Aggressione a coppia gay

Pubblicato il 22 agosto 2009 da Gianni Alemanno.

Ancora una volta devo protestare vivamente per una decisione adottata da un magistrato. E’ inaccettabile come un accoltellatore che abbia agito con un chiaro movente di intolleranza sessuale, mettendo in pericolo la vita di due persone, sia oggi soltanto denunciato a piede libero per un mero cavillo procedurale. Senza certezza della pena e senza un’adeguata durezza di fronte a reati di allarme sociale, qualsiasi politica di sicurezza e di lotta al crimine risulta profondamente delegittimata.
Gli uomini della Squadra mobile di Roma mi hanno garantito che il criminale  in questione rimarrà sotto stretta osservazione per evitarne la fuga. Ma chiedo con forza che il magistrato inquirente adotti immediatamente il provvedimento di restrizione in carcere di questo delinquente.
Desidero esprimere la mia solidarietà ai due ragazzi aggrediti che pagano il prezzo di un’intolleranza e di una violenza veramente ignobili e ingiustificabili.
Comunico inoltre che ho dato mandato all’Avvocatura comunale di costituirsi parte civile contro il criminale che ha tentato di uccidere due ragazzi con movente di intolleranza omofobica.

7 commenti a “Aggressione a coppia gay

  1. Gentile Signor Alemanno,
    premetto che ho 50 anni e che -abitando in emilia romagna – sono cresciuto in un clima dove essere sinistra era la normma.
    Da questo a pensare che solo le persone di sinistra potessero essere “aperte, intelligenti e sensibili” il passo è stato breve.
    In questi tempi davvero bui anche la gente qui da noi è cambiata e si è “abbrutita” la situazione politica è andata -per me- allo sfascio e di punti fermi ce ne sono pochi per tutti.
    Ho cominciato ad apprezzarla dopo la sua intervista a Daria Bignardi alle “Invasioni barbariche”.
    Mi piacque molto il fatto che non le importasse di essere sincero a scapito di non dire “le cose giuste ” quelle che potevano piacere al pubblico e l’ho apprezzata quando lei volle comunque mostrare la sua collana/catenina alla Bignardi malgrado non ne fosse contento per un “senso di dovere” e di onestà – almeno così io l’ho percepita.
    Da quando è sindaco di Roma non c’è stata una sua dichiarazione che io non abbia pensata fosse plausibile e condivisibile.
    Dettata dal dovere che il suo ruolo le impone e dal voler fare l’interesse per la “sua comunità!” .
    Davvero faccio fatica a pensare a lei cone ad “uno di destra” o uno di alleanza nazionale ad un “ex nemico!”
    Penso anche che mi augurerei di poter avere una figura, un politico come lei tra le file della “mia” sinistra.
    Per concludere, ma non è la cosa più importante – non le scrivo solo per questo – io sono gay e la sua ultima dichiarazione sui fatti di Roma al gay village mi ha reso ancora più sicuro che lei è una persona che sa dire cose giuste e le auguro sinceramente di poter diventare , per il futuro, il nostro Nicolas Sarkozy .
    Cordialmente.
    salvatore

  2. Ancora una volta l’anima Missina del Sindaco Alemanno emette un flebile, morente quanto improbabile ruggito tuonando contro la clemenza della Magistratura contro chi commette simili brutture!!!!
    Basta Alemanno, non cavalcare l’onda emotiva e CORRI IN PARLAMENTO; è lì che si fanno le leggi.
    Il Magistrato ha purtroppo, in questo caso, applicato la legge.
    Vergognati Alemanno a sfruttare l’emotività del momento.
    Dimostra che sei un vero Missino e cambia lo stato logoro e obsoleto del sistema Giudiziario Italiano.
    Ma fallo in Parlamento non in strada o sulle spalle delle povere persone.

  3. È sconcertante e inaccettabile che nonostante il progresso sociale le Istituzioni che rappresentano il popolo nella sua poliedrica interezza abbiano ancora oggi difficoltà “etico-morali” a dar vita a campagne contro l’omofobia e ad adeguate iniziative legislative finalizzate a contrastare certi tipi di pregiudizio.

