mar 1 2010
Il capo di Gabinetto del Comune di Roma, consigliere Sergio Gallo, ha provveduto questa mattina a consegnare nelle mani del magistrato e consigliere per gli Affari dell’amministrazione della giustizia della Presidenza della Repubblica Loris D’Ambrosio, il testo della lettera che il sindaco di Roma ha indirizzato al presidente Napolitano in merito alle prossime elezioni regionali nel Lazio.
Questo è il testo della lettera:
All’On. Giorgio Napolitano
Presidente della Repubblica
Mi rivolgo a Lei, massima autorità della nostra Repubblica, per manifestarLe la mia profonda preoccupazione per la situazione che si sta determinando nella città di Roma.
Come Lei sa, a causa di una vicenda controversa – su cui sono stati presentati esposti alla Procura della Repubblica – interpretata in chiave puramente formalistica dalle autorità preposte, vi è il concreto rischio che la lista del Popolo della Libertà non venga ammessa alle elezioni regionali del Lazio nella circoscrizione della provincia di Roma.
Poiché il Popolo della Libertà è il partito che riscuote più consensi a Roma e nel Lazio, la sua esclusione determinerebbe l’impossibilità per un numero elevatissimo di cittadini della Capitale di esprimere compiutamente la propria scelta elettorale.
L’esclusione di quarantuno candidati, rappresentativi di un partito in grado di raccogliere almeno il quaranta per cento dell’elettorato, rischia di generare un vertiginoso aumento dell’astensionismo e una distorsione irrimediabile della composizione del Consiglio regionale del Lazio.
La Regione Lazio è una istituzione democratica troppo importante per essere guidata da un Presidente, chiunque esso sia, eletto senza la piena partecipazione di tutti i cittadini.
Anche il Consiglio di Stato, che è il massimo organo giudicante in materia, ha stabilito in più occasioni che il diritto costituzionalmente garantito di poter esprimere liberamente il proprio voto, debba prevalere su ogni eventuale problematica formale o burocratica.
Non con spirito di parte, ma come Sindaco della città di Roma, La prego pertanto di intervenire con l’autorità morale che deriva dal Suo alto incarico per evitare questo grave danno per la nostra vita democratica.
Giovanni Alemanno

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2 Responses for "REGIONALI: LA LETTERA DI ALEMANNO AL PRESIDENTE NAPOLITANO"
[...] in modo “strampalato” come scrive Massimo Franco al Presidente della Repubblica (qui la lettera inviata da Alemanno) non si sia proceduto subito in questa direzione. Boh! Intanto arriva un’altra [...]
caro Gianni
Ti ringrazio a nome mio, di mio figlio e se mi è concesso a nome di tanti miei concittadini per la tua iniziativa nell’inviare la lettera in oggetto al Sig. Presidente della Repubbvlica, perchè si adoperi, nei limiti delle sue possibilità e prerogative, onde evitare che circa il 40% degli elettori nel Lazio non possa esercitare il proprio diritto inalienabile.
Se così fosse, pur con tutte le manchevolezze e leggerezze che potrebbe aver commesso chi o coloro dovevano portare a termine tale iscrizione alla fine mancata (cosa comunque che si dovrà appurare con molta accuratezza prima di accusare chicchessia), si commetterebbe una grave ingiustizia poichè sul carro dei vincitori potrebbe salire chi non lo merita. Non credo che i giudici chehanno emesso la sentenza di esclusione del PdL per una questione di giustizia, vogliano creare i presupposti di una possibile futura situazione di ingiustizia.
Ed un’ultima cosa: posso anche capire che ognuno agisca nei limiti del proprio ambito, ma se non vogliamo che il cerino torni nelle mani di chi lo ha acceso, qualunque soggetto, semplice cittadino o facente parte di istituzioni, deve metterci un po’ del suo, cercando ovviamente di non travalicare i propri limiti. Questo, se a qualunque colorazione si appartenga, vogliamo sinceramente creare un clima pacifico e costruttivo. Se invece c’è odio, astio e rancore, non si andrà da nessuna parte.
Chi di dovere: meditate gente, meditate!!!!
saluti a tutti da brunosaetta, per gli amici (bianchi, rossi o neri): bruno
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