Pubblicato il 04 agosto 2015 da admin.

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L’approvazione della riforma della Pubblica Amministrazione, con il via definitivo di oggi al Senato, contiene la delega che permette alla Funzione Pubblica di accorpare il Corpo Forestale dello Stato in altre Forze di Polizia.

È un misfatto contro la crescente necessità di tutelare l’ambiente e il patrimonio agroalimentare. Mentre è in corso l’Expo di Milano dedicato all’alimentazione, il presidente Renzi colpisce al cuore la più importante struttura specializzata preposta alla tutela di questo settore. Non ci saranno risparmi economici ma probabilmente aggravi di costi per organizzare questo accorpamento, non ci saranno sinergie funzionali perchè i compiti della Forestale non hanno similitudini con nessun altra Forza di Polizia.

Molte Regioni stanno già costituendo propri Corpi Forestali regionali che rappresenteranno ulteriore aggravio, spese e di burocrazia. Ma al presidente Renzi importa soltanto aver portato a casa l’ennesimo spot pubblicitario dicendo che ha ridotto da cinque a quattro i corpi di polizia italiani.

Siamo al fianco di tutte le sigle sindacali e in particolare dell’Snf (il Sindacato Nazionale Forestale) nel chiedere che questa delega non venga attuata o in subordine che tuteli l’identità e la specificità dei forestali italiani. Tutte le forze sociali e politiche attente alle problematiche ambientali non possono non continuare ad oltranza questa battaglia a difesa della Forestale.

Pubblicato il 17 luglio 2015 da admin.

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Mercoledì 22 luglio alle ore 11 presso il Grand Hotel Plaza (Via del Corso, 126 Roma), sarà presentata la “Mozione dei quarantenni” per l’Assemblea degli iscritti della Fondazione Alleanza Nazionale. Nella stessa giornata alle ore 14 si terrà il Comitato dei partecipanti di diritto e degli aderenti della Fondazione An, in preparazione dell’Assemblea indetta per il prossimo 3 ottobre.

Questa mozione, su cui è in corso una raccolta di firme tra gli iscritti, chiede l’impegno politico della Fondazione An per rendere di nuovo vivi e operanti i principi di Alleanza Nazionale e della destra politica all’interno della generale ricostruzione dello schieramento di centrodestra.

I promotori della mozione sono sei “quarantenni” impegnati politicamente sul territorio: Sabina Bonelli, ingegnere libero professionista candidata alle recenti europee nelle liste di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale, Michele Facci consigliere comunale di Forza Italia a Bologna, Fausto Orsomarso consigliere regionale del gruppo misto in Calabria, Andrea Santoro consigliere comunale di Ncd-Area Popolare a Napoli, Gianluca Vignale consigliere regionale di Forza Italia in Piemonte, Alessandro Urzì candidato sindaco del centrodestra a Bolzano e consigliere provinciale con la lista “Alto Adige nel Cuore” a Bolzano.

Lo comunica in una nota l’Ufficio Stampa di Forumdestra.it

Pubblicato il 16 luglio 2015 da admin.

Lo studio redatto dall’Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici locali di Roma Capitale segnala anche per il 2015 un inarrestabile crollo della qualità della vita, con risultati che ci riportano indietro, addirittura peggio degli anni di Veltroni.
Ma soprattutto quello che emerge dal dossier dell’istituto scientifico è che esiste una netta spaccatura tra il gradimento dato dai cittadini ai servizi offerti negli anni della mia giunta di centrodestra e il fallimento di Marino.
Nel 2015, infatti, il voto medio dato dai romani alla qualità della vita è stato del 5,24, con un calo di mezzo punto rispetto al 2014 quando l’amministrazione Marino ottenne uno scarno 5,71.
Durante i nostri cinque anni il voto medio è stato superiore alla sufficienza (6,12).

qualità dei servizi pubblici locali di Roma

Pubblicato il 15 luglio 2015 da admin.