    Caro Sindaco di Roma, non ne faccio una questione di “diritti civili”, ne della necessità, o meno, di promuovere le unioni civili tra persone dello stesso sesso. In Italia prima di arrivare a questo, se mai ci arriveremo, è necessaria una campagna di sensibilizzazione da compiere nelle scuole e nei luoghi di incontro sociale, per promuovere semplicemente il rispetto delle diversità e delle differenze.

    Nessun uomo è uguale, siamo tutti diversi, con le nostre ideologie, le nostre convinzioni… ma potremmo convivere tutti pacificamente e civilmente se cominciassimo a guardare la diversità come esempio di ricchezza sociale, invece di contrastarla e boicottarla a tutti i costi pur di ostentare una normalità preconfezionata!

    È sconcertante e inaccettabile sapere che nonostante il susseguirsi di Governi di sinistra e di destra, ancora non è stata concretizzata alcuna iniziativa politica per affrontare il problema del pregiudizio e del razzismo. Purtroppo il razzismo è antropologicamente umano, come il pregiudizio, ma può essere lenito, guarito, attraverso l’arricchimento intellettivo e culturale.

    Non ritengo che lei, signor Sindaco, sia responsabile di quanto accaduto. La giunta comunale di Roma è stata rappresentata per anni da schieramenti di centro sinistra che poco hanno fatto per contrastare il pregiudizio verso la comunità omosessuale. Certi cambiamenti sociali possono avvenire solo con grandi uomini e grandi donne, convinti dei loro ideali e non subordinati da richiami indiretti, e spesso diretti, da parte di chi vorrebbe detenere un potere assoluto sulla morale e sul costume sociale. Io potrei essere vittima di numerosi pregiudizi visto che incarno, se così si può dire, tutto ciò che ad un Italiano medio risulterebbe “ambiguo e pericoloso”: sono omosessuale, non sono cattolico ma un pagano praticante vicino al culto della Dea Madre Iside (aderisco alla Felloship Of Isis), simpatizzante del druidismo; vorrei avere anche la pelle nera… ma Madre Natura non mi ha concesso questo privilegio e mi devo accontentare di ciò che ho! Sapere che in virtù di una identità sessuale o di un orientamento spirituale, religioso, o di altro genere, si rischia di essere accoltellati e ammazzati, o aditati e insultati, si prova un senso di inquietudine e di infinita tristezza.

    Caro Sindaco di Roma, le scrivo più che altro per riflettere su quanto accade a Roma e in altri posti del mondo: il pregiudizio, la condanna morale, l’emarginazione sociale sono costanti che colpiscono quelle che la sociologia moderna chiama “minoranze” sessuali, etniche, religiose eccetera. Come se tutto ciò che è “minore” deve soccombere a ciò che è “maggiore”: questa è una tipica legge che spesso osserviamo negli animali dove colui che è considerato debole finisce per essere emarginato e ucciso. Chi aggredisce un “diverso” è una bestia che si sente minacciato da qualcosa che percepisce pericoloso? Secondo me non è una bestia, ma una persona che ha bisogno di cure. E la cura più appropriata è a base di conoscenza! Chi non conosce le cose le teme, per cui cerca con ogni mezzo di evitarle e sconfiggerle.

    Non è indispensabile sapere se certe tendenze umane sono naturali o artificiali. Ho il mio parere su questo… e non è importante discuterne. Ciò che conta è, ribadisco, il senso di rispetto e di rigore morale che ognuno di noi ha verso il suo prossimo. Nel rigore morale c’è anche la clausola del rispetto: si è moralmente integri nel momento in cui si ha la capacità di rispettare la propria natura, nonché quella che circonda. Molte persone, molti politici, molti rappresentati di istituzioni religiose, pur propagandando la necessità di un rigore morale, peccano nell’espressione di giudizi che denigrano la natura cosciente di un individuo o, se preferisce, la sua cosciente scelta di “Essere” ciò che percepisce di “Essere”, a volte alimentando inconsciamente, e spero inconsapevolmente, un’istigazione all’omofobia, al razzismo e al pregiudizio in genere.

