Pubblicato il 24 giugno 2016 da Redazione.

Brexit

Brexit ha vinto! Nonostante tutte le minacce e le manipolazioni, il popolo britannico ha scelto la libertà, non contro l’Europa, ma contro il dominio della finanza e della tecnocrazia di Bruxelles e della Merkel. Oggi tutto cambia: la scelta del popolo britannico dimostra che dall’Unione Europea si può uscire e che tutto il terrorismo che è stato fatto in questi mesi dagli organi d’informazione è in gran parte il frutto del condizionamento di poteri finanziari ed economici interessati esclusivamente a difendere l’euro. l’Unione Europea così com’è configurata oggi non può essere più accettata. Se il governo italiano e le autorità di Bruxelles non ne prenderanno atto sarà inevitabile che l’Italia e molti altri paesi dell’Unione seguiranno l’esempio della Gran Bretagna. Compito di un centrodestra veramente radicato negli interessi del popolo italiano deve essere quello di non dare più alibi a nessuno di fronte a questa ineludibile scelta. Seguendo l’esempio di  David Cameroon per gli inglesi, non si può più impedire agli italiani una libera scelta con un referendum. Non contro l’Europa ma per salvare i popoli dalla gabbia tecnocratica di Bruxelles.

Pubblicato il 20 giugno 2016 da Redazione.

Il risultato del ballottaggio a Roma rappresenta una condanna epocale per trent’anni di governo di sinistra nella nostra città. Inutile scaricare sul malcapitato Giachetti le responsabilità della sconfitta: la realtà è che i romani hanno compreso che il principale colpevole della crisi della nostra Capitale è il Partito democratico. Il candidato della sinistra ha raccolto una percentuale nettamente inferiore rispetto a quella che mi ha portato alla sconfitta nel 2013, alla fine di 5 anni di bombardamento mediatico e di una demonizzazione senza precedenti. Tutti questi segnali dimostrano che l’elettorato ha saputo respingere al mittente tutti i tentativi di scaricare proprio sui 5 anni del nostro mandato i problemi di Roma. Il centrodestra non ha saputo far tesoro di questa diffusa consapevolezza popolare, facendosi male da solo con le faide interne e lo scaricabarile sulle responsabilità del passato. Se si fosse presentato unito, il nostro schieramento non solo sarebbe arrivato al ballottaggio ma avrebbe raccolto percentuali sicuramente molto più significative, forse giungendo ad insidiare la vittoria della Raggi, che dal canto suo ha raccolto soltanto il 32,85% dell’elettorato reale, al netto delle astensioni e delle schede annullate. Il centrodestra da questo risultato deve imparare l’importanza di utilizzare le Primarie come metodo per preservare la propria unità, senza regolamenti di conti e senza imposizioni verticistiche che tendono sempre a escludere qualcuno. Il futuro appartiene ad un centrodestra aperto e inclusivo nei confronti di tutti, e contemporaneamente in grado di selezionare i propri candidati con un metodo trasparente e democratico, senza diritti di veto e senza rendite di posizione per nessuno.

 

Pubblicato il 14 giugno 2016 da Redazione.

Il dibattito sul futuro della Destra non può partire sulla base di una lettura scorretta del passato. Leggo molti interventi sul Secolo in cui si racconta che Francesco Storace avrebbe scientemente boicottato l’ascesa di Giorgia Meloni verso il ballottaggio a Roma.

Al di là del flop della candidatura di Alfio Marchini e del modesto risultato della Lista Storace, è importante – proprio per i nostri ragionamenti futuri -raccontare le esatte dinamiche che hanno portato al risultato romano. Se c’è stato qualcosa di scientifico è stata la volontà da parte di Fratelli d’Italia di chiudere la porta in faccia alla Lista Storace e ai cosiddetti “colonnelli di An”.

L’atteggiamento di Storace, al contrario, è stato fin troppo lineare e corretto. Dapprima ha richiesto a gran voce lo svolgimento delle primarie nel centrodestra, a cui lo stesso Marchini si era dichiarato disponibile. Ma in quel momento era in auge il tavolo a tre Berlusconi-Salvini-Meloni, compatto nel rifiutare l’utilizzo di questo strumento, anche limitatamente al complesso caso romano. Poi Silvio Berlusconi, con l’avvallo di Salvini e Storace, ha offerto a Giorgia la candidatura unitaria del centrodestra, ottenendo solo un ostinato rifiuto. A questo punto Berlusconi lanciò l’improbabile candidatura di Bertolaso, subito rifiutata da Storace con la propria candidatura a Sindaco (raccogliendo anche crescenti consensi nei sondaggi).

Successivamente anche Salvini prende le distanze da Bertolaso e convoca delle “gazebarie” vinte da Alfio Marchini. Infine arriva la candidatura di Giorgia Meloni, che viene lanciata nel centrodestra come un guanto di sfida all’egemonia berlusconiana. Storace, nonostante tutto, si dichiara più volte disponibile a ritirare la sua candidatura per convergere sulla Meloni. La risposta del vertice di Fdi è stata un assoluto e beffardo silenzio: il nome stesso di Storace diventa per loro impronunciabile.

