BEATIFICAZIONE: intervista a Radio Vaticana

Pubblicato il 30 aprile 2011 da staff.

Parlando a Radio Vaticana, interpellato sulla possibilità di un rischio terrorismo per le celebrazioni di beatificazione di papa Giovanni Paolo II domani a piazza San Pietro,  il sindaco Alemanno ha detto:
«I grandi eventi possono attararre pazzi, malintenzionati o scellerati. Ma comunque non abbiamo segnali particolari in questo senso. Non c’è un allarme specifico, ma l’allerta è ovviamente alta e non abbassiamo la guardia».
Il sindaco ha anche elencato i dati attuali sull’afflusso di pellegrini a Roma: il 90 per cento delle strutture ricettive della capitale occupate, per un totale di 250mila persone che alloggiano in alberghi, b&b, pensioni e simili.
Ha sottolineato inoltre che la maggioranza degli arrivi è prevista comunque tra la notte e domani mattina:
«Gran parte arriveranno stanotte o domani mattina direttamente per la veglia al circo Massimo e la beatificazione a piazza San Pietro».
In merito alla concomitanza di domani della beatificazione di Wojtyla a San Pietro e il concerto per la festa del lavoro a piazza San Giovanni, il Sindaco ha detto:
«Dal punto di vista organizzativo, meno eventi ci sono in una stessa giornata, meglio è. Ma in questo caso penso che la concomitanza dei due eventi sia un fatto positivo. Non dimentichiamo la dimensione sociale di papa Giovanni Paolo II: il Papa dei popoli, un pontefice che ha sconfitto il comunismo, ma che ha anche fatto un richiamo sui limiti del mercato. Non credo ci sia nessun contrasto tra la manifestazione laica di piazza San Giovanni con la beatificazione a piazza San Pietro. Non scordiamo infatti la vicinanza che Wojtyla ebbe al sindacato Solidarnosc».
Alemanno ha concluso con un augurio ai pellegrini arrivati e in arrivo nella Capitale per la beatificazione di Giovanni Paolo II:
«Che sia una giornata intensa di raccoglimento. Non un’avventura turistica ma di partecipazione spirituale. Noi faremo in modo che nessuno li distragga. Ai pellegrini dico: ‘Vivete Roma, soprattutto domani, come la grande capitale del cattolicesimo». Quanto al rapporto di Wojtyla con la città Eterna, il sindaco ha sottolineato come «fin dal primo momento, quando si affacciò a piazza San Pietro ricordò che era pontefice in quanto vescovo di Roma. Ha sempre rappresentato un impegno costante e operativo verso la città. Ogni sera, prima di andare a dormire, si affacciava, guardava e benediceva la città. Un rapporto profondo».
Alemanno ha concluso l’intervista con un suo ricordo personale di Wojtyla:
«Dal punto di vista sociale e politico ha insegnato a tutti cosa sia il buongoverno e ha rimesso al centro del dibattito politico la dottrina sociale chiesa. Personalmente ricordo l’immagine di quando venne in parlamento e lo sforzo che fece per salire sullo scranno più alto dell’aula per parlarci. La sua forza di volontà e la sua tenacia sfidavano un corpo debilitato dalla malattia. Ne rimasi impressionato».

Lascia una risposta