    La certezza della pena e l’adeguata durezza di fronte a reati di allarme sociale che lei ha dichiarato necessari nel suo comunicato blog, appaiono ai miei occhi richieste giuste ma fragili: come possiamo supporre che certi reati di allarme sociale possano essere repressi e totalmente sradicati attraverso l’arma della giurisprudenza? Oltre alle leggi contro l’omofobia (mai approvate da nessun Governo Italiano) servirebbero iniziative culturali che comunichino alla società che non c’è nulla da temere nell’omosessualità, che anzi molte delle nostre idee e delle nostre tradizioni sono state create, divulgate e fondate da omosessuali. Bisognerebbe far capire alle persone che non bisogna temere un omosessuale, o un immigrato, o un qualsiasi individuo “diverso” da ciò che sentiamo di essere: bisognerebbe far capire che è più temibile la capacità della nostra ignoranza di uccidere un nostro simile solo perché lo consideriamo lontano da una normalità precostituita. E invece si hanno problemi anche ad autorizzare delle pubblicità sui cartelloni delle strade romane perché hanno contenuti omosessuali, forse perché a qualcuno infastidisce osservare che anche una coppia di uomini, o di donne, possono costituire un “nucleo sociale” che contribuisce al progresso della società e quindi della collettività.

    Lei dice che gli uomini della Squadra mobile di Roma le hanno garantito che il criminale in questione rimarrà sotto stretta osservazione per evitarne la fuga: io le domando se lei garantisce ai cittadini Romani una campagna di sensibilizzazione contro ogni forma di pregiudizio e di razzismo, al fine di rendere Roma capitale della “sensibilità sociale” e non capitale delle ronde razziste o delle aggressioni contro i “diversi”. Lei esprime solidarietà ai due ragazzi aggrediti: le domando, dobbiamo attendere un omicidio a sfondo omofobo prima di sensibilizzare il Governo Italiano a iniziative nazionali finalizzate a contenere e a risolvere il grave problema dell’intolleranza? E in caso ciò accadesse, la sua solidarietà potrà lenire il dolore di quanti rimarranno vittime della perdita di un proprio caro? E se fosse suo figlio, o suo fratello, o un suo caro amico vittima di intolleranza a causa del suo orientamento sessuale, si sentirebbe maggiormente sensibilizzato a dare risposte nette e decise al problema dell’intolleranza?

    Concludo signor Sindaco con un’ultima riflessione del tutto personale,: in ogni epoca ci sono state “persecuzioni” contro ciò che si considerava pericoloso o sbagliato. Partendo dall’anno zero quando il cristianesimo iniziò ad insidiarsi nell’Europa Pagana, radicata nei culti degli Déi e nelle tradizioni pagane, attraverso l’arma della persecuzione, della violenza e della tortura, continuando alle Sante Inquisizioni, alle torture contro gli Ebrei avvenute in diverse epoche… fino ai nostri giorni dove ci sono tante persecuzioni nel mondo: quelle contro i cristiani, quelle contro gli omosessuali, quelle razziste a sfondo xenofobo e via dicendo. Mi piace riflettere su questo “moto di energie distruttive” con un evento di molto tempo fa: “nell’Anno 380 d.C. , il 27 febbraio, un editto dell’Imperatore Flavio Teodosio converte il cristianesimo in religiose esclusiva dell’impero Romano proclamando: “tutte le nazioni che sono soggette alla nostra clemenza e moderazione devono continuare a praticare la religione che fu introdotta ai romani dal divino apostolo Pietro”. I non cristiani sono definiti “ripugnanti, eretici, stupidi e ciechi”. In un altro decreto Teodosio chiama “insani” tutti quelli che non credono nel Dio cristiano e proibisce discrepanze nei confronti dei dogmi della chiesa. Ambrosio, vescovo di Milano, comincia a distruggere tutti i templi della zona. I preti cristiani istigano e spingono il popolo a ribellarsi contro il tempio della Dea Demetra, in Eleusi, e tentano di linciare i sacerdoti pagani Nestorius e Priskus. Il sacerdote pagano Nestorius mette fine ai Misteri Eleusini e drammaticamente annuncia la predominanza dell’oscurità mentale sopra la razza umana”. Scritto ciò mi domando quando questa oscurità mentale cesserà di essere predominante?

