Archivio aprile 2011

La destra sociale e la sfida della riforma della giustizia

Pubblicato il 26 aprile 2011 da staff.

Paolo Valerio, che insieme a Elisabetta Rampelli coordina l’area di ricerca “giustizia” della Fondazione Nuova Italia, ha pubblicato sul sito www.circolinuovaitalia.org un articolo davvero significativo sul tema della riforma della giustizia. Si tratta di un approccio davvero interessante da leggere e diffondere:

“Quale giustizia e quali riforme per il nostro Paese? Inseguendo questa domanda, ho sempre schivato le risposte preconfezionate sulla base di astratte dottrine politiche o di convenienze estemporanee. Il diritto è strumento, non dogma; intanto vive in quanto vi è una società che in esso si riconosca conferendogli effettività. Ed è proprio sullo scostamento tra le previsioni generali e astratte delle costituzioni e delle leggi e la percezione della loro obbligatorietà, che si misura la tenuta del sistema e la coerenza tra una comunità e il suo ordinamento giuridico. La giustizia non è semplicemente applicazione di leggi, ma qualcosa di diverso e più alto, che nasce dall’uomo e non dai suoi codici scritti, che nella legge prende forma ma attinge altrove la sostanza. Proprio perché nasce dall’uomo, e non dalle sue leggi, la giustizia impone al giurista più dubbi che certezze, anche quando la norma giuridica fornisce precetti scolpiti nel bronzo. Ed è tra queste due sponde, la certezza della legge e il dubbio di chi deve applicarla, che si apre la via stretta che mi appresto a percorrere, insieme a Elisabetta Rampelli, alla guida dell’area di ricerca sulla giustizia della Fondazione Nuova Italia”.
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COMUNICARE IL TERRITORIO. Conoscere per governare

Pubblicato il 26 aprile 2011 da staff.

La Fondazione Nuova Italia inaugura il ciclo di workshop “Comunicare il territorio”, il cui obiettivo è sollecitare l’incontro e il confronto tra i cittadini che vivono la realtà dei quartieri romani, da quelli più prossimi al centro a quelli più periferici. Salvatore Santangelo, direttore del Centro studi della Fondazione, ha sottolineato che «il progetto incarna il desiderio di ribadire la centralità del dato territoriale nelle scelte politiche e si propone quale nuovo momento di dibattito tra realtà apparentemente distanti nella percezione di molti abitanti della Capitale, ma che, al contrario, risultano interdipendenti sia a livello strutturale, che economico».
L’occasione di questa prima giornata di riflessione è stata offerta dalla pubblicazione del saggio di Sergio Natalizia “Conoscere per governare: il caso del quadrante Appio-Tuscolano”, tanto che ad intervenire saranno sia rappresentanti istituzionali con un forte radicamento sul IX e sul X Municipio, che personaggi noti e meno noti della società civile di due tra le zone più popolose di Roma. A promuovere l’iniziativa si è fatto per primo avanti il Delegato alle Politiche dello Sport di Roma Capitale Alessandro Cochi, secondo cui «i quartieri sorti intorno ad arterie urbane come l’Appia e la Tuscolana sintetizzano l’incredibile numero di esperienze che si intrecciano ogni giorno nella cornice socio-culturale offerta da Roma. Migliaia di persone trascorrono la loro intera giornata in quartieri pieni di vita ma che, a differenza del passato, non sono identificabili né con il centro della Città, né con la sua periferia. Bensì costituiscono spazi intermedi in grado di ospitare al loro interno sia le possibilità, che le difficoltà, che inevitabilmente finiscono per caratterizzare una metropoli come la Nostra».
Ha confermato la sua adesione all’incontro anche Pietro Di Paolo, assessore alle Attività produttive e alle Politiche dei rifiuti della Regione Lazio, che, ricollegandosi al titolo del libro che fornirà lo spunto del dibattito, ha sottolineato che «governare significa prevedere; la buona politica è quella che guarda lontano, elaborando scenari. Risulta, quindi, importante la conoscenza del territorio in tutte le sue sfaccettature: dal contesto storico a quello delle attività produttive, dal contesto sociale a quello ambientale, solo per fare alcuni esempi. Lo sviluppo responsabile a cui noi miriamo deve tenere conto di tante realtà, solo apparentemente separate, e dei collegamenti fra di esse. Ma, allo stesso tempo, deve promuovere il confronto fra cittadini, enti, associazioni e istituzioni».

