Archivio agosto 2009

Protocollo d’intesa per inserimento socio-lavorativo dei detenuti

Pubblicato il 05 agosto 2009 da staff.

Il Sindaco ha firmato stamattina in Campidoglio il protocollo d’intesa per il progetto di recupero del patrimonio ambientale promosso dal DAP, il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia, per favorire l’inserimento socio-lavorativo dei detenuti.
Erano presenti Franco Ionta, capo del DAP, Franco Panzironi e Marco Daniele Clarke, rispettivamente amministratore delegato e presidente di AMA, Sebastiano Ardita, responsabile della Direzione Generale dei Detenuti e del Trattamento.

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Reati e rispetto della legalità

Pubblicato il 04 agosto 2009 da staff.

Il Sindaco ha incontrato oggi pomeriggio in Campidoglio il prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro, il questore Giuseppe Caruso, il comandante provinciale dei Carabinieri Vittorio Tomasone, il comandante dei Vigili Urbani Angelo Giuliani per fare il punto sull’andamento dei reati nella Capitale e sul rispetto della legalità nella vita notturna romana.

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Roma se nasce

Pubblicato il 04 agosto 2009 da staff.

Stamattina in Campidoglio nella Sala delle Bandiere il Sindaco Gianni Alemanno ha presentato “Roma se nasce”, un’iniziativa di musica e cultura per il sostegno delle periferie. Alla conferenza stampa sono intervenuti: Maurizio Costanzo, Enrico Vaime, Marco Mattolini, Antonio Giuliani, Francesco Bellomo.

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Allarme per la scarcerazione del pusher

Pubblicato il 03 agosto 2009 da Gianni Alemanno.

Domani in Campidoglio incontrerò il prefetto Giuseppe Pecoraro, il questore Giuseppe Caruso, il comandante provinciale dei Carabinieri gen. Vittorio Tomasone e il comandante dei Vigili Urbani Angelo Giuliani per fare il punto della situazione sull’andamento dei reati nella Capitale e sul rispetto della legalità in particolare nella vita notturna romana.
Ho chiesto inoltre un incontro con i vertici romani dell’Autorità giudiziaria per verificare la possibilità di adottare una linea giudiziaria che sia più rispondente alle esigenze di sicurezza espresse dalla cittadinanza.
Dopo gli ultimi fatti di cronaca domani valuteremo con i responsabili delle Forze dell’Ordine le misure necessarie a contenere gli eccessi della vita notturna romana. Ma è evidente che qualsiasi regola e qualsiasi controllo acquisiscono la loro credibilità dal potere sanzionatorio e dalla certezza della pena che deve essere assicurata. Se ieri avevo espresso perplessità rispetto alla denuncia a piede libero del minorenne che aveva aggredito tre carabinieri, oggi questa perplessità diventa allarme di fronte alla scarcerazione del pusher fermato dai carabinieri.
Un allarme che deriva dalla consapevolezza che il mantenimento dell’ordine pubblico in città deriva anche dagli esempi e dai messaggi che le istituzioni nel loro complesso riescono a dare nei confronti di ogni cittadini. Questi esempi non possono essere di indulgenza e di tolleranza rispetto a reati che non solo determinano il degrado in città, ma manifestano l’assoluto disprezzo nei confronti delle forze dell’ordine.

Soddisfazione per dati Viminale/Sole24Ore

Pubblicato il 03 agosto 2009 da Gianni Alemanno.

Un breve commento sui dati del Ministero dell’Interno sulla criminalità, diffusi dall’edizione odierna del Sole24Ore.
La diminuzione del 15,8% dei reati totali commessi a Roma nel 2008 rispetto allo stesso periodo del 2007 è il segno che ci stiamo incamminando sulla giusta strada. La lotta alla criminalità e il controllo del territorio sono obiettivi comuni e importanti per garantire ai cittadini standard di sicurezza ma è chiaro che, considerando le dimensioni di Roma e dunque la maggiore difficoltà nel controllarla, vedere come non solo la diminuzione sia sensibile, ma la porti dietro in percentuale a città come Milano, Bologna, Torino, Genova e Firenze, dimostra quanto abbiamo avuto ragione nel portare la sicurezza al primo posto nell’agenda politica. Ovviamente questa classifica deve essere interpretata come un punto di partenza e certo non come un momento di arrivo. La guardia deve rimanere alta e occorre comunque implementare gli standard nella speranza che non vi siano poi da parte della magistratura quelle prese di posizione che finiscono per rendere inutili le azioni di prevenzione e di repressione.