    Cordialmente e con simpatia!
    Francesco

  4. Caro Sindaco
    Chi ti scrive è informaticamente bruno saetta, per gli amici bruno e spero di essere ancora annoverato come tale nei meandri dei tuoi ricordi. Concedimi questo piccolo dubbio non avendo più avuto tue notizie da molto tempo, neanche dopo che ti ho inviato per raccomandata una tua foto per farmela ritornare con una dedica oppure in risposta ad una mia lettera che consegnai presso la portineria il giorno dopo che tu andasti in ferie (ma ormai penso sarai tornato)ed alla quale era allegata una delle cose più belle che avevo in casa: una bandiera con la registrazione su DVD di un tuo intervento in TV (sai che ho la passione delle registrazioni, che mi servono a movimentare un po’ un’altrimenti noiosa vita da pensionato. Evidentemente, come diceva l’ispettore Rock, anch’io devo aver commesso un errore e non me ne sono accorto. (ti chiedo scusa se avessi detto o fatto cose che ti abbiano disturbato).
    Scusandomi per questo lungo preambolo fatto nel tentativo di farti ricordare di me, passo al motivo attuale che mi spinge a scriverti e che riguarda l’aggressione alla coppia ‘Gay’.
    Sinteticamente ti dico come la pensa il sottoscritto vecchietto, ancorato ancora a certi valori e ad un rispetto verso la persona che tu, caro Gianni, di cristallina provenienza politica, ben conosci e quindi penso che al riguardo dovremmo parlare la stessa lingua.
    Queste sono le mie regole:
    – inflessibilità verso qualsiasi tipo di violenza e coercizione con addebito di relativa pena certa. Quindi condanna totale dell’aggressore o aggressori;
    – invito ai giudici ad applicare le leggi non solo in modo letterale, ma con discrezionalità e buon senso, elemento quest’ultimo che pare scomparso nelle ultime sentenze che mi hanno lasciato spesso interdetto e confuso. Questa sollecitazione deve essere fatta in ogni momento, a prescindere la colorazione politica della vicenda in essere.;
    – imparzialità nel giudizio, anche quando è d’uopo criticare un certo atteggiamento amorale di due individui che si sbaciucchiano con ‘fragore’, fregandosene di chiunque ti sia vicino ( bambini, persone di una certa età con certi principi che vanno rispettati ecc, ecc…).
    sai benissimo che certe effusioni che a prima vista possono sembrare innocue, poi alla fine non si rivelano tali. Penso che alla base di tutto ci sia il rispetto, di ciascuno di noi verso l’altro e quindi se questi due giovani non hanno avuto il gusto di ‘slinguazzarsi’ in un posto più consono che non la strada, questa è mancanza di rispetto.
    Teniamo presente che non siamo tutti uguali e mentre in una persona ciò può dare solo un senso di fastidio, in altri, magari con tendenze criminali, può scatenare reazioni inconsulte.
    Non credo per aver espresso questo mio giudizio di essere nomenclato come’bacchettone’.
    Ora, se mi consenti di farti un appunto, non ho letto nella tua presa di posizione parole al riguardo. Certo, la violenza balza in primo piano, ma si deve essere completi a 360°.
    Dopo questa mia lunga lettera, caro Gianni, spero che tu mi voglia più bene di prima. La sincerità è una gran bella cosa e deve essere apprezzata in ogni occasione, pro e contro. Io non ho mai cambiato i miei sentimenti di amico affezionato verso il mio prossimo, verso il mio Sindaco.

  5. REPLICA al signor Bruno Saetta.

    Testualmente scrive ” imparzialità nel giudizio, anche quando è d’uopo criticare un certo atteggiamento amorale di due individui che si sbaciucchiano con ‘fragore’, fregandosene di chiunque ti sia vicino ( bambini, persone di una certa età con certi principi che vanno rispettati ecc, ecc…). sai benissimo che certe effusioni che a prima vista possono sembrare innocue, poi alla fine non si rivelano tali. Penso che alla base di tutto ci sia il rispetto, di ciascuno di noi verso l’altro e quindi se questi due giovani non hanno avuto il gusto di ‘slinguazzarsi’ in un posto più consono che non la strada, questa è mancanza di rispetto.”

