vicende ci debbono sempre più far apprezzare ed un saluto agli amici del blog da brunosaetta, ma chiamatemi pure bruno. Son troppo avvilito per ribellarmi!!

  2. Cari Gianni,
    tanto tuonò che piovve. Parlammo lunedì sera di ‘stracchezza’. Purtroppo la ‘stracchezza’ che ha colpito molti di noi ha fatto pericolosamente breccia tra gli elettori. E gli elettori, che piaccia o no, hanno sempre ragione. Ci hanno impartito una sonora batosta, checchè ne dica Cicchitto dai microfoni di Sky, ed hanno sentenziato che il tempo delle chiacchiere, le nostre chiacchiere, è scaduto.
    Inizio a temere che l’onda lunga della sconfitta non interrompa i suoi effetti all’improvviso. Ci toccherà toccare il fondo prima di poter ripartire. Se mai ripartitemo. Già per il prossimo 12 e 13 giugno prevedo un’altra sconfitta. Per strada vedo solo manifesti che spingono per il sì. Ci siamo imbarcati in provvedimenti impopolari che ci alienano le simpatie della gente, del Popolo. Due parole che sono fatalmente scomparse dal nostro guà scarno dizionario.
    Il legittimo impedimento è percepito come una palese ingiustizia. Per il nucleare, siamo stati anche sfortunati, si è atteso ben tre anni. Per l’acqua privatizzata non abbiamo adeguatamente informato la cittadinanza. Abbiamo lasciato la cultura, o pseudo tale, nelle mani dei soliti noti ai quali abbiamo lasciato campo libero fino a farci sentire reperti archeologici. Sembra essere ripiombati negli anni settanta. Anni nei quali militare a destra poneva l’attivista in una riserva. Abbiamo dilapidato un patrimonio elettorale ingentissimo! Noi militanti di base, o che rivestiamo modesti incarichi isituzionali come chi ti scrive, dobbiamo quotidianamente combattere col sempre più crescente clima di diffidenza che ci circonda. Non riusciamo più a convincere i nostri interlocuri della bontà della nostra battaglia politica. E, francamente, non è sempre facile convincere noi stessi che le persone che ci rappresentano ai livelli più alti stiano agendo esenti da colpe. Talvolta gravi. Apprendo che Bondi si è dimesso. Un gesto di responsabilità che nell’ambito del PdL dovrebbero compiere in molti. Altro indiziato, a mio parere, è Verdini.
    Il discorso sarebbe lunghissimo…
    Più che avvilito, sono ‘stracco’.

  3. Dobbiamo lavorare adesso, lavorare bene e rifondare, tutti insieme correggendo gli errori, rimuovendo gli schemi inappropriati caratterizzati come dice Lei Sindaco, dal personalismo e protagonismo, ognuno nel proprio territorio guidati da coordinatori capaci che conoscano bene le realtà locali. Dobbiamo far lavorare la passione della gente quella che da troppo tempo si è lasciata disperdere. Questa è la ricetta per scongiurare che questa condizione di arretratezza politica toccata a Napoli e Milano dilaghi a livello nazionale.

  4. Cari amici, caro Gianni, nelle parole di Alessandra, Alfonso e Bruno mi ci ritrovo anch’io. Se disperdiamo la base, per soggiogare a inutili e dannose logiche dettate dall’alto e dai vertici intermedi (tipo i coordinatori regionali e provinciali) allora abbiamo perso. Purtroppo, ad oggi, nessuna di queste nomine calate dall’alto ha risposto agli eventi recenti e passati con regole dettate dal merito. E questo a noi non piace…
    Mi fermo per non cadere nella banalità: sono troppo stanca anch’io.
    Irene

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