È online il nuovo bando per la scuola di formazione politica promosso dalla Fondazione Alleanza Nazionale. Le domande di iscrizione, corredate da un curriculum, dovranno pervenire alla Fondazione tramite posta in via della Scrofa, 39 o all’indirizzo mail formazione@fondazionean.it entro il 30 settembre 2015.

LEGGI IL BANDO, clicca qui.

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Pubblicato il 13 luglio 2015 da Gianni Alemanno.

La sconcertante resa di Alexis Tsipras, dopo il lungo braccio di ferro con la Germania e con la Commissione Europea, viene utilizzato in Italia e in tutta Europa per attaccare ogni posizione eurocritica.

imageMa la verità è esattamente opposta a quella che viene propagandata dalla stampa e dalla cultura dominante. Tsipras ha mentito al popolo greco non perché ha promesso di liberarlo dalla morsa dell’austerità della Troika, ma perché lo ha illuso che questa liberazione potesse essere compatibile con la permanenza nell’Euro. Questa contraddizione demagogica si paga molto amaramente: l’unica possibilità di uscire dall’austerità è contrastare alla radice il sistema dell’euro, dimostrandosi disponibili ad uscire anche dalla Moneta Unica. Altrimenti ci si riduce, come ha tentato Tsipras per cinque lunghi mesi, a chiedere l’aiuto e la solidarietà degli altri paesi europei contro tutte le regole dell’Unione Europea. Questo è un atteggiamento tipico dell’estrema sinistra: prima contestare duramente il sistema e poi chiedergli l’elemosina in nome di una pelosa solidarietà sociale. Ma la Germania e l’Unione Europea non possono dimostrarsi indulgenti con la Grecia, perchè questo delegittimerebbe tutti i sacrifici che sono stati fino ad ora imposti agli altri paesi “deboli”: Portogallo, Italia, Irlanda e Spagna. Se Tsipras e l’estrema sinistra escono distrutti da questa vicenda, l’Europa germanocentrica dell’austerità ha poco da cantare vittoria: la Grecia non può, neanche volendo, sopportare la durezza delle misure che sono state imposte ed è destinata a cadere in un baratro di miseria, di instabilità e di insurrezione popolare. Inutile dire che l’Italia sarà la prima a pagarne le conseguenze. Yanis Varoufakis, fuggito prima del disastro, accusa chiaramente il governo italiano di Matteo Renzi: “i governi che avrebbero potuto mostrare maggiore simpatia verso Atene nella realtà si sono rivelati i suoi nemici più energici. Per i Paesi ad alto debito il peggiore incubo sarebbe stato il nostro successo. Se avessimo voluto negoziare un accordo migliore, avrebbero dovuto spiegare ai loro cittadini perché non sono stati in grado di fare altrettanto”. Se l’Italia non si libera di Matteo Renzi rischia di pagare non solo il conto di un’austerità più che mai riconfermata, ma anche degli aiuti finanziari che sono stati promessi alla Grecia. Oggi più che mai è necessario in Italia un governo che sappia porre, sia pure in forme diverse, la stessa scelta che David Cameron sta ponendo alla Gran Bretagna: il referendum proposto agli inglesi non è quello utopistico dei greci, non chiede se si vuole accettare o meno l’austerità, ma chiede se si vuole rimanere o meno nell’Unione Europea.

Lo dichiara in una nota il direttivo di PRIMA L’ITALIA.

 

Pubblicato il 30 giugno 2015 da duepuntozero.alemanno.


Per scaricare il documento clicca qui.

Pubblicato il 30 giugno 2015 da admin.

Roma, Palazzo Wedekind, 30 giugno 2015

Dobbiamo riunificare la Destra italiana.20150622_Locandina_NuovaDestra

Lo scioglimento di Alleanza Nazionale ha provocato una diaspora che ha cancellato quest’area fondamentale dallo scenario politico nazionale.

Troppi tra coloro che ancora oggi continuano a credere nei valori identitari della Destra, sono ospiti in altri partiti, promuovono liste civiche e associazioni culturali, oppure restano fermi in attesa di tempi migliori che sembrano non arrivare mai.