COMUNICARE IL TERRITORIO. Conoscere per governare: il quadrante Appio-Tuscolano tra centro e periferiaRoma, mercoledì 27 aprile ore 17.30 Sala del Caminetto – Fondazione Nuova Italia – Via in Lucina, 17 – Ingresso libero.
Scarica QUI l’invito per partecipare.

NOMADI: no sgomberi questa settimana, ma no a ultimatum

Pubblicato il 25 aprile 2011 da Gianni Alemanno.

Gli esponenti della Comunità di S. Egidio possono stare sereni cercando, magari, di moderare i termini delle loro invettive. Non solo nella giornata di domani non era mai stato previsto uno sgombero al campo di via Cave di Pietralata, ma in tutta la settimana prossima era già stato preventivato da tempo di non procedere a sgomberi di campi nomadi abusivi. In vista della beatificazione di Giovanni Paolo II, tutte le forze dell’ordine e tutti i servizi di Roma Capitale sono concentrati sulla buona riuscita di questo evento straordinario e quindi è impensabile qualsiasi altro intervento se non di pura emergenza. Detto questo, sottolineo ancora una volta che non possiamo accettare ultimatum da parte di nessuno. Siamo disponibili a confrontarci su proposte concrete e realistiche ma dobbiamo continuare con il programma degli sgomberi dei campi abusivi, concordato con la Prefettura e la Questura, cercando di mettere in campo ogni sforzo per garantire solidarietà umana e sicurezza e per evitare il ripetersi di tragedie che la città di Roma non merita. Per quanto riguarda il campo di via Cave di Pietralata, il problema dello sgombero si porrà in futuro per consentire l’avvio del programma di costruzione della nuova Città della Scienza dell’Università La Sapienza e mi auguro che nessuno voglia impedire la crescita della nostra Università, solo per garantire l’inamovibilità di 80 persone accampate abusivamente.

Museo Storico della Liberazione

Pubblicato il 25 aprile 2011 da staff.

In occasione delle celebrazioni per il 25 Aprile, il sindaco Alemanno, accompagnato dall’assessore alla Cultura Dino Gasperini e dal presidente del museo e docente di Storia contemporanea all’università di Parma Antonio Parisella, ha deposto una corona commemorativa e ha visitato la mostra del Museo storico della Liberazione di via Tasso.
Durante i nove mesi dell’occupazione nazista, l’edificio di Roma fu la sede del servizio di sicurezza tedesco e delle carceri.
«La mostra – ha commentato Alemanno – ci permette di capire come si è formato il museo ed è una documentazione impressionante, frutto di un lavoro intenso fatto da questa istituzione, che permette il recupero di  una memoria che rischiava di andare dispersa. Consente di ricostruire la storia di Roma Città Aperta con grande attenzione e cura e, se non ci fosse questo museo, buona parte di quella storia di Roma e della repressione nazi-fascista andrebbe perduta».
Il Sindaco ha poi aggiunto: «ci sono stati tagli statali, ma ci siamo impegnati ad aumentare il nostro contribut0 per evitare che il museo chiudesse. Ora bisogna fare in modo che anche lo Stato faccia la sua parte affinché questa istituzione continui la sua opera».

Al termine della sua visita al Museo, il sindaco Alemanno ha così commentato la scritta comparsa stamattina nel quartiere di Roma Pigneto:
«È impressionante quello che è avvenuto stamane al quartiere Pigneto. Che ci siano dei pazzi scellerati che mettono in atto questa provocazione così grave, saldando una scritta che richiama quella del campo di Auschwitz, è una cosa infame. Esprimo tutta la mia solidarietà alla comunità ebraica per questo gesto vergognoso. Abbiamo immediatamente rimosso tutto e ci auguriamo che siano individuati subito i responsabili, che meritano tutto il nostro disprezzo».

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Foto C.Valletti

25 Aprile: Festa della Liberazione

Pubblicato il 25 aprile 2011 da staff.

In occasione della Festa della Liberazione, il sindaco Alemanno ha partecipato stamattina  alla cerimonia della deposizione di una corona all’Altare della Patria da parte del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
Così il Sindaco ha commentato il discorso del presidente della Repubblica in occasione delle celebrazioni del 25 aprile:
«Il discorso del presidente Napolitano è stato di eccezionale equilibrio e ha rappresentato un richiamo forte a tutte le forze politiche che va assolutamente accolto». Un richiamo, secondo Alemanno, che riguarda sia «le riforme, che si basano su valori condivisi, sia la necessità di non creare un clima di scontro che va ad esacerbare gli animi e a creare fratture incontenibili all’interno del paese. È un segnale molto importanteche va condiviso».

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Foto C.Valletti