La storia si conclude con la scelta di Berlusconi a favore di Marchini, a cui la Lista Storace si accoda nella speranza di costruire una candidatura in grado di raccogliere voti trasversalmente. Al contrario Giorgia risulta nettamente vincente, per la sua naturale empatia con l’elettorato romano, un’ottima campagna elettorale (complimenti ai comunicatori e ai militanti di Fdi) e un marcato appoggio dei media di sinistra che puntano a bruciare Berlusconi e Marchini.

Risultato: le liste direttamente riconducibili alla Meloni passano come un treno sopra a Forza Italia (4,2%), alla Lista Storace (0,64%), ma anche alla lista del suo alleato Salvini (fermo al 2,6%, nonostante tre anni di sovraesposizione mediatica). Ma tutto questo non basta alla leader di Fdi per raggiungere il ballottaggio, perché mancano esattamente i voti di Forza Italia sommati a quelli della Lista Storace.

E’ giusto a questo punto parlare di boicottaggio nei confronti della Meloni? Forse nel caso di Forza Italia (anche se si è fatto di tutto per irritare Silvio Berlusconi), assolutamente no nel caso di Storace che era pienamente disponibile a schierarsi con Giorgia. Non è più serio sottolineare l’errore di insistere in quella chiusura settaria che segna tutta l’esperienza di Fratelli d’Italia? Non è riconducibile a questo atteggiamento di rifiuto di ogni apporto plurale il modestissimo risultato raccolto in tutta Italia da Fdi? Se si escludono i voti romani, l’unico partito di destra rimane fermo alle percentuali delle elezioni europee, con il caso limite di Napoli dove Fdi prende circa un terzo dei voti raccolti dalla Lista “Napoli Capitale” promossa da Azione Nazionale.

Le leadership e i grandi processi di aggregazione non si costruiscono mai sulla volontà di chiudere e di rompere, ma sulla capacità di raccogliere attorno alla propria forza dinamica tutte le energie e tutti gli apporti. Il futuro appartiene a un centrodestra in grado di rinnovarsi profondamente per affrontare le nuove sfide che attraversano l’Europa, rimanendo però unito e compatto per battere la Sinistra e il Movimento 5 Stelle.

(Intervento di Gianni Alemanno pubblicato il 13 giugno 2016 sul Secolo d’Italia)

Pubblicato il 13 giugno 2016 da Redazione.

DESTRA

Clicca sul documento per ripercorrere le tappe della sconfitta del centrodestra a Roma.

Pubblicato il 13 giugno 2016 da Redazione.

Virginia Raggi fa bene ad essere indifferente sull’ipotesi di un mio voto a suo favore. Infatti, se lo decideranno i quadri dirigenti di Azione Nazionale, io non voterò per lei ma contro il Pd. L’obiettivo è quello di votare in ogni parte d’Italia  contro i rappresentanti del potere renziano che sta imponendo un regime, massacrando l’Italia e contribuendo in modo determinante al disastro delle Amministrazioni comunali. Tutto questo in particolare in una città come Roma, dove trent’anni di amministrazione di sinistra hanno costruito un sistema clientelare di cui Giachetti è il diretto erede.

Pubblicato il 02 giugno 2016 da duepuntozero.alemanno.

“La sfilata del 2 Giugno sarà ricordata due motivi: l’improbabile sfilamento di 400 sindaci con fascia tricolore e per l’assenza di alcune delle parti più qualificate delle nostre forze Armate. Cosa c’entrano autorità politiche come i Sindaci con una sfilata militare? Ma sopratutto, perchè non solo erano assenti i due Maró Girone e Latorre ma il battaglione San Marco non è stato fatto sfilare in tenuta da combattimento come sempre mentre erano assenti reparti di eccellenza come il Comsubin della Marina e il Col Moschin della Folgore? Credo che sia la prima volta nella storia della Repubblica che le parti che sono l’orgoglio delle nostre Forze Armate non sono state fatte sfilare in via dei Fori Imperiali. Ancora una volta le Istituzioni sembrano vergognarsi dei loro migliori uomini in divisa, quelli che rischiano ogni giorno la vita nelle missioni più difficili”. Lo dichiara in una nota Gianni Alemanno.

Pubblicato il 31 maggio 2016 da Redazione.

Oggi la sezione della Regione Lazio della Corte dei Conti mi ha assolto dall’accusa di aver procurato un danno erariale di 60mila euro all’Atac per aver incaricato un’agenzia di ricerca personale per selezionare la nomina di un amministratore delegato dell’azienda dei trasporti pubblici.

