Pubblicato il 10 ottobre 2016 da duepuntozero.alemanno.
Pubblicato il 10 ottobre 2016 da duepuntozero.alemanno.

Clicca qui per ascoltare il mio intervento sulle frequenze di Radio Roma Capitale, ospite della trasmissione “Roma ogni giorno”.

Pubblicato il 07 ottobre 2016 da Redazione.

E’ veramente bello vedere che una volta tanto un avversario politico dà un segnale di onestà intellettuale e correttezza personale. Il fatto che Stefano Fassina abbia dichiarato che dopo gli ultimi atti della magistratura occorra presentare le scuse non solo a Ignazio Marino, ma anche al sottoscritto, è un atto raro in questo periodo di politica devastata dalla faziosità e dal settarismo. D’altra parte non è la prima volta che Stefano Fassina dà testimonianza di serietà e indipendenza di giudizio. Credo che questa sia la base per ristabilire un vero equilibrio tra rappresentanza politica, azione della magistratura e lavoro dei giornalisti.

Pubblicato il 06 ottobre 2016 da duepuntozero.alemanno.

Apprendo dalle agenzie di stampa che, oltre al sottoscritto, sono ben 115 le persone per cui la Procura di Roma ha chiesto  il proscioglimento per i reati connessi all’inchiesta di Mafia Capitale. Viene chiesto anche il completo proscioglimento del mio ex-capo segreteria Antonio Lucarelli, che nelle ricostruzioni giornalistiche veniva rappresentato come il grande snodo di tutti i contatti tra l’amministrazione capitolina e l’associazione mafiosa. Ma viene chiusa l’inchiesta anche per una serie di importanti personaggi di cui non si conosceva neppure il coinvolgimento ufficiale nelle indagini. Mi riferisco innanzitutto a Nicola Zingaretti a cui è stata risparmiata ogni gogna mediatica, nonostante pendesse su di lui un avviso di garanzia durante il suo mandato come Presidente della Regione Lazio. C’è una differenza fondamentale tra queste 116 persone: c’è chi come me e Lucarelli è finito sulle prime pagine di tutti i giornali e ha subito mesi di infamia e di isolamento e chi invece, come appunto Zingaretti e Leodori, ha visto pienamente rispettata la sua “privacy” e ha potuto esercitare importanti incarichi istituzionali senza avere nessun problema di immagine. Ringrazio pertanto la Procura di Roma per l’onestà intellettuale che l’ha portata a prendere l’ iniziativa del proscioglimento nei miei confronti e nei confronti di molti miei collaboratori, ma mi domando chi ci chiederà scusa per due anni di titoli in prima pagina sui giornali e di emarginazione politica e professionale.

Pubblicato il 06 ottobre 2016 da duepuntozero.alemanno.

E’ meraviglioso constatare che per il governatore del Lazio Nicola Zingaretti l’avviso di garanzia per reati connessi a Mafia Capitale si viene a sapere soltanto nel momento in cui è richiesta l’archiviazione. E l’interessato pensa tra l’altro di avvalersi di questo avviso di garanzia per non testimoniare al processo di Mafia Capitale. A Zingaretti sono stati risparmiati 2 anni di gogna mediatica, nonostante non sia un privato cittadino, a differenza del sottoscritto, ma il responsabile apicale di una istituzione. Spero almeno che Zingaretti si assuma la responsabilità di rendere testimonianza al processo Mafia Capitale, dopo essersi evitato tutto il peso dei 2 anni di esposizione giornalistica che io ho dovuto subire.

Pubblicato il 04 ottobre 2016 da duepuntozero.alemanno.

Il botta e risposta tra Ernesto Galli della Loggia e Stefano Parisi è troppo importante perché non sia lo spunto per un serio dibattito all’interno della destra e del centrodestra. Galli della Loggia parte da considerazioni che affondano le loro radici nel suo libro del 1994 Intervista sulla destra. La tesi principale, per noi scontata ma sconvolgente per il mainstream,  è quella che per definire il patrimonio programmatico degli avversari della sinistra, non bastano la cultura liberale e quella popolare, ma è necessario trovare fondamento nei valori dell’identità e della tradizione, che lui attribuisce a una “visione conservatrice”. Parisi, pur ammettendo l’esistenza di sfide epocali inedite per i consueti schemi ideologici, risponde ancorando l’identità del centrodestra proprio all’interno di una sintesi liberal-popolare.