    Nessuno la definirà “bacchettone” ma trovo di cattivo gusto questa sua affermazione: se un bacio puo essere così offesnivo o istigare l’istinto omicida, dovremmo quindi proibire i baci in pubblico tra persone coscienti e adulte. Quindi dovrebbe proibire anche il bacio eterosessuale in pubblico, tra una donna e un uomo? No perché ad un omosessuale potrebbe dar fastidio e disgustare un uomo che bacia una donna!!!!

    Ovviamente il mio vuole essere “sarcasmo” in risposta alle sue esternazioni che risultano intriste di un insano pregiudizio omofobico.

    I genitori dei bambini dovrebbero cominciare a curarsi dei propri figli invece di lasciarli davanti ad una televisione sempre più violenta, e sempre piu intrisa di scene sessualmente esplicite (specialmente di matrice eterosessuale e con forti componenti maschiliste) invece di lamentarsi per un innocuo bacio che lei minimizza e banalizza in una semplice “slinguazzata”.

    Trovo singolare la sua piena condivisione col Sindaco Alemanno che ha condannato duramente quest’atto omofobico e le sue opinioni cosi cariche di omofobia.

    Francesco

  6. replica al Sig.Francesco 79
    Vorrei ribadire al Sig. Francesco che considero certe effusioni eccessive (non un semplice bacetto e lo sottolineo) in pubblico sia tra omosessuali, ma anche tra eterosessuali mancanza di rispetto verso il prossimo, a prescindere dal mio orientamento sessuale.
    Forse sarò di un’altra generazione, ma reputo di essere persona normale se confido il mio fastidio nell’avere due persone magari che mi sono sedute accanto su un mezzo pubblico che vanno oltre un certo limite e trovo invece io singolare che anche Lei non sia d’accordo che sarebbe meglio concedersi nell’intimità in modo più discreto. E poco importa se sono gay o non gay.
    Per Lei sarà normale, per molti altri no. Ci sono limiti di decenza che non dovrebbero mai essere superati. Ecco, forse è il limite che c’è tra decenza ed indecenza quello che divide le nostre opinioni. Comunque non capisco perchè Lei debba criticare quella mia. Io non ho chiesto il Suo parere e neanche mi interessa e rispetto il Suo.
    Per ciò che riguarda il Sindaco Alemanno, non corrisponde al vero la sua affermazione che io condivida tutto il Suo operato. Non ne ho motivi ne interessi in gioco. Lo considero persona degna di stima e questo può avvenire anche avendo opinioni differenti. Oltre a condannare quel gesto criminale, secondo me doveva raccomandare o se preferisce il termine, consigliare due persone che vanno oltre un semplice’bacetto’ ad astenersi dal farlo in pubblico. Infatti di mascalzoni in mezzo alla gente come quello che ha fatto quel gesto infame ce ne sono parecchi, molto più di quanti si possa immaginare ed accadono questi fatti incresciosi. Proprio mentre sto scrivendo infatti, ho ascoltato al TG di un altro episodio simile accaduto in altra città. Purtroppo questi criminali non ce l’hanno scritto in fronte. Anche per questo non si deve mai andare oltre certi limiti. Se non è d’accordo con me, faccia come vuole, ma rispetti il parere degli altri anche se sbagliato; il Sindaco sa difendersi da solo. Pensi magari a dare un suo concreto contributo agli argomenti in questione.
    Ho creduto opportuno replicare per ‘par condicio’ e perchè lo credevo giusto e non lo farò ancora perchè poi sarebbe una discussione sterile.
    Un’ultima considerazione; è molto difficile educare i bambini ed a volte un nostro errore nell’educarli può incidere più di quanto pensiamo sulla loro psiche in formazione. Per cui, sarebbe bene che seguissero il loro percorso formativo nel modo”tradizionale”; oppure anche con loro Sig. Francesco si arroga la presunzione di tracciare il percorso della strada che debbono percorrere?
    Comunque, proprio per quel rispetto che mi onoro di portare verso il mio prossimo, compreso chi la pensa anche in modo totalmente diverso dal mio, Le invio i miei cordiali saluti e Le auguro un felice futuro. Viva la democrazia
    Bruno

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