Dopo quasi un anno di istruttoria la Corte ha stabilito l’inesistenza di questo danno erariale, avendo accertato che l’utilizzo della suddetta società era stato comunque utile ad una oculata scelta del dott. Maurizio Basile come Amministratore Delegato di Atac. Insieme al sottoscritto sono stati assolti tutti gli altri imputati della causa (Maurizio Basile, Andrea Carlini, Antonio Galano e Luigi Legnani, membri dell’allora Cda di Atac).

Ringrazio la Sezione Regionale della Corte dei Conti di avermi assolto dalle accuse che mi erano state mosse ormai da un anno e che avevano sollevato il solito clamore di stampa. Penso che questa sia un’ennesima conferma della correttezza e della buona fede dei miei atti come Sindaco di Roma Capitale.

Pubblicato il 30 maggio 2016 da duepuntozero.alemanno.

Ringrazio Giorgia Meloni per aver alla fine riconosciuto non solo la mia totale estraneità a Mafia Capitale ma anche l’impegno che è stato profuso negli anni della mia Amministrazione.
Il problema della nostra Amministrazione è stato quello di non essere riusciti a produrre una discontinuità sufficientemente radicale rispetto al sistema di potere ereditato dalla sinistra. Il leader di Fdi sbaglia peró quando pensa che questo derivi da una carenza di coraggio. Le garantisco, e lo vedrà sulla sua pelle se sarà eletta sindaco di Roma, che per reggere l’amministrazione capitolina per cinque anni di coraggio e determinazione ce vogliono fin troppi. Il problema vero non è il coraggio ma l’isolamento, isolamento creato non solo dalla sinistra politica e giornalistica ma anche da un centrodestra incapace di essere unito e di avere una visione strategica. Ieri come oggi nel centrodestra prevalgono le divisioni interne, gli odii settari e le tendenze cannibalistiche che, soprattutto a Roma, lo rendono strutturalmente più debole della sinistra. Giorgia Meloni questo sembra non volerlo capire e non a caso, dopo avermi abbandonato senza nessuna solidarietà dopo lo scoppio di Mafia Capitale, anche nello svilupparsi della sua candidatura ha perseguito la strada delle divisioni e del conflitto all’interno della destra e del centrodestra. Un sindaco di Roma, se non ha le spalle ben coperte da tutto il centrodestra, così come successo al sottoscritto, non riuscirà mai ad abbattere il sistema di potere costruito in trent’anni di governo di sinistra.

Notizie recenti
Pubblicato il 30 maggio 2016 da Redazione.

MARòIl ritorno anche di Girone in Italia ci riempie il cuore di autentica gioia e di orgoglio. Con buona pace di Repubblica e di tutti i salotti radical-progressisti per noi Girone e Latorre sono dei veri eroi, per la compostezza con cui hanno affrontato la loro prigionia, per la serietà con cui hanno vestito la divisa, per la fermezza che hanno dimostrato in ogni circostanza. Nonostante tutti i tradimenti dei governi che si sono succeduti e nonostante le diffamazioni della stampa progressista l’Italia può essere fiera dei propri figli.

Pubblicato il 28 maggio 2016 da Redazione.

Tutta l’Italia deve rendere onore a Giorgio Albertazzi, un grandissimo artista e un vero protagonista della cultura italiana. Per me era un amico sincero e un uomo coerente che non ha mai rinnegato la sua storia e la sua identità. Credo che per i nostri giovani sia un bell’esempio di genio artistico legato a dignità e profondità spirituale.

 

ALBERTAZZI

Pubblicato il 26 maggio 2016 da Redazione.

Tutta l’Italia è in piedi per il ritorno di entrambi i nostri Maró. L’unico che non ha da festeggiare è proprio Matteo Renzi perché si sta concludendo una delle pagine più vergognose della storia dei governi italiani. Renzi, come prima di lui Monti e Letta, non è stato capace di fronteggiare adeguatamente questa situazione e deve solo alla benevolenza della Corte dell’Aja questa importantissima svolta. Ancora una volta i governi tecnici e dei poteri forti non riescono a difendere i veri interessi del popolo italiano.

marò

Pubblicato il 19 maggio 2016 da Redazione.

IMG_8114La morte di Marco Pannella mi colpisce personalmente perche era un amico fin dai tempi della mia militanza giovanile nel Fronte della Gioventù e contemporaneamente dal punto di vista politico è la scomparsa di uno dei pochi veri e leali interlocutori, da opposta barricata politica, della destra. Nessuno di noi si puó dimenticare quando Marco Pannella, sia pur rimanendo un nostro avversario politico, si schierava in difesa dei nostri giovani militanti discriminati e perseguitati negli anni 70 e negli anni 80. Quando per quasi tutto il mondo della sinistra valeva lo slogan  “uccidere un fascista non è un reato”, per Marco Pannella ogni diritto negato ai militanti di destra era un’offesa per tutta la nostra società contro cui ha sempre avuto la voglia e il coraggio di ribellarsi.