GALLI DELLA LOGGIA E PARISI, DIVERSITÀ DI PROSPETTIVE

Già la distinzione di riferimenti – Galli della Loggia parla di destra, Parisi di centrodestra – non è semplicemente una variante linguistica, ma indica una diversità di prospettive. L’editorialista del Corriere sottende un forte ancoraggio a destra dello schieramento alternativo a Matteo Renzi, il tecnico “sceso in politica” parla di un centrodestra a trazione moderata dove la destra, come ai tempi della seconda Repubblica, è poco più che un carro da mettere a rimorchio. Non è cosa da poco, visto che la crisi finale dello schieramento berlusconiano è avvenuta proprio quando si è tentato l’ambizioso progetto di un Partito unico del centrodestra, segno non solo di litigi di vertice ma di una difficile componibilità tra due anime diverse.

I tempi non sono maturi in Italia per andare in questa direzione, mentre nel resto dell’Europa la destra tende a risorgere al di fuori del fronte moderato attraverso potenti spinte populiste e identitarie. Destra e Centro continuano ad avere orizzonti simbolici e sensibilità culturali troppo diverse per mescolarsi insieme solo con il mastice di un programma di governo: si rischia non solo di perdere importanti segmenti elettorali nell’astensionismo, ma di non dare motivazioni sufficientemente forti e coinvolgenti a tutto quel mondo di militanti e simpatizzanti che partecipano all’attività politica senza avere immediate o prevalenti “aspettative di carriera”. Un mondo troppo importante per evitare di ridurre la partecipazione politica ai “cerchi magici”, alle segreterie degli onorevoli e alle Fondazioni di più o meno brillanti intellettuali.

Meglio pensare quindi a un Centro e a una Destra strategicamente alleati ma distinti nella struttura partitica, eventualmente uniti attraverso lo strumento di una Federazione. Anche perché bisogna rispondere a una semplice domanda: chi decide se il centrodestra, pur nella necessaria sintesi, sarà a trazione identitaria e sovranista oppure a trazione liberal-popolare? Questa scelta è ancora più importante di quella del leader, perché l’individuazione di una leadership oggi non può non discendere da un’opzione ideologico-programmatica. Troppe sono le divergenze su temi decisivi come l’Europa, l’immigrazione, i valori non negoziabili, il modello di sviluppo. Troppe per delegare tutto a un tavolo ristretto da cui si esce o con nuove divisioni – come si è visto nelle elezioni comunali di Roma – o con compromessi di basso profilo (vi ricordate le contraddizioni programmatiche su cui si sono arenati i precedenti governi di centrodestra?). Credo che queste scelte fondamentali debbano essere lasciate al popolo di centrodestra – che troppe volte si è dimostrato più saggio dei suoi vertici politici – attraverso il metodo delle Primarie, oppure, se sarà reintrodotto il premio di maggioranza alla coalizione, con la competizione tra liste diverse all’interno dello stesso schieramento.

È evidente che a noi sembra molto più fondata l’impostazione di Galli della Loggia rispetto a quella di Parisi, perché un’alternativa al progetto liberal di Matteo Renzi si costruisce soltanto trovando una sintesi tra quattro punti irrinunciabili: le libertà e i valori non negoziabili della persona, la solidarietà comunitaria (che non è solo sussidiarietà ma anche difesa dei diritti sociali degli italiani), l’autorità dello Stato e la sovranità della Nazione. Almeno due di questi punti non si comprendono fino in fondo se non si attinge a quella che Galli della Loggia chiama una “visione conservatrice”, anche se a noi piace più parlare di una cultura identitaria e sovranista.

Dice Galli della Loggia “nell’intero Occidente (…) il futuro annuncia scenari sorprendentemente inediti e inquietanti nei quali non sembra per nulla azzardato pensare che torneranno a rinvigorire categorie e valori cari alla cultura conservatrice. (…) Insomma tutto lascia credere che si avvicini un appuntamento al quale paradossalmente, però, sembra più facile che in Italia arrivi puntuale la Sinistra, con la sua capacità di sentire l’aria dei tempi e di cambiare, piuttosto che una Destra incerta di sé, senza idee né visione”. Non sono le affermazioni di un pericoloso populista ma di un solido intellettuale moderato.

Proprio noi di destra, con le nostre divisioni e le nostre risse, vogliamo confermare questa triste profezia? Oppure non è il tempo di dare, con umiltà, ma anche con molta fermezza e consapevolezza, una profonda spinta propositiva a un centrodestra che deve essere non solo unito ma inclusivo ed equilibrato in tutte le sue componenti?

Pubblicato il 04 ottobre 2016 da duepuntozero.alemanno.

