Archivio gennaio 2012

CRISI: da Governo interventi per economia reale e non per conflitto sociale

Pubblicato il 15 gennaio 2012 da Gianni Alemanno.

La settimana prossima sarà decisiva per le sorti dell’economia italiana ed europea e per rimettere in moto lo sviluppo del nostro Paese. Come Sindaco di Roma invito il Governo a concentrare tutta la propria attenzione sugli interventi necessari per rimettere l’economia finanziaria al servizio dell’economia reale, evitando invece scelte che non servono allo sviluppo, ma solo a creare nuova  conflittualità sociale.
Attuare un massiccio piano di dismissione del patrimonio dello Stato per ridurre subito il debito pubblico; spezzare la stretta del credito che sta sempre più soffocando le piccole e medie imprese; attuare subito una riforma fiscale che cerchi di spostare il peso del prelievo dal lavoro e dalle imprese verso i grandi patrimoni e che sia in grado di contrastare l’evasione fiscale, attraverso un reale contrasto di interessi; mettere a tacere le burocrazie asfissianti che impediscono ogni investimento imprenditoriale sul territorio; rompere i grandi monopoli che bloccano l’economia italiana impedendo un’autentica concorrenza; attuare subito una profonda revisione del patto di stabilità che rimetta in moto gli investimenti pubblici nelle opere degli Enti locali come nelle grandi infrastrutture. Sono questi gli elementi essenziali per presentarsi in Europa con un’economia italiana in grado di reagire alla recessione.
Bisogna invece evitare riforme improvvisate che finiscono per minare profondamente la coesione sociale dell’Italia. Interventi come quelli sull’articolo 18 e forme di deregolamentazione selvaggia contro le categorie produttive del ceto medio rischiano di rimettere in moto il conflitto sociale, senza avere nessun effetto reale sullo sviluppo del nostro Paese.
Per questo l’agenda di riforme del Governo Monti deve essere totalmente concentrata per rimettere in moto l’Italia in un clima di forte competitività e di salda coesione sociale. Roma non vuole essere il teatro dell’esplosione della conflittualità sociale, ma vuole essere il laboratorio di una seria politica, volta a rimettere in moto lo sviluppo del Paese e le speranze degli italiani.

Riapertura di Villa Carpegna

Pubblicato il 15 gennaio 2012 da Gianni Alemanno.

Questa mattina cerimonia di riapertura di Villa Carpegna, dove hanno partecipato circa un migliaio di persone. Dopo i lavori di riqualificazione durati 7 mesi, abbiamo restituito alla città il parco nel quartiere Aurelio. La secentesca villa cardinalizia è stata recuperata secondo quanto previsto nei disegni originari, con l’installazione di nuovi arredi per la fruizione e il restauro delle tre fontane storiche con la collaborazione della Sovrintendenza.

Grazie a un investimento di 540mila euro, stanziati dal dipartimento Ambiente del Campidoglio, sono stati messi in campo interventi che riguardano innanzitutto le alberature, i viali, l’impianto di irrigazione, le scalinate, cestoni e panchine che riproducono i disegni ottocenteschi dell’architetto Andrè. Gruppi di volontari vigileranno sulla sicurezza e il decoro del parco, per segnalare fenomeni di abusivismo e vandalismo.

LE FOTO

di C. Valletti

CORTEI: manifestazione non autorizzata

Pubblicato il 15 gennaio 2012 da Gianni Alemanno.

Ho chiesto alle autorità di Ordine pubblico di intervenire immediatamente per bloccare questa manifestazione non autorizzata che sta creando problemi in vari punti della città. Non basta autodefinirsi indignados per poter bloccare impunemente strade, fare incursioni nel Colosseo, creare difficoltà e fastidi ai cittadini romani. Ho chiesto alle autorità di Ordine pubblico un intervento immediato e tempestivo per fermare 200 persone che scorrazzano per la città.

Capodanno cinese a Piazza del Popolo

Pubblicato il 14 gennaio 2012 da Gianni Alemanno.

È la seconda volta che una festa importante del popolo cinese si svolge in una grande piazza romana come piazza del Popolo, una testimonianza di amicizia della Capitale verso il popolo cinese. Oggi si aggiunge anche la volontà di tutti nell’assicurare la giustizia verso chi ha commesso il crimine a Tor Pignattara: la nostra risposta è la fermezza, ci deve essere unità di tutte le forze politiche per chiedere un’azione decisa e preventiva contro la criminalità. Non si può essere timidi con la criminalità.

La comunità cinese è tra le diverse comunità quella meno violenta, la più disponibile, la più pacifica. È chiaro che si tratta di persone molto diverse da noi. Credo che la strada migliore sia il rispetto reciproco. C’è richiesta di sicurezza, ed è uguale per tutti, sia per i cinesi che per i romani e la vera differenza non è tra cinesi e romani, tra immigrati e italiani, ma tra persone oneste e chi invece segue le strade della criminalità.

LE FOTO

di C. Valletti

COLOSSEO: non possiamo più rinviare restauro

Pubblicato il 14 gennaio 2012 da Gianni Alemanno.

Ho fatto un sopralluogo al Colosseo e  si sta cercando di capire da dove s’è staccato il frammento, che potrebbe essere stato anche gettato dal secondo anello. Ci sono tante ipotesi diverse, ma quel che è certo è che si tratta di un antico mattone del Colosseo che è rimbalzato sul terreno.
Ormai piccoli crolli o frammenti che cadono all’interno dell’area del Colosseo stanno diventando dei fatti quasi quotidiani. Questo è inammissibile. Non è accettabile che il monumento più famoso del mondo si trovi in una situazione di rischio e di pericolo. Ma torniamo alla questione centrale: non possiamo più rinviare il restauro del Colosseo!

Questa è l’occasione per ribadire che si devono aprire subito i cantieri e fare un appello a tutti, specie alla magistratura competente per sbloccare questo restauro. Ci sono 25 milioni disponibili, di cui 10 già depositati al Mibac, e tutto è fermo perché un’associazione e un sindacato hanno iniziato a bombardare di esposti questo restauro. Il mio appello come sindaco di Roma, anche se la competenza sul Colosseo è del ministero, è di rompere gli indugi: lunedì parlerò con chi ha promosso questi esposti e cercherò con la massima fermezza di convincerli a recedere da questo atteggiamento, cercando di capire cosa diavolo vogliono. Il mondo ci guarda e ci chiede cosa stiamo facendo per il Colosseo: mi sembra una follia. Il mio è un appello alla responsabilità e a un pò di buon senso. Adesso basta, siamo ad una situazione che supera il ridicolo.

LE FOTO

di C. Valletti