Archivio marzo 2011

CULTURA: il Festival Internazionale del Film non si tocca

Pubblicato il 25 marzo 2011 da Gianni Alemanno.

Il Festival internazionale del Film di Roma non si tocca. Al ministro Galan voglio dire due cose. Primo: che quella  tra il festival di Roma e quello di Venezia è ormai una polemica superata. E un Ministro della Repubblica deve unire i territori e non dividerli riaprendo vecchi e superati contenziosi. Secondo: il Festival di Roma lo pagano innanzitutto sponsor privati e poi, solo in minima parte, le Istituzioni del territorio, mentre il Ministero ci dà soltanto 200 mila euro su progetti mirati a fronte di 7 milioni di euro che ogni anno vengono dati in maniera fissa al Festival di Venezia. Quindi se continuare a svolgere il Festival del Cinema lo decide la città di Roma, sia sul lato istituzionale sia, soprattutto, sul versante della società civile e del mondo culturale. E noi abbiamo già deciso da tempo di andare avanti con un Festival che continua a crescere ogni anno e ha sempre maggiori riscontri nazionali e internazionali.

PROFUGHI LIBIA: lettera del sindaco Alemanno al ministro Maroni

Pubblicato il 25 marzo 2011 da staff.

Questo che segue é il testo della lettera del sindaco Alemanno al ministro degli interni Roberto Maroni, in merito al problema dei profughi dalla Libia:

dal Campidoglio, 25 marzo 2011
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On. Roberto MARONI
Ministro degli Interni
Palazzo del Viminale
R O M A

Pur avendo piena comprensione della situazione emergenziale in cui l’Italia si trova a seguito delle crisi politiche e sociali che sono esplose nell’area Nord-africana, sono costretto a chiedere formalmente alle Autorità competenti di escludere l’area metropolitana di Roma Capitale dall’elenco dei possibili siti destinati ad accogliere i richiedenti asilo e i profughi provenienti da quelle terre.

Innanzitutto vi sono i dati relativi all’emergenza nomadi e a coloro che risiedono negli accampamenti abusivi sorti spontaneamente sul territorio cittadino. I nomadi ospitati nei campi autorizzati sono circa 3.400, mentre 1600 sono quelli che vivono nei campi tollerati, infine si stima una presenza di circa 3000 persone (nomadi e immigrati neo comunitari) che si sono stanziati presso accampamenti di fortuna, spesso privi di qualsiasi requisito in termini di sicurezza e sanità. Inoltre, in attesa dell’approvazione – che ancora una volta Vi sollecito – della norma di legge che consentano di rendere certe le procedure di allontanamento dal territorio italiano degli immigrati neo comunitari che non rispettano le condizioni di legalità, è necessario utilizzare alla sua massima capienze le strutture del CARA di Castelnuovo di Porto per poter sgombrare subito questi pericolosi accampamenti abusivi.

Secondo una stima dei miei Uffici, suffragata dai dati dei servizi delle principali organizzazioni che operano per l’assistenza dei rifugiati, incrociata con quelli  dell’Ufficio profughi della Questura di Roma e quelli della Commissione territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale, le presenze di richiedenti e i titolari di protezione internazionale sul territorio romano, superano le 8.000 unità.

Il circuito istituzionale con cui Roma affronta la richiesta di ospitalità è articolato in 22 centri convenzionati per un totale di 1.475 posti disponibili. La lista di attesa attuale per l’ingresso in una struttura è di circa 1.500 persone ed i tempi per l’accesso raggiungono gli 8 mesi.

In questo contesto non siamo comunque mai rimasti passivi. Da circa un anno  abbiamo promosso un processo articolato di intese interistituzionali (Ministero dell’Interno, Regione, Province, ANCI, UNHCR) che potrebbe essere strategico per affrontare in modo organico e responsabilmente condiviso, l’intera filiera che va dall’accoglienza all’integrazione delle persone che fuggono da guerre e violenze nel territorio regionale.
In mancanza di queste intese, buona parte del peso economico ed organizzativo dell’assistenza ai rifugiati ricade sulle spalle della nostra Amministrazione che si trova costantemente a dover agire in supplenza delle carenza di intervento da parte delle altre Istituzioni.

Per i motivi su esposti, nella mia responsabilità di Sindaco di Roma Capitale e di garante dei processi di integrazione che devono essere promossi sul territorio cittadino, Vi debbo ribadire la nostra assoluta impossibilità di sostenere ulteriori processi di accoglienza gestiti nell’ambito dell’emergenza nazionale.

Su questo versante,come Vi ho dimostrato, Roma fa già ampiamente la sua parte e non può sopportare ulteriori pesi.

Giovanni Alemanno

HOLDING: massima trasparenza nelle assunzioni è la svolta che vogliamo

Pubblicato il 24 marzo 2011 da staff.

«Il nostro obiettivo è allinearci ai massimi standard di trasparenza ed efficacia. Vogliamo regole ferree per porre condizioni di trasparenza assoluta anche per il futuro, a prescindere da chi governerà. È questa la svolta che vogliamo realizzare«.
Così ha detto il sindaco Alemanno intervenendo alla seduta dell’Assemblea Capitolina, per illustrare al nuovo codice delle assunzioni nelle società, enti e aziende del Gruppo Roma.
La fissazione di criteri nelle assunzioni delle holding che «pongano Roma al vertice della trasparenza», ha detto il Sindaco alla riapertura dei lavori dell’aula dopo la sospensione, «è il dato su cui condurre la discussione».
«Per i toni esasperati – ha proseguito riferendosi alle polemiche dell’opposizione – ci sono le sedi appropriate».
«Oggi – ha continuato rivolgendosi al consiglio – abbiamo qui tre documenti che vi invito a recepire per realizzare questa svolta».
Quindi il riferimento alle polemiche sulla cosiddetta Parentopoli: «Sul passato recente e remoto ci sono le inchieste della magistratura. Emergono fatti discutibili ma niente a che fare con le enfatizzazioni che ci sono state in questi mesi. Senza esasperazioni, senza che il dibattito degradi, vi invito ad una lucida analisi di quanto proposto. Qualsiasi atteggiamento contrario sembra volto a non voler realizzare questa svolta».
Come spiegato dal sindaco, oltre alla previsione di concorsi pubblici per accedere alle holding capitoline, l’amministrazione vuole fissare norme etiche con responsabilità politiche per chi non rispetta il nuovo strumento di assunzione. Per quanro concerne le incompatibilità previste dal nuovo codice assunzionale non si potranno assumere parenti, fino al terzo grado, di amministratori pubblici o di amministratori delle societa. Regole ferree per i concorsi: i membri delle commissioni esaminatrici saranno estratti a sorte, le sessioni saranno registrate e dovranno essere redatti verbali di tutti i lavori della commissione. Le assunzioni inoltre dovranno essere pianificate all’interno del piano assunzionale da sottoporre all’approvazione di Roma Capitale.

GIUNTA: l’ampliamento è una norma condivisa

Pubblicato il 24 marzo 2011 da staff.

In merito all’ampliamento della Giunta, una norma condivisa della quale “il PD deve prendere atto, invece di farneticare e gettare fango”, il sindaco Alemanno ha dichiarato stamattina quanto segue:
«Si tratta di una norma condivisa da tutti i municipi per quanto riguarda il tetto dei rimborsi che rischiava di cancellare gli stessi municipi. Da tutta l’assemblea capitolina, maggioranza e opposizione c’è un segnale chiaro nel non voler fare un taglio. Ho visto polemiche fatte da parlamentari nazionali del Pd, ma è impensabile che una città come Roma, di quasi tre milioni di abitanti, abbia gli stessi consiglieri di città che stanno intorno o al di sotto al milione. Parlare di scandalo è l’ennesima polemica strumentale non condivisa dalla base dell’opposizione».
Alemanno ha poi ancora ricordato che «l’opposizione, i consiglieri comunali, i consiglieri municipali chiedono questa riforma i vertici del Pd, a cominciare da quelli romani, ne prendano atto invece di farneticare, di gettare fango e veleno. La riforma inoltre prevede un’invarianza di bilancio, cioè l’obbligo per il Comune di non avere aumenti di spesa. Quindi non ci sarà nessun aggravio per i cittadini. Siamo sui livelli di spesa inferiore a quelli precedenti».
«Abbiamo un risparmio – ha continuato Alemanno – non aumento di costi. Si tratta ancora una volta di polemiche strumentali e infondate tese a negare la rappresentanza democratica della città di Roma a livello comunale e dei municipi. Non so quando ci sarà l’allargamento ufficiale della giunta – ha concluso il Sindaco – l’importante ora è aver risolto il problema dei 60 consiglieri e dei consiglieri municipali».