Caro Direttore,
ho letto nell’articolo di Franco Bechis pubblicato su Libero del 3 ottobre un inverosimile gossip su una mi…a conversazione con uno sconosciuto interlocutore. In questa conversazione avrei riferito che Stefano Parisi avrebbe chiesto il mio aiuto per interloquire politicamente con Gianfranco Fini. Purtroppo questa conversazione non è mai avvenuta e non si capisce, d’altra parte, a che titolo io possa fare da ponte tra Parisi e Fini.
Se Parisi vuole parlare con Fini penso che sia tranquillamente in grado di chiamarlo al telefono senza usare il mio tramite, visto, tra l’altro, che il mio impegno politico oggi è volto esclusivamente alla ricostruzione del polo identitario all’interno del centrodestra.
Un cordiale saluto
Gianni Alemanno

Notizie recenti
Pubblicato il 29 settembre 2016 da Redazione.

Due famiglie sgombrate nonostante la presenza di un diversamente abile al loro interno, senza alcuna dignitosa alternativa alloggiativa predisposta dai servizi sociali. Questa è una inaccettabile eredità della gestione commissariale del Prefetto Tronca che ha disposto questi sgomberi senza nessuna contromisura sociale.

A farne le spese sono stati cittadini italiani che oggi sono senza un tetto dove abitare e i militanti di Casa Pound che hanno cercato di difendere il diritto alla casa. Anche gli agenti di Polizia Municipale sono colpevoli solo di aver obbedito a un ordine privo dei necessari presupposti politici e sociali.

In una nazione che ospita profughi da tutto il mondo con i relativi costi,e’ paradossale che non si riesca a tutelare le famiglie Italiane in difficoltà,e rimaniamo basiti per la totale latitanza del comune di Roma e del sindaco Raggi. Nel ribadire la nostra solidarietà alle famiglie ed ai ragazzi di Casapound arrestati,come AN Roma diamo la nostra piena disponibilità ad ogni iniziativa utile a ripristinare i giusti  diritti violati.

Lo dichiarano in una nota Gianni Alemanno e Giorgio Ciardi

Pubblicato il 29 settembre 2016 da duepuntozero.alemanno.

Il consiglio comunale di Napoli ha approvato a stragrande maggioranza il documento di Azione Nazionale presentato dal consigliere Andrea Santoro che impegna il Governo Nazionale ad ottenere il superamento dei vincoli dell’Unione Europea sugli investimenti da effettuare per la ricostruzione del terremoto e più in generale per un piano di sicurezza nazionale utile a mettere in sicurezza le nostre città.
Quasi tutte le forze politiche hanno plaudito alla iniziativa di Azione Nazionale, anche arricchendo il documento con alcuni emendamenti integrativi legati alla specificità territoriale di una Regione, la Campania, che ha ancora le cicatrici del terremoto dell’80.
Gli unici due voti contrari al documento presentato da Andrea Santoro sono arrivati dagli eletti del Movimento Cinque Stelle, senza un motivo.
Nel corso della seduta, in cui i consiglieri di Napoli hanno donato al Comune di Amatrice il proprio gettone di presenza, si è avuto il collegamento telefonico con il Sindaco di Amatrice a testimoniare la forte solidarietà ed il legame di coesione nazionale che unisce Città solitamente lontane ma vicine nel momento del bisogno.

Pubblicato il 28 settembre 2016 da duepuntozero.alemanno.

Questa è una parte importante del lavoro italiano che rischia di essere distrutta da un’applicazione sbagliata della direttiva. L’Italia è uno dei pochi paesi ad aver applicato la direttiva anche al commercio ambulante. Per questo serve uno schieramento trasversale, da destra a sinistra, che voti un emendamento che sospenda l’applicazione della Bolkestein agli ambulanti, ridando fiato a questa categoria. Dopodiché si apra un tavolo di confronto per trovare regole giuste e sostenibili.

Pubblicato il 27 settembre 2016 da duepuntozero.alemanno.

Come volevasi dimostrare Renzi ha scelto il 4 dicembre come data del referendum per incentivare l’astensionismo e provare a vincere con le ‘truppe cammellate’ del Pd e del governo. E’ davvero una vergogna: non si era mai visto nella storia repubblicana un governo che deliberatamente provasse a sabotare la partecipazione popolare ad una consultazione su una riforma costituzionale. Questa è l’ulteriore dimostrazione che far vincere il NO è indispensabile per difendere la democrazia nel nostro paese. Anche oggi Azione Nazionale è stata presente per combattere la battaglia per la sovranità popolare degli italiani.