La scomposizione della Destra come soggetto politico-culturale organizzato e territorialmente radicato, ha indebolito e di molto, il cosiddetto fronte moderato. Né si possono valutare come inversioni di tendenza la conquista della Liguria o le vittorie della coalizione nei ballottaggi del 14 giugno, il cui buon esito – specie a Venezia – risente di situazioni locali difficilmente esportabili.

Pubblicato il 17 giugno 2015 da admin.

Dopo il successo della Conferenza “Una Destra per la Terza Repubblica” che si è svolta a Roma il 28 marzo 2015, le Associazioni che si sono raccolte attorno a ForumDestra hanno fissato un altro appuntamento sul percorso che deve portare alla creazione di una nuova Casa comune della Destra.

Martedì 30 giugno, dalle ore 10.30 alle 15.00, presso la storica sede di Palazzo Wedekind (Piazza Colonna 366, Roma), si terrà il Seminario “NUOVA, VERA, UNITA: un Progetto per la Destra italiana” con l’obiettivo di sottoscrivere un documento che sia contemporaneamente un Appello e un Patto. Un Appello per raccogliere attorno al nucleo promotore altre Associazioni che ritengono necessario unificare la Destra italiana. Un Patto tra tutte le sigle firmatarie per stabilire il percorso, le regole e i contenuti di questa aggregazione.

Il percorso deve favorire la più vasta aggregazione possibile di tutti i Movimenti, le Associazioni e gli esponenti politici di Destra, risvegliando negli elettori e nei militanti la voglia di partecipare.

Le regole devono azzerare ogni rendita di posizione e garantire la massima trasparenza, rappresentatività e partecipazione in tutte le scelte da compiere per costruire la Casa comune della Destra. Non basta aggregare un’area politica che non può continuare a rimanere dispersa, dopo la diaspora cominciata con lo scioglimento di Alleanza Nazionale. E’ necessario anche rigenerare le forme dell’organizzazione e della partecipazione politica, superando la logica dei partiti personali, dei cerchi magici e dei poteri forti.

Pubblicato il 04 giugno 2015 da Gianni Alemanno.

Bisogna finirla con questa balla della ‘Ndrahgheta che, attraverso al mediazione di Buzzi, mi avrebbe fatto convergere voti in Calabria alle elezioni Europee del 2014. I numeri parlano chiaro: nei due comuni di riferimento del clan Mancuso, che sarebbe stato contattati da Buzzi, io ho preso un numero ridicolo di preferenze. A Limbadi ho preso solo 5 preferenze su 981 votanti e al comune di Nicotera 14 preferenze su 1901 votanti. Questi sono i due comuni dove, secondo le risultanze delle inchieste della Magistratura, c’è il maggior radicamento del clan Mancuso e non è pensabile che se questo clan si fosse mobilitato a muovere voti nei miei confronti i risultati sarebbero stati questi. Credo che tutta questa congettura derivi dall’ennesima millanteria telefonica di Salvatore Buzzi, ma in ogni caso io non ho mai ottenuto ne tantomeno richiesto aiuti elettorali da clan mafiosi.

Notizie recenti
Pubblicato il 22 luglio 2015 da duepuntozero.alemanno.
manifestazione-an-670x274La Fondazione Alleanza Nazionale deve tornare a fare politica trasformandosi in un soggetto politico. A chiederlo sono sei quarantenni iscritti alla Fondazione An, tutti impegnati politicamente sul territorio, che questa mattina all’Hotel Plaza di Roma hanno lanciato la mozione in vista dell’Assemblea nazionale indetta per il prossimo 3 ottobre. “Constatato che con la fine del progetto del partito unico del centrodestra rappresentato dal Popolo della Libertà – si legge nel testo della mozione – sono venute meno le condizioni politiche che hanno portato allo scioglimento di Alleanza Nazionale; che l’approvazione della nuova legge elettorale per la Camera impone al Centrodestra di ritrovare un percorso comune, nel quale la Destra proveniente da Alleanza Nazionale non può entrare frammentata”, i sei primi firmatari chiedono all’Assemblea degli iscritti di “approvare tutti gli atti necessari alla Fondazione Alleanza Nazionale per svolgere un’azione politica che si traduca in forme di rappresentatività elettiva nelle diverse istituzioni, attraverso l’aggregazione degli italiani che si riconoscono nei principi espressi dall’articolo 1 dello Statuto del Movimento politico Alleanza Nazionale al momento del Congresso di scioglimento del marzo 2009″.
Pubblicato il 06 luglio 2015 da Gianni Alemanno.

Anche sul Teatro di Roma il sindaco Marino continua a ripetere ridicoli slogan scaricabarile attaccando senza nessun fondamento la nostra amministrazione. Non solo, la sfortuna ha voluto che la sua sparata si sia trasformata in un’offesa alla memoria di un uomo eccellente come Franco Scaglia, proprio nel giorno della sua scomparsa.

Devo ricordare, infatti, che il Teatro di Romimagea durante la nostra amministrazione è stato gestito proprio da Franco Scaglia come presidente, affiancato da un artista importante come Gabriele Lavia nella qualità di direttore artistico. Grazie alla loro opera siamo riusciti a mantenere in funzione tutta la cintura dei teatri periferici che oggi invece sta progressivamente chiudendo dopo un lungo abbandono da parte dell’amministrazione capitolina. Il sindaco Marino chieda scusa per queste sue offese e pensi a sostenere il settore della cultura che a Roma sta perdendo un pezzo dopo l’altro.

Pubblicato il 22 giugno 2015 da Gianni Alemanno.

Ignazio Marino ormai è al delirio: si inventa telefonate che tra di noi non ci sono mai state, giunge all’insultoimage personale e utilizza un inconcepibile violenza verbale contro la destra. Ho già dato mandato ai miei legali di procedere con una querela per diffamazione nei confronti del sindaco Marino. È un personaggio ormai finito di cui Roma si deve rapidamente liberare.

Pubblicato il 19 giugno 2015 da Gianni Alemanno.

Sulla vicenda annosa del salario accessorio dei dipendenti comunali si è creato un braccio di ferro tra Governo e Comune di Roma fondato su equivoci e incapacità che, come al solito, il sindaco Marino cerca di risolvere con lo scaricabarile nei confronti della nostra amministrazione. Si tratta invece di una questione che va affrontata e risolta in sede politica, senza far pagare il prezzo ai dipendenti comunali che, nella stragrande maggioranza imagedei casi, ricevono stipendi di fame.

I salari accessori dal 2008 al 2013 sono stati calcolati con i criteri da sempre utilizzati dal Comune di Roma che sono gli stessi di tutte le grandi città. Su questi criteri esiste da anni una divergenza di interpretazione legislativa tra amministrazione statale e amministrazioni comunali, che fu citata fra tante diverse questioni dagli ispettori del Mef che nel 2008 certificarono i 12,3mld di buco di bilancio ereditati dalle precedenti amministrazioni di sinistra.
Il problema, in realtà, esplode quando il sindaco Marino chiede nel 2013 una nuova ispezione del Mef con l’obiettivo di scaricare su di noi le difficoltà di bilancio da lui trascurate nei primi mesi della sua gestione. È in questo contesto che gli ispettori del Mef pongono, questa volta in modo perentorio, il loro punto di vista sul salario accessorio, sollevando una questione che può essere risolta soltanto attraverso un’interprettazione di legge. In questi due anni il sindaco Marino, invece di risolvere politicamente e legislativamente questo problema, ha agito in modo unilaterale solo sui dipendenti comunali, con una revisione del salario accessorio fortemente penalizzante.
Ma era evidente che tutto questo non poteva bastare e che ancora oggi c’è la necessità di una revisione di legge senza la quale il Comune di Roma e più ancora i suoi dipendenti si troveranno sulle spalle un peso insostenibile. Lo scaricabarile è stato fino ad esso la corda a cui il sindaco Marino si è impiccato da solo, gli sconsiglio di continuare ad utilizzare questo sistema cercando, se ne è capace, di risolvere politicamente il suo braccio di ferro con il governo Renzi.

Lo dichiara in una nota GIANNI